Mike76

DeRango : 1,28
DeEtà™ : 7594 giorni • Qui dal 24 agosto 2005
Chrome Half Machine Lip Moves
Voto:
Collage delirante di due menti viaggianti in galassie lontane. Qui c'è ancora qualche contributo (pesantemente manipolato in studio, come tutto del resto) del chitarrista dei primi due album, Gary Spain, che poco prima delle incisioni lasciò il progetto ai soli Helios e Creed. Preferisco quest'album ai primi due ma anche dopo hanno fatto cose egregie e non so dire con sicurezza se questo sia il migliore. Recensione vagamente ballardiana che se non altro si accoppia bene con la materia trattata.
The Feelies The Good Earth
Voto:
Qualche anno fa un disco cosi "bucolico" l'avrei buttato alle ortiche, ora invece sarà anche perché anch'io mi avvicino ad un età ormai veneranda, devo dire che apprezzo anche queste atmosfere più sussurrate, distese ma non per questo poco vitali, anzi, ma senza la frenesia metropolitana dell'esordio. Meglio di Crazy? Magari no, ma in qualche giorno dell'anno posso preferire questo senz'altro. Complimenti ai Feelies per la coraggiosa scelta artistica di aver evitato di fare un "Crazy Rythms 2" anche se le vendite a quanto pare non li premiarono. A detta dello stesso protagonista, il contributo di Peter Buck fu poco invasivo e del tipo "buona questa" e non incise sulla scelta del sound, un laissez faire che comunque ha funzionato.
The Cure Tour 2022
Voto:
Visti a Padova a 26 anni di distanza dalla prima volta... il tempo è visibilmente passato e me ne accorgo anche dall'età media del pubblico... loro comunque ancora in gran forma: professionalità, impegno e passione e mi hanno anche regalato chicche che non avrei mai pensato di avere l'occasione di vedere live (The Drowning Man" su tutte). Non male i quattro nuovi brani, costruiti sulla falsa riga dei brani di Disintegration, con molta introduzione strumentale.
LP (Laura Pergolizzi) Churches
Voto:
Mai sentito un suo album ma vista dal vivo, e spacca, molto coinvolgente. Probabilmente è un artista che funziona più sul palco che su disco.
Josef K It’s Kinda Funny
Voto:
Complimenti, bella recensione sentita, loro mi sono sempre piaciuti, un perfetto connubio tra melodia e asprezza, come ricorda qualcuno sono stati seminali eppure come nome sembrano "spariti attraverso la crepa sul muro", davvero poco citati e nominati. E secondo me sono pure invecchiati bene, quasi quasi provo a farli ascoltare a mia figlia, vediamo che dice...
Wall of Voodoo The Ugly Americans in Australia (And Bullhead City, AZ)
Voto:
Posso dire di aver ignorato per anni la produzione post Ridgway , poi l'anno scorso ho recuperato "Seven Days in Sammystown" e devo dire che, seppur inferiore ai predecessori, non è affatto male, magari un po' in versione light ma sono sempre loro. Pertanto pur non conoscendo il live in questione non reputo così impossibile che possa essere un buon disco.
Diaframma Siberia Reloaded 2016
Voto:
Purtroppo sembra di sentire una cover band dei Diaframma o, peggio, un tizio che fa karaoke su basi dei Diaframma. Rilettura inutile di brani appena riverniciati, penso sia stata una scusa per fare un tour che riproponesse l'intera scaletta del loro album più famoso e amato.
Grauzone Grauzone
Voto:
Sono venuto a conoscenza dell'esistenza dei "Zona Grigia" proprio da un suggerimento di un utente qui su Deb anni fa e alla fine li ho recuperati proprio con questa recente ristampa recensita (un'etichetta che si chiama "Pubblichiamo il cazzo che vogliamo" merita il Nobel).
I due fratelli svizzeri sono più bravi nel creare brani strumentali "isolazionisti", a volte cupi e atmosferici oppure vagamente danzerecci, con un sapiente uso dell'elettronica analogica del periodo e di special effects, meno bravi invece quando tentano di scrivere canzoni vere e proprie anche se la naïveté che traspare fa venir voglia di perdonarli anche per i brani così così.
Joel & Ethan Coen Non è un paese per vecchi
Voto:
Visto per la prima volta proprio una decina di giorni fa, la figura dello sceriffo che pur bravo arriva "sempre un minuto dopo" lascia una certo senso di frustrazione e ineluttabilità.
Dino Buzzati Un amore
Voto:
Letto anni fa, me lo ricordo come un gran bel libro, purtroppo la memoria me lo fa confondere un po' con "La Noia" di Moravia per il fatto che entrambi trattavano di amori ossessivi e che li ho letti in sequenza.