antoniodeste

DeRango : 1,38
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The Moody Blues To Our Children's Children's Children
Voto:
Certo se si vuole ascoltare musica sinfonica è meglio rivolgersi ad autori sinfonici. Ma considerare "Days Of Future Passed" sotto questo profilo credo sia fuorviante. L'aspetto "sinfonico" non va confuso, secondo me con quello dell'uso di un'orchestra che non sempre assolve in determinati contesti, fini sinfonici o esclusivamente tali. Perciò reputo che "i giorni del futuro passato" meritino almeno una possibilità, pur non eccellendo magari nella produzione globale del gruppo.
Greenslade Spyglass Guest
Voto:
Beh, visto che ci siamo, e...per completezza , dei Greenslade dovrebbero essere ancora reperibili sul mercato il loro "live" ( con questa formazione) uscito per la ( fantomatica) Mystic Records con registrazioni risalenti al 73 e al 75 e pubblicato nel 1999. A seguire, nel 2000 "Large Afternoon"( sempre per la Mystic) in studio con Greenslade e Reeves, piú John Young alle tastiere e Chris Cozens alla batteria. Per concludere poi c'é l'altro live, del 2001, intitolato "The Full Edition" con la variante di John Trotter alla batteria. E poi...Dave Greenslade s'é stufato e ricongiunto per l'ennesima reunion con i Colosseum. Credo che di questi tre, comunque, almeno il primo "live" sia moooolto interessante .;-)
Greenslade Spyglass Guest
Voto:
Davvero divertente ! E Non scherzo !! Se poi penso che oltre al sano divertimento nel leggere questa scheda, brainiac ha recensito un disco che mi piace un sacco di un gruppo che mi piace due sacchi, che posso dire ? Bravissimo !
PS.: ClemPson, ma forse è un refuso ;-))
Jade Warrior Waves
Voto:
@Fuggitivo : grazie per l'info ! Nel mio post n. 11 alludevo proprio a questo ma mi fa piacere che la Esoteric ( che vedo piuttosto attiva sul lato delle ristampe di molte opere degnissime ma dimenticate) abbia ripubblicato a distanza di qualche anno ancora e nuovamente queste perle.
Ten Years After Ten Years After
Voto:
Grazie davvero ! e buona continuazione con gli studi !! :-))
Ten Years After Ten Years After
Voto:
Non è una novità per molti artisti riuscire ad avere performances live migliori rispetto a quelle in studio, quindi, se mi permetti....sfondi una porta aperta ;-). Inoltre nel jazz e nei suoi derivati, spesso, ma suppongo tu lo sappia bene, la "regola" è proprio questa, grazie alle possibilità di dilatazione che le composizioni possono assumere in una dimensione diversa. Essendo poi io un non più giovanissimo music lover lasciami dire che , pur comprendendo i tuoi pur rispettabilissimi gusti, abbinamenti e definizioni, li trovo qualche volta perlomeno... "curiosi". Come in altre occasioni ho sostenute su queste pagine, sono de parere che le etichette o le definizioni di "appartenenza" a questo o quello stile o genere non servano a molto e spesso i confini tra loro siano davvero labili. Credo che l'importante in Musica sia che comunichi essenzialmente qualcosa e che magari ci possa anche insegnare cose nuove o emozioni particolari, anche sotto diversi profili. Mi fa molto piacere ad ogni modo l'impegno che stai mettendo nell'approfondimento di temi ed artisti così, per così dire " demodè" e ti fa onore, data l'età che hai, interessarti di nomi e stili forse marginali nel turbinìo così grande del panorama musicale odierno. Ti ringrazio anche per i suggerimenti circa l'ascolto di materiali da fonti diverse rispetto a quelle ufficiali. Tutte le volte che se ne presenterà l'occasione, cercherò di ricordarmene. ...Nonostante non abbia mai, storicamente avuto una grandissima passione per i bootlegs :-))). Un caro saluto a te !
Ten Years After Ten Years After
Voto:
@Ten Year Blur : da quel che leggo posso capire che la preparazione e la competenza non ti manchino. E magari sei anche un chitarrista. Permettimi magari di ritenere però un pò fuorviante paragonare Ollie Halsall ad Alvin Lee. Credo abbiano viaggiato su territori e stili molto diversi. Non ti nascondo che ammiro entrambi, nella loro diversità e che reputo da almeno trent'anni Halsall uno che non abbia forse mai saputo mostrare chiaramente la sua abilità tecnica, che- ma lo dico sottovoce- considero di molto superiore al pur magnifico Alvin. Forse solo con i Tempest di Hiseman si riuscì a percepire qualcosa e paradossalmente l'unico modo, secondo me per verificarlo è proprio in un ottimo bootleg, testimonianza di uno show della BBC in cui per un breve periodo Holdsworth venne affiancato da Halsall prima della definitiva sostituzione. Proprio qui si può abbastanza chiaramente evincere la portata debordante della tecnica stellare ed originalissima di Halsall. Altro discorso è l'espressività e la comunicazione a livello solistico. E forse in questo Alvin Lee è molto più "groovy" ed immediato, ma in un linguaggio, quello blues, semplice, meravigliosamente povero e forse per questo più immediato. Halsall purtroppo, secondo me fu un bel pò dispersivo e non riuscì quasi mai -nemmeno con i Patto - dimostrare tutto il suo valore. E poi finì assurdamente la sua storia facendo cose con Kevin Ayers un pò....così e con un gruppo spagnolo di giovani un pò....schizzati. Amen.
Yes Fly From Here
Voto:
@Amarok74 : Non vorrei dire una sciocchezza, ma mi par di aver inteso che dato il cagionevole stato di salute di Anderson dopo un recente "malanno" protrattosi non poco, la cosa sia maturata di comune accordo nella band, viste le difficoltà per gli spostamenti causa eventualità di tours.
William Ackerman Conferring With the Moon
Voto:
Intensissima recensione per un'opra davvero intensissima. Bravo anche a saper descrivere la molteplicità di emozioni che dischi come questo sapevano ( e sanno ancora) evocare. Quel periodo di Ackerman, con "Past Light" è davvero pervaso di delicatezza, sussurri, magìa non comuni. Grazie per avermelo fatto ricordare... :-)
The Moody Blues To Our Children's Children's Children
Voto:
" Mi piacerebbe ritrovare quell'entusiasmo tanto semplice e tanto genuino che i Moody Blues mi hanno comunicato, e mi scontro con una realtà nella quale difficilmente si guarda verso il cielo con l'intimo desiderio di poterlo un giorno esplorare..."
E' proprio questo, credo che mi riporta spesso a riascoltare i Moody Blues. Un misto di infantile entusiasmo e di desiderio di semplicità unito ad un idealistico e mistico desiderio di compenetrazione con i "Grandi Misteri" anche se "solo" interpretata attraverso il linguaggio musicale. Recensione e considerazioni notevoli secondo me. Rivelano una attitudine alla riflessione su cose che - come lo stesso Pi-airot lascia intendere - oggi sono sepolte sotto il pragmatismo della dura quotidianità e della necessita di concretezza di un mondo che vive essenzialmente di numeri. Epopea di un mondo tramontato, quello dei migliori Moody, che non può, ogni volta riascoltato, che far rivivere sensazioni ed emozioni molto particolari, almeno per me. Non so perchè, ma ho sempre considerato questo ( aldilà della presunta infelicità del titolo che invece trovo bello) come il lavoro più compatto e creativo del gruppo e profondamente pervaso di sano misticismo "all'europea" secondo forse, solo a "In Search of the lost chord". Dirò, per concludere, che quando Aldrin e co. posero il loro piede sulla luna non ero ancora genitore , ma il ricordo vivissimo di quei momenti seguiti con gli "eyes of a child", mi fecero vivere quell'esperienza in modo assolutamente incancellabile anche se, forse...tutto ciò, nell'economia delle cose della vita, è servito a ben poco. ;-)