Mr_Iko

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The Who Tommy
The Who Tommy
16 mar 04
Voto:
Di Tommy esistono notevoli presentazioni live sia per Woodstock che per l’Isola di Wight. E’ vero che non è la prima opera in assoluto di questo genere: Townshend stesso ha ammesso più volte di essersi ispirato a S.F. Sorrow dei Pretty Things. Ma Tommy va oltre, in quanto, per la prima volta egli supera il concetto di “canzone” fine a se stessa per estenderne il significato a “sistema”: non più un insieme di tracce che atomicamente sono isolate ma un sistema che tramite collegamenti intrecciati dipinge nell’insieme la vita e i sentimenti di un povero uomo. E i fan della prima ora come accolsero questo monumento al rock? Beh, pensate un po’, non fu accolto “proprio” bene! Infatti l’aver abbandonato il Beat-Mod per essersi spinti verso atmosfere differenti, cavalcando la psichedelia con atteggiamenti persino “kitch” fu uno shock per i “mods” che adoravano l’energia di My Generation. Non per niente, indispettiti per il disinnamoramento dei propri fans, restii ad accettare la “teatralità” dei nuovi Who, Townshend e soci dedicarono a tutti i loro fedeli “Live at Leeds” manifesto del rock live per eccellenza, con una carica ed un energia incredibile profusa proprio nelle tracce estratte da Tommy. Considero personalmente gli Who e gli Stooges i padri fondatori (benchè assolutamente privi della conoscenza di ciò) del punk. Si, il punk, quello vero, che ci crediate o no, nasce da qui. Tommy è assolutamente un disco immancabile, ma questo lo sapevate già. Tommy è il principio e la fine del Rock con la R maiuscola.
The Who Tommy
The Who Tommy
16 mar 04
Voto:
Non tutti sanno, ad esempio che Tommy è nato per caso. Non era idea di Townshend (il geniale creatore di quasi tutto il materiale degli Who che sfasciava le chitarre gia da qualche anno prima di un certo Jimi Hendrix) quella di creare sin dall’inizio un opera rock. Ma notò durante alcune session (e assieme a lui il bassista John Entwistle) che le quattro, cinque nuove canzoni di cui gia disponeva (la prima ad essere pubblicata fu Pinball Wizard che arrivò al n. 4 in GB) suonate in determinato ordine e con la stessa intonazione stranamente riuscivano a generare una storiella tra di loro. Fu così che adatto del materiale che aveva in mente per farne una trama di senso compiuto ed aggiunse qualche pezzo composto “ad hoc” per completare il tutto. Tommy non è, quindi, nato per essere strutturato ad opera come, ad esempio, The Lamb Lies Down… dei Genesis, ma lo è “divenuto nel divenire”. Immaginate quindi la grandezza artistica di Townshend (appena ammaliato dalle filosofie orientali del “uno e tutto”), capace di trasformare, adattare, immaginare e trasfigurare le note per renderle fruibili nell’insieme, capace di rendere un uno in un tutto. Altri non sanno che Tommy non riuscirà mai a raggiungere la vetta delle classifiche: infatti stazionò al secondo posto in GB e al quarto in USA. In Italia? Lasciamo perdere, va…
The Who Tommy
The Who Tommy
16 mar 04
Voto:
Uno dei migliori scrittori del nostro piccolo circolo musicale si è mosso sulle tracce di questo soggetto bizzarro, prima innocente bimbo che assiste alla presunta dipartita del padre e poi del suo assassinio involontario poi incapace non vedente che subisce angherie da tutto il mondo, nonché mago del flipper poi nuovo messia, finendo per divenire, al pari di tutti gli uomini, la banalità fatta a persona. Vi scrivo queste poche righe frattanto che le tracce di Tommy scorrono velocemente nel lettore e nuove emozioni permeano il mio animo mentre alla musica associo le lucide parole di Kosmogabri. Però… si, scusatemi, ma avrei un “però” (e forse più d’uno) quindi, con grande imbarazzo, mi accingo ad aggiungere qualche nozione: non come correttivo queste aggiuntive informazioni siano interpretate, ma come mezzo per fruire dell’opera in modo più completo e per avere qualche ulteriore spunto di riflessione sull’importanza storica dell’opera in questione (e che la dolce Kosmo non me ne voglia).
The Who Tommy
The Who Tommy
16 mar 04
Voto:
Non nascondo che in cuor mio ho sempre coltivato il desiderio di scrivere a proposito di Tommy. Non ho mai esaudito sin ora questo desiderio perché non trovavo sufficiente passione, quell’ardore che reputo necessario per sfavillare l’emozione sottocutanea che provo ad ogni ascolto di questo disco. Tante volte mi è capitato di giocare con gli amici, fingendo d’essere un astronauta incaricato di portare agli extraterrestri qualche piccola ma peculiare idea del nostro mondo e di indovinare quali sarebbero stati i dischi necessari per trasmettere l’emozione che un umano può provare ascoltando musica: non v’è dubbio che avrei affidato a Ziggy Stardust e Tommy i ruoli di ambasciatori del nostro spirito rock. Non nascondo nemmeno di sentirmi ora sollevato dall’onere di descrivere cosa significhi per la musica tutta, questa opera rock. Un altro soggetto ha gia provveduto a descrivermi per sommi capi l’importanza e la purissima fattezza di Tommy. Non nascondo inoltre d’esser ben contento che questo privilegio sia toccato in principio (Tommy meriterebbe d’essere recensito e raccontato ben più che una sola volta) ad un cantore che degnamente ne tesse le lodi.
Lou Reed Berlin
Lou Reed Berlin
16 mar 04
Voto:
si, ok, quindi? Sinceramente non ho afferrato la causale del tuo ultimo commento. Sorry.
Prostitute Disfigurement Deeds of Derangement
Voto:
ehhehehe! Cool! hehehe, that's cool!!! Coolest! heheheh!
The Who Tommy
The Who Tommy
16 mar 04
Voto:
Bene, come per Berlin adesso ci penso poi ti dico: Tommy è uno dei dischi che "mi hanno segnato"...
Lou Reed Berlin
Lou Reed Berlin
15 mar 04
Voto:
Volete un esempio? Prendete la canzone "Satellite of Love" registrata per Transformer: questa in origine era stata scritta da Reed per Loaded dei VU. Bowie la trasformo completamente per metterla in Transformer (di cui era co-produttore) e grazie anche all'arrangiamento di Mick Ronson e al coro stile "Memory of a Free Festival" ne fece un piccolo capolavoro. Non fatemi ridere mettendo in competizione i due: la rivalità non esiste e ognuno dei due deve (per un motivo o per un altro) qualcosa all'altro (anche se Bowie è sicuramente un pochino creditore) e il fatto che non deve sussistere rivalità è espresso anche dalla constatazione che i fans del Bowie siano anche i fans di Reed e viceversa e che i rispettivi fans club vadano d'amore e d'accordo. Reed è un litigioso, si vedano gli screzi con Cale ad esempio (che fecero fallire anche la reunion dei VU) o il tira-e-molla con Laurie Anderson e questa sua litigiosità ha forse privato tutti noi di qualche collaborazione che avrebbe sicuramente prodotto ulteriori capolavori. Credo che nella cd-teca di ogni amante del rock non possano mancare, oltre ai gia citati Transformer e Berlin anche il live dell'anno seguente (1974), il grandissimo (uno dei migliori concerti di cui si abbia la registrazione, un concerto che definere epico è dir poco) Rock'n'Roll Animal, poi il melenso e melodico Coney Island Baby del 76, Sweet Hassle del '78, New York dell '89 e il tributo all'allora appena scomparso Andy Wahrol, scritto con Cale, Songs for Drella del '90. Anche l'ultimo The Raven più lo ascolto e più mi piace, un'opera-tributo ad Edgar Allan Poe. Ascoltare Reed è un obbligo. Preferirlo al Bowie è un delitto.
Lou Reed Berlin
Lou Reed Berlin
15 mar 04
Voto:
Berlin è un grande disco. Non posso dire di preferirlo al precedente Transformer (che è più glam mentre questo è più nichilista e torbido) perchè non si può preferire un capolavoro ad un altro, non è operazione intelligente. In realtà anche il primo disco da solista di Reed, omonimo, sviluppato con l'aiuto di due musicisti degli Yes, uno era sicuramente il chitarrista Steve Howe (grandissimo!!!) e dell'altro non ricordo il nome, non era male, anzi all'opposto è gradevole, benchè passò inosservato e ancora oggi quasi nessuno ne conosce il contenuto eccetto un paio di pezzi presi dall'esperienza con i VU. Amo molto il rock metropolitano di Reed. In Berlin la presenza di artisti del calibro di Jack Bruce, Stevie Winwood e dell'ex chitarrista del Frost Dick Wagner crea un mix di vecchi sapori "vellutati" e nuovi scenari entusiasmanti. Certo che affermare scientemente che Reed sia superiore al Bowie mi sembra una forzatura. Non avrei voluto entrare in un discorso così complicato come il "duopolio" Bowie-Reed, ma il musicazzeggio che ho letto in qualche commento mi costringe a ricordarvi che non esiste competizione tra i due e che se essa ci fosse si saprebbe benissimo che ne risulterebbe facilmente vincitore. Voglio dire: Reed ha il grandissimo pregio di riuscire a "cavare" il meglio da ogni musicista che assolda e di essere un cantautore veramente molto personale, ma il Bowie è "l'artista totale" per eccellenza.
Muse Absolution
Muse Absolution
15 mar 04
Voto:
Avevo preannunciato questo "moto contro-rivoluzionario" teso a detronare i Muse ben... quanto? Un anno fa? Un anno e mezzo fa? Allora venni trattato da eretico e schifato per la presunzione colla quale tacciavo i Muse d'esser non altro che dei manieristi del rock abilmente governati dalla loro produzione. Sapete quante mail piene di insulti infamanti ho ricevuto? Sapete quante minacce? Eppure non facevo altro che anticipare tutte le critiche che adesso pivono copiosamente su questo gruppo, reo di essersi troppo in fretta adagiato su una voce che (mi dissocio fragorosamente da EasyCure) ha delle enormi potenzialità (è calda e dinamica, anche se ostenta troppo il falsetto) e di una sezione ritmica che, seppur priva della genialità e della abilità tecnica di altri gruppi, è sicuramente di grande affidamento e che è capace di creare ritmi molto coinvolgenti. Si, i Muse dopo il primo Showbiz che era fresco, frizzante e intrigante, adesso fanno schifo, non c'è che dire. E adesso rido di gusto mentre vi sputo in faccia che IO VE LO AVEVO DETTO TANTO, TANTO TEMPO FA, e vi risputo al mittente tutti gli insulti che ho ricevuto. Grasse, grasse risate.