Mike76

DeRango : 1,28
DeEtà™ : 7594 giorni • Qui dal 24 agosto 2005
Bush Tetras Boom In The Night
Voto:
Gruppo di discendenza No Wave visto anche che la chitarrista Pat Place era reduce dai Contortions. Questa compilation è davvero lodevole, forse l'unico limite del gruppo era nella scrittura, buona ma che non è arrivata a produrre immortali hit del sottobosco come i loro colleghi Liquid Liquid ed ESG avevano fatto con "Cavern" e "Moody". Il sound però è davvero perfetto in ogni sua componente e trasuda abulia e noia di vivere da tutti i pori nonostante sia a tutti gli effetti musica ballabile. Oltrettutto visto il revival punk-funk negli anni '00 questo disco sembra uscito l'altro giorno. Da avere.
The Sound All Fall Down
Voto:
Si parla poco di quest'album e quando lo si fa è per parlarne male, quindi è stata grande la mia sorpresa quando dopo averlo ascoltato mi sono reso conto che era un lavoro solidissimo, senza punti deboli, che pur non distanziandosi troppo dai due capolavori precedenti tentava anche coraggiose (e riuscite) sortite in territori inesplorati (ascoltare il rumorismo della lunga "Glass And Smoke" per credere) e un insospettabile uso dell'elettronica che pur rimanendo di sottofondo fa capolino in diversi brani (come la title-track). Il capolavoro però e il pop perfetto di "Party Of My Mind" . L'album sottovalutato di una band sottovalutata.
The Slits Cut
The Slits Cut
27 mag 13
Voto:
Ho recuperato la versione deluxe, magari esagerata perchè il secondo CD pieno di demo, per quanto gradevole, è piuttosto pleonastico, il primo però ha tutto quanto serve per capire come mai queste signorine siano entrate nella storia del punk e della new wave: due Peel Session con uno stile sgangherato e abrasivo con reminescenze "siouxsiane" e l'album "Cut" dove più o meno gli stessi brani cambiano forma diventando stralunati dub che pur perdendo l'inicisività del punk non ne perdono la vitalità, esprimendo gogliardia mista a un leggero senso di straniamento. Anche se le atmosfere sono diverse si respira lo stessa aria naive e infantile di certe cose delle Raincoats. Devo ammettere di aver sottovalutato e snobbato le "fessure" per molto tempo, contento di averle recuperate e rivalutate.
Sam Peckinpah Cane Di Paglia
Voto:
Anche per me la reazione scatenante non deriva affatto dalla difesa della moglie e della casa, il protagonista reagisce da "paladino della giustizia" per difendere lo scemo del villaggio dal linciaggio dei villani dopo che ci è pure scappato un morto (lo sceriffo se non sbaglio). Se consegnasse il fuggiasco gli zotici lo lascerebbero in pace ma lui per principio, sentendosi moralmente e civilmente superiore, si oppone. Se c'è tanta confusione sulla lettura del film è anche perchè Pekinpah dissemina il film di reazioni improbabili e scene senza seguito. Un film confuso appunto, a me non è granchè piaciuto.
Funkadelic One Nation Under A Groove
Voto:
In effetti anch'io come il recensore sono stato un po' spiazzato da questo disco, penso dovrò ascoltarlo almeno una dozzina di volte per capirci qualcosa oppure metterlo da parte per partire da qualcos'altro più semplice e canonico.
Devo Freedom Of Choice
Voto:
Molti artisti americani 70-80 hanno avuto in comune uno stile espressivo nervoso-schizzato (il malessere che si manifestava con l'isteria mentre, semplificando, in UK si tendeva ad esprimerlo con la depressione), quindi non è sbagliato trovare questo punto in comune tra Devo e Talking Heads anche se si potrebbere estenderlo a tanti altri (B52's, Polyrock etc.). Quindi, se non si è capito, difendo l'accostamento fatto dal buon Jdv666.
Devo Freedom Of Choice
Voto:
Disco che non mi esalta come avevano fatto i primi due ma che trovo comunque godibile e divertente come del resto "New Traditionalist" e "Oh, No! It's Devo". Non metto in dubbio che i Devo con questo FoC non abbiano rinunciato alla satira e all'ideologia che stava dietro ai primi lavori, certo che il coraggio di sperimentare però viene meno (a causa del flop commerciale di "Duty Now For The Future" pare) e con esso la qualità della musica ne risente. Il brano che preferisco è "Turn Around" (coverizzata anche magnificamnte dai Nirvana) che paradossalmente non faceva nemmeno parte della track-list originale.
Republika Nowe Sytuacje
Voto:
Tempo fa avevo iniziato uno scambio di CD con un appassionato di new wave polacco e tra i tanti mi aveva mandato anche un cd masterizzato di questi Republika che avrò dimenticato in qualche scaffale e che mi riprenderò la briga di riascoltare. In effetti mi diceva che la Polonia ai tempi del regime rispetto ad altri paesi comunisti aveva goduto di maggior libertà in fatto di musica e arte giovanile. Tra i tanti gruppi che mi ha fatto scoprire ce n'erano di nefandi o mediocri ma qualcuno mi ha favorevolmente colpito, tipo i Siekiera o i Brygada Kryzys o in misura minore anche Aya Rl, Klaus Mittfoch, Made In Poland etc.. Spicchi di creatività che si facevano largo tra tanta amatorialità e ingenuità nel (tentare di) seguire modelli anglosassoni ma a ben vedere era la stessa cosa che succedeva qui da noi con la differenza di qualche soldo in più.
Andre Agassi Open
Voto:
Libro scorrevole e ben scritto, mi è piaciuto molto sebbene non abbia mutato di una virgola la stima che ho sul personaggio. Strane alcune omissioni (tipo i primi tornei di rilievo vinti nel 1990) e madornali alcune contraddizioni (lui che si incazza con i giornalisti che scrivono che non ama il tennis e che lo usa solo per far soldi quando, per come ce l'ha racconta, è proprio così; oppure quando predica agli studenti della sua scuola sull'importanza delle regole e del rispetto mentre lui, tra tante cose, ha perso per espulsione un paio di match). Non mi è piaciuta poi la morale fatta a Sampras sulla sua presunta avarizia, quasi come non riuscendo a dimostrarsi superiore dal punto di vista tennistico volesse per questo presentarsi superiore dal punto di vista umano. Libro comunque consigliabile per il vivido spaccato di vita che descrive, soprattutto nella prima parte.
Clock Dva Advantage
Voto:
Forse i Clock Dva non hanno mai fatto il disco perfetto ma i loro lavori sono sempre incredibilmente spiazzanti ed interessanti. A differenza dei due dischi precedenti un po' corpi estranei fuori dal tempo, oltre che da ogni genere, questo "Advantage" ha un sound che è tipicamente anni 80 e quindi figlio del suo tempo. Eppure il risultato è estremamente originale nonostante alