alex 82

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DeEtà™ : 7679 giorni • Qui dal 31 maggio 2005
Depeche Mode Playing the Angel
Voto:
volevo dire, disco che può lasciare di sasso perchè tutto tranne che ovvio proseguio dei precedenti. In bilico tra sperimentazione, industrial e vintage.
PS-Easycure, prova ad ascoltare "nothing's impossible"! mi sembra vicina alle sonorità passate di Robert e soci. Mi piace abbastanza la musica, il testo lo trovo deboluccio, alle volte scontato. Qui la ditta Gahan/Eigner/Philpott ha un po' scazzato e Hillier ci ha messo una bella pezza. Mi dirai che ne pensi?
Depeche Mode Playing the Angel
Voto:
(sì, ho un parterre per il 19) THE BOTTOM LINE (alla fin fine): disco che può lasdciare di sasso. Forse esagerato nella produzione, ma forte di quelle due-tre perle assolute che Gore non ci fa mai mancare. C'è effettivamente qualche retaggio delle esperienze DJ-set di Gore nei locali 'house' di mezzo continente. Comunque il disco funziona, non sarà a livello dei Magnifici 5 (86<97), ma è molto più vicino ad essi di quanto non lo sia al suo predecessore. I DM sono ancora ispirati. 4 stelle
Depeche Mode Playing the Angel
Voto:
Un mio grande rammarico è l'assenza dell'ottima b-side "free" nella tracklist europea (sì, perchè l'edizione giapponese la include). Tra l'altro la presenza della suddetta song avrebbe reso il numero dei testi da stampare sul booklet pari a 12, ossia 3 per pagina, 4 pagine, una foto in più (magari truzza e indovinata come quella della Cadillac: mi fa morire!occhio al video di "a pain...", quell'auto la rivedremo in OTTIMA compagnia) e tutti contenti per un lavoro graficamente ineccepibile. invece nelle nostre versioni troviamo una disposizione 3-4-4 un po' sacrificata, tant'è vero che alla fine per risparmiare spazio hanno dovuto attaccare il ritornello di "Lillian" alla strofa. E il testo del pezzo di chiusura, "the darkest star", contiene un verso finale che poi nel cantato non esiste. Conclusione, mi sarei aspettato una cura maggiore. L'artwork però alla lunga mi è piaciuto (chiedete a Qzerty come ne parlavo il mese scorso!!!!!.
Depeche Mode Playing the Angel
Voto:
"The sinner in me": un gran pezzo. L'intermezzo musicale credo ci manderà fuori di testa al FilaForum. Se il ritornello fosse stato arrangiato con archi in stile "macro" (vabbè dài, esageriamo: "home") l'intero pezzo sarebbe diventato un qualcosa di monumentale.ni gaha E ora veniamo alla più "Music x Masses" dell'intero disco: "Lillian". Azzeccatissima, nemmeno tanto banale come può sembrare (dipende dalle interpretazioni), melodia che ti si pianta letteralmente dentro, riesco persino a non farmi dispiacere la voce filtrata (anche se distorce un po' gli 'acuti'- ehm...- di Gahan. Attenzione rperò, non vi sto assolutamente dicendo che canta male!).Unico neo: il finale di sola musica è vuoto. Avrei eliminato quei "aaaaah" fastidioselli e lasciato il tappeto synth sempre ben presente durante il cantato. Una ROBUSTA riverberata e qualche altro suono già presente avrebbero reso ancora più emozionante il pezzo. Se deve uscire come singolo, spero che se ne accorgano.
Depeche Mode Playing the Angel
Voto:
Mi soffermerò invece sulla SCELTA DEI SUONI per gli arrangiamenti dei ritornelli di alcuni pezzi. "a pain that I'm used to" sarà il prossimo singolo e credo che sarà proposta in una versione leggermente differente dall'originale: magari eliminando le sirene e aggiungendo invece qualche intermezzo rock-oriented. Potenziare il basso e la cassa del ritornello con quella schitarrata presente in "precious" non sarebbe niente male.
Depeche Mode Playing the Angel
Voto:
forse non abbiamo il singolone stile "enjoy the silence", ma la qualità complessiva dei brani resta notevole. Mi ha sorpreso in positivo la terna Gahan/Eigner/Philpott nella scrittura dei brani "suffer well" e "I want it all", per quest'ultima soprattutto la parte finale. Forse, dopo quel "sooooometimes" e l'arco seguente mi sarei aspettato un ritornello più, come dire, grandioso, ma è comunque un bel brano trip-hop notturno. Insieme a "precious", l'elemento più "dissonante" del disco, che per il resto fonde "some great reward" con "music x masses" e qualcosa di "exciter" (la parte migliore, s'intende). Non discuterò la scelta dell'arrangiamento (a livello di sequenza di note e melodie) dei ritornelli, perchè se sono stati scritti così, magari dissonanti e spezzati proprio sul più bello (vedi la perla "damaged people", è stata a mio modesto parere una SCELTA PRECISA e non una mancanza dell'artista.
Depeche Mode Playing the Angel
Voto:
il disco è industrial, forte, con pochi momenti melodiosi tipici dei DM: come scritto dall'anonimo di là, hanno riscoperto il ritmo. Per quanto mi riguarda il suono è ruvido e sporco ma ciò non impedisce di scoprire, con un paio di buoni (ma davvero buoni) auricolari, particolari che la volta precedente erano sfuggiti: vedi basso synth addizionale nell'ultimo ritornello di "a pain that I'm used to", gli innumerevoli click sounds della parte finale di "I want it all" o, se volete una cosa un po' più curiosa, quel grattare di spatola da muratore nell'intermezzo muto tra "nothing's impossible" e "introspectre" !! Fateci caso.
Depeche Mode Playing the Angel
Voto:
VORREI COMMENTARE IL DISCO. Anzitutto le anteprime di "precious" e "free" avevano indotto a pensare di trovarsi di fronte all'erede di Violator/Devotional/Black celebration, mentre in realtà venerdì 14 sono rimasto esterrefatto all'ascolto integrale. Complice un week-end di merda non sono riuscito ad assimilare il disco e ho dato in fase irreversibilmente calante i Depeche Mode. In realtà, superato lo shock, ho capito che mi trovo di fronte ad un lavoro più che buono, si sente aria di casa senza copiare spudoratamente dal (gloriosissimo) passato. Procedo con ordine:
The Cure Faith
The Cure Faith
20 ott 05
Voto:
ok ege, ho capito (ho trovato la rece).
Klaus Schulze Irrlicht
Voto:
ok ege, ho capito.