Mr_Iko

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Keith Jarrett The Köln Concert
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bravo eze, bella rece e bel disco!
Jack Johnson On and On
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il mio gruppo (i "the We") esegue solo canzoni di Jack Johnson: siamo la sua cover band di Modena...
Keith Jarrett The Köln Concert
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Ok, dopo questi tuoi tre commenti, cedo di fronte a forza maggiore (leggasi stupidità). Io ci ho provato. Peccato.
Keith Jarrett The Köln Concert
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E poi che cazzo vuol dire "Molti brani del concerto li conosco a memoria"??? è diviso in quattro parti... quali o cosa sono i brani? cazzo!
Keith Jarrett The Köln Concert
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Il problema vero è che quando ascolti il concerto di colonia senti il rumore del tuo cuore e dimentichi la musica...
Keith Jarrett The Köln Concert
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Vedi i post sopra? ... QUESTO è PARLARE DEL KOLN CONCERT! QUESTO è PARLARE DI JARRETT! CAZZO! (copiati pari pari dal sito keithjarrett.it, il portale italiano di Jarrett, all' url Page not found
Keith Jarrett The Köln Concert
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Con un trillo ed un salto d’ottava (un ottava corrisponde nella tastiera ad otto note) Jarrett espone il secondo momento del brano ricco di scale che si susseguono per alcuni minuti. Nella terza parte (la più lunga) il pianista suona in maniera molto ripetitiva con un continuo cambio di tempo (6+3/16, 12+2/16 5/8, 6+2/8, 7/8, 9/8) abbandonando la tonalità iniziale per passare a quella di LAb che sarà usata sino alla fine dove Jarrett ci delizia con alcune scale sostenute solo da poche note basse.
Jarrett ed il produttore dell’ECM Manfred Eicher, prima dell’inizio del concerto, quasi annullano la registrazione viste tutte le avversità che si erano susseguite, ma ascoltano il nastro durante un viaggio e pensano che nonostante tutto è del materiale musicalmente coerente. Eicher e l’ingegnere del suono Wieland lavorano tre giorni per migliorare, sebbene di poco, la qualità dell’incisione.
Keith Jarrett The Köln Concert
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Köln Concert incanta e stupisce l’ascoltatore nota dopo nota, scala dopo scala, pausa dopo pausa, gemito dopo gemito fino all’apoteosi con PART IIc, il brano che chiude il concerto, e che, sebbene sia saturo di sincopati mozzafiato, cambi di tempo (4/4, 5/4 e 2/4) e virtuosismi degni del migliore Jarrett, coinvolge l’ascoltatore con una cascata di note (dalla battuta 39 alla battuta 47 in modo particolare) che si quieta nella parte finale con alcune battute suonate quasi sottovoce.
Keith Jarrett The Köln Concert
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La rece qua sopra mi fa cagare tanto quanto la tua... capisci il motivo? A me sembra facile... ma se preferisci che io offenda la tua intelligenza regalandoti un'ipocrita e meschino "bravo eze, bella rece e bel disco!", eccoti accontentato: bravo eze, bella rece e bel disco! Forse è perchè, come tu sottolinei con sarcasmo, sono sulla soglia dei trent'anni che ho imparato a dire le cose come stanno, anche a costo di non piacere. E ciò che tui dico, che ti piaccia o no (dormirò ugualmente stanotte) è che tu NON HAI I MEZZI IDONEI PER DESCRIVERE UN DISCO COSì, O QUANTO MENO NON DIMOSTRI DI AVERLI IN QUESTA RECENSIONE! tHAT Is, MY FRIEND, DO NOT BE IN ANGry WITH ME!
Keith Jarrett The Köln Concert
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Apro google, scivo recensioni jarrett e trovo una cosa così: Il disco, registrato il 24 Gennaio 1975 nella splendida città di Colonia in Germania, è un "monumento" alla musica, alla melodia, alla creatività e all' arte. Si dice infatti, anche se ascoltando il disco è difficile crederlo, che il concerto sia stato improvvisato dalla prima all' ultima nota. Detto così, siamo portati a pensare che il risultato sia solo una serie di idee accavallate l' una all' altra, ma già dalle prime 4 note iniziali, struggenti e toccanti, si capisce lo spessore e la profondità dell' opera e le note che seguono sono un continuo fluire di idee che si sviluppano e si susseguono in modo incredibilmente fluido e scorrevole, rendendo facile e mai pesante l' ascolto del disco.

Il suono del pianoforte in questo disco è idilliaco, sostenuto da un riverbero che crea un atmosfera bellissima, capace di catturarci, avvolgerci e trasportarci "dentro". Ci sono anche un paio di curiosità su questo disco. Se lo ascoltate attentamente, nei primi secondi di registrazione sentirete ben chiaro un fischio originato dal panchetto del piano (si saranno dimenticati di oliarlo????), andando avanti con l' ascolto, noterete che, man mano che la trama melodica si infittisce Jarrett, come sua consuetudine, inizierà ad emettere i suoni gutturali e gli urletti di "goduria musicale" che si notano in ogni suo disco, andando ancora avnti sentirete, in un momento di grande intensità timbrico-armonica, la citazione del famoso tema di "love story". link rotto