Lucabbrasi

DeRango : 0,07
DeEtà™ : 7602 giorni • Qui dal 16 agosto 2005
Tears For Fears The Seeds Of Love
Voto:
disco semplicemente straordinario. Composto in uno stato di grazia, opera del solo Orzabal a dire il vero, che qui, in trance compositiva, comincia a far scricchiolare il duo, e forse ad avere sogni di grandezza.
Che dire? Grandissime canzoni, suonate da dio (Simon Philips, più che altro, alla batteria, Robbie McIntosh alle chitarre, Manù Katchè sempre ai tamburi...). Piccolo appunto tecnico: solo per Badman's song, si racconta che furono registrate molte versioni, tutte catturate dal Fairlight del buon Orzabal, che successivamente selezionerà le migliori versioni di OGNI singolo musicista e le riassemblerà in un unica versione: che dire, il meglio di ogni musicista riunito in una canzone epica.
Vi sono omaggi favolosi e non irriverenti (la title track è un tributo a Sg.Pepper...), esplorazioni sonore ardite che elevano il Pop (di cui i due sono maestri...) a livelli superiori....purtroppo, ripeto, il disco fu composto e suonato in un clima ormai deteriorato fra i due: Smith esigeva maggior spazio, spazio sempre più occupato da un Orzabal invasato armonicamente e melodicamente.
Ho ascoltato l'ultimo reunion, e...mi spiace, buon e onesto lavoro ma nessun picco di sorta.Peccato.
Sade Promise
Sade Promise
13 gen 06
Voto:
....eh eh Grasshopper, temibile il nick, vero? (grande capolavoro il film) forse mi sono espresso male. Ho ascoltato tantissimo quella musica, e l'apprezzo tutt'ora. Mi sembrava però che l'uso smodato del termine "jazz", come del resto il...pavoneggiarsi troppo sulla fighettaggine fashion, il modo stesso di suonare di molti di quei musicisti...insomma, tutto il contorno abbia rovinato il buono che c'era nella musica...quasi un...crogiolarsi in cose che poi svalorizzavano la music....praticamente, in quel periodo, qualsiasi musicista era obbligato a conoscere none, quarte, undicesime e via dicendo, e magicamente diventava uno che "faceva simil jazz". Imperavano chitarre semiacustiche a palla, i sassofonisti a quel tempo fecero affari d'oro...se a chitarrista chiedevo un goccino (pochino, eh?) di distorsione durante un solo...cavolo, mi guardava male e mi fulminava! lo capisco, l'ho vissuto anch'io, era una ribellione post punk....però, quanto classismo, quanto snobismo in quel movimento!
Led Zeppelin Physical Graffiti
Voto:
...la sola "In my time of dying" ne giustifica l'ascolto....che brano, cacchio! La versione presente sul DVD live ufficiale è praticamente da brividi....
Emerson, Lake & Palmer Emerson, Lake & Palmer
Voto:
...ehm, leggere che ""Lucky Man" ballata di Lake che conclude il disco. La canzone sembra ispirarsi ai Beatles ed è abbastanza commerciale per il Prog Rock che ci propone la band, abbastanza da svogliare Keith a suonare l'assolo finale, ma malgrado ciò il pezzo è buono." mi fa leggermente sorridere....innanzitutto, consiglio, per un vero apprezzamento degli ELP, l'ascolto di Tarkus e del fantastico Trilogy: lì si apprezzeranno per davvero, senza tutte le etichette che forse inutilmente gli hanno affibbiato.
Poi, tornando a Lucky Man: caro, a parte che tale canzone è ormai diventata un classico, trasmesso tutt'ora dalle radio. Poi, solo per il fatto che è stato il PRIMO brano, la prima canzone dove si sia sentito un solo al synthetizzatore MiniMoog...beh, è storico solo per questo. Un solo, tra l'altro, stupendo, semplice e funzionale alla canzone (come del resto dovrebbero essere tutte le cose geniali...). I Queen ebbero il primato per il primo video-clip della storia, ebbene ELP fecero sentire per primi i primi suoni di un MiniMoog...
Sade Promise
Sade Promise
11 gen 06
Voto:
...l'errore che si fece a suo tempo, e che alcuni fanno tuttora, fu quello di mettere la parola "jazz" accanto a questa musica. Accadde con il primo disco di Sting (addirittura oggetto di premiazioni su riviste del settore...), ed accadde con tutti quegli eroetti, anche un pò antipatici, che fiorivano nel mid 80. E tutto solo perchè piazzavano un bel sax nei brani (Sade), o recuperavano patterns ritmici jazzati (la bossa di "Everything to loose" degli Style Council).
La verità è che fu POP, ottimo e ben suonato (da me molto ascoltato e apprezzato...), ma col jazz non c'entrava 'na mazza.
Se il chitarrista di EBTG amava pizzicare corde di una panciuta semiacustica, bene; se Paul Weller indossava sempre l'amato trenchino stile anni 50, bene; se qualche tastierista si rifiutava di suonare l'insulso synth Yamaha DX7 e si andava a rispolverare il vecchio piano Fender, meglio. Anzi, tutto questo esser "fighetti", con giacchine e cravattine, quell'aria da "nuovo cool", era tutto sommato anche molto spocchioso e antipatico. Fu un fenomeno prettamente di moda, di fashion: ma col jazz, MUSICALMENTE, non c'entrava una beata mazza....
Elio e le Storie Tese Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu
Voto:
grandissimi, nulla da dire. Molte altre cose sono validissime nella loro produzione (come non apprezzare l'omaggio agli EW&F di "T.V.U.M.D.B.", oppure lo stornello cantato da Bracardi in romanesco in "Che felicità", o il commovente "Grazie Ameri" cantato sulla base di Strani Amori di Cutugno, e tante altre...). Purtroppo, secondo me, molta della creatività se ne è andata con la morte del povero Feiez, che era un importantissimo collante nonchè genio degli arrangiamenti e del mixing desk.
Francesco De Gregori Francesco De Gregori
Voto:
...quando De Gregori era un cant-autore, cioè componeva delle belle canzoni (con testi, per la verità, ermetici ai più) e le CANTAVA. Seguivano capolavori quali Rimmel, Bufalo Bill, la tournèè con Dall. Poi, con l'età, è stato preso sempre più dalla sindrome del Dylan de noaltri, e si è perso irrimediabilmente. Salvo una ripresa col disco prodotto da Rustici (mai più una divagazione così azzardata, eh Francesco?), il nostro è diventato prigioniero del suo personaggio. Peccato, sapeva anche cantare bene. Ora strascica volutamente ogni nota, ogni parola, non si sa bene perchè. Ho risentito ieri alla radio "Pezzi": qualcuno mi spieghi perchè gridare al capolavoro per un enunciazione pedissequa e noiosa di un testo con "pezzi di questo, pezzi di quest'altro" e via dicendo, nonchè per una cantilena musicale a tratti irritante...poero Francesco....
Stan Ridgway Songs That Made This Country Great
Voto:
..tra l'altro, ho avuto modo di ammirarlo a Firenze durante l'ultimo tour (un pò troppo acustico, per la verità). Ebbene, è un omino stralunato e disancantato, simpaticissimo (fuma come un dannato...). Dopo il concerto, si è intrattenuto senza alcun atteggiamento da divo, e io, come un liceale, mi sono fatto autografare il DVD che ho acquistato lì. Ripeto, una rara persona semplice in un mondo infestato da divi tipo Ramazzotti et similia.
Slipknot Vol. 3: (The Subliminal Verses)
Voto:
...canzoni? ah, non sapevo che incidere un martello pneumatico su Cd corrispondesse ormai al concetto di canzone....devo rivedere i miei ormai obsoleti dettami...
Negramaro Mentre tutto scorre
Voto:
...mah, penso che siano l'ennesimo bluff nazional-popolare scovato da quella marpiona di Caterina Caselli, alla stregua di altri bluff inspiegabili (Ramazzotti, Antonacci, Vibrazioni). Ogni tanto la signora ci prende, però, prova ne è che quando ha tentato qualcosa di più "alto" (Avion Travel) è andata buca.
Onesti ragazzotti come immagino tanti e tanti altri nella penisola...look da (falsi) alternativi, qualche comparsata nei festival che "fanno-tanto-fighi-e-impegnati", con un risultato che in fondo è pop leggero, italiano, cosa che lascia sbigottiti quando vedo che le ragazzine si cantano 'ste canzoni a menadito, pur non avendo esse alcunchè di sconvolgente e di "non già sentito".
Un solo, atrocissimo dubbio: ma che cazzo ci fà quell'essere armato di piatti e Mac in bella vista, che si tortura continuamente come un esagitato, in un gruppo così? Mi può spiegare qualcuno l'apporto sonoro essenziale di 'sto tipo?