Mike76

DeRango : 1,28
DeEtà™ : 7594 giorni • Qui dal 24 agosto 2005
The Cure Songs Of A Lost World
Voto:
Andando avanti con gli anni è inevitabile che, un po' alla volta, le persone che sono sempre state presenti nella nostra vita prendano congedo lasciando in chi rimane un carico di ricordi, rimpianti, rimorsi. Il mondo perduto quindi è quello ideale con i nostri cari, amici e conoscenti ancora tutti in vita e che si è sgretolato con il passare inesorabile del tempo lasciandoci più soli e smarriti.
Musicalmente i Cure sono tornati a fare quello che sapevano fare meglio: brani atmosferici con lunga intro strumentale alla maniera di "Disintegration", non sarà una novità, tutt'altro, ma è una cosa che ancora gli riesce bene o comunque in genere meglio di quando provano a fare canzoni tout-court (quella vena pare si sia definitivamente inaridita). Più che cupezza è un senso di fatalismo e rassegnazione ad essere trasmesso. Per quanto mi riguarda il loro lavoro migliore almeno dai tempi di "Wish".
Deutsch Amerikanische Freundschaft Gold und Liebe
Voto:
Lavoro che segue di pochi mesi il fortunato "Alles Ist Gut", identico al predecessore nelle sonorità, solo un po' più incentrato su tematiche sentimental-sessuali e per il sottoscritto altrettanto riuscito.
La voce di Delgado e le linee dinamiche e "circolari" di sinth-bass sono senz'altro il loro trade mark ma, a ben ascoltare, la batteria tradizionale di Görl è un ingrediente decisivo che amplifica il lato umano della loro musica, quasi il loro battito cardiaco. Con una drum machine o una batteria elettronica non sarebbero stati la stessa cosa.
Associates Perhaps
Voto:
Sarà perché le aspettative non erano molto alte ma l'album davvero non è male e l'assenza di Rankine non si fa sentire più di tanto, chi l'ha sostituito ha fatto un buon lavoro.
"Breakfast" brano con i fiocchi (anzi con i cornflakes, verrebbe da scherzare).
Mi sento di preferirlo addirittura ad "Affectionate Punch".
Negrita 9
Negrita 9
24 giu 24
Voto:
Non sono razzista ma i Negrita non li ho mai tollerati.
Takeshi Kitano Zatōichi
Voto:
Film divertente e godibile. Nonostante si tratti di intrattenimento il regista però accenna nuovamente ad un tema scabroso come la pedofilia come fu anche per "L'estate di Kikujiro".
Duran Duran Greatest Hits
Voto:
Nonostante li abbia rivalutati da tempo recuperando i primi due album verso metà anni 90, non mi sono poi più interessato a proseguire oltre "Rio", ma magari un giorno...
"Greatest" però ce l'ho, anche se in VHS che fa polvere da qualche parte. A pensarci anche i video dei DD meriterebbero una trattazione.
All'epoca del loro massimo successo facevo le elementari e non ero un'ascoltatore attivo di musica ma li detestavo ugualmente per l'idolatria che li accompagnava (già il fatto che ne andasse matta mia cugina era un motivo valido). Tra una comparsata a San Remo con tanto di isteria collettiva e il paninaro del Drive In che entrava e usciva di scena cantando "Wild Boys", il più nitido ricordo musicale "in diretta" che ho di loro di quell'epoca alla fine è quello del singolo "Notorious" (che non so dire se mi piace o no).

Il compianto Nikki Sudden nel suo libro autobiografico rivelava che "Rio" e "Hungry Like The Wolf" fossero frutto del saccheggio perpetrato dai nostri nei confronti dalla band concittadina TV Eye di cui un ex-membro è stato per qualche tempo cantante dei Durans prima che arrivasse Le Bon.
Comunque sia, il mio giudizio non cambia, i DD con la loro personale sintesi di disco music e Japan hanno fatto del pregevole pop in gran parte ancora godibile.
Sprung aus den Wolken sprung aus den wolken
Voto:
Mai sentiti prima, non sono nemmeno presenti nella compila "Verschwende Deine Jugend" che credevo esaustiva. Me li segno. Ottima recensione.
Fad Gadget Fireside Favourites
Voto:
Let me out....let me ouuuut... Come commentato da Marciano sopra, Tovey era un artista che sapeva miscelare pop e sperimentazione con grande sense of humor e in maniera originale e interessante. "Pedestrian" ho sempre pensato fosse una presa per i fondelli della "Cars" di Numan, ma magari mi sbaglio.
David Foster Wallace Infinite Jest
Voto:
Un libro che necessita di un buon numero di pagine di "ambientamento" prima che il lettore possa racapezzarsi tra le situazioni "spiazzanti" e i pezzi di puzzle sparsi disseminati dall'autore.
A tratti mi ha ricordato "La Mostra delle Atrocità" di Ballard come stile e linguaggio (termini altamente tecnici e specialistici, talvolta astrusi, per descrivere situazioni paradossali e assurde) e
in certi stratagemmi narrativi (l'ambiente del college dove va in onda la trasmissione di Miss Psycosis descritto con terminologia anatomica come si trattasse di un cervello umano ricorda la "fusione" Ballardiana tra spazi interiori e spazi esterni).
"Infinite Jest" è un libro sulla depressione, sull'anedonia, sulla difficoltà di trovare un senso alla propria esistenza e, in reazione a questo stato mentale, un libro sulle varie dipendenze da sostanze alcoliche e stupefacenti atte a superarlo; la caduta nel vicolo cieco della dipendenza, quando tutta la vita dell'individuo è assorbita dal procurarsi la sostanza e che ad un certo punto si ritrova dentro una gabbia dove diventa impossibile vivere sia con la sostanza che senza; la vita nelle pittoresche comunità di recupero dove per la riuscita si deve accettare in qualche misura una sorta di lavaggio del cervello, è quanto di più vivido ed espressivo mi sia mai capitato di leggere su questo tema.
Probabilmente non era nelle intenzioni dell'autore, ma questo libro dal mio punto di vista può anche essere considerato il più riuscito spot di sempre contro la droga e abuso d'alcool.
"Infinite Jest" è anche un libro sulla incomunicabilità: Hal non riesce a comunicare con gli esaminatori dell'ammissione all'Università, James Incandenza non riesce a comunicare con Hal ed è proprio questo a motivarlo alla creazione del film "Infinite Jest", Orin non riesce a comunicare direttamente con il padre o almeno è quello che a lui sembra, Don Gately sul letto di ospedale non riesce a comunicare con il personale medico e con le persone che vengono a trovarlo e a riversare su di lui i loro monologhi, in diverse occasioni i dialoghi tra due personaggi paiono per lunghi tratti monologhi di persone che non si stanno ascoltando e che proseguono imperterriti con le loro argomentazioni.
"Infinite Jest" più che un romanzo con diversi racconti intrecciati è un flusso che va in mille direzioni senza un vero inizio e senza una vera fine tanto che particolari ai quali non si era potuto dare alcun peso nella prima lettura a causa della mancanza di informazioni emergono invece nella seconda come segnalato attentamente dal recensore.
Libro molto interessante ma forse un po' troppo ciclopico e onanistico.
Minimal Man The Shroud Of
Voto:
Una sindone oscura e sporca che ricorda a tratti i Cabaret Voltaire ma che non è così monolitica musicalmente ("Jungle Song" è praticamente rap, per quanto sui generis, "Now I Want It All" ha squarci di rock melodico) per quanto nell'insieme l'atmosfera sia opprimente come un sudario.
Tuxedomoon in cabina di regia a supportare in questo lavoro il buon Miller che ha lasciato questo mondo poco più che cinquantenne nel 2003.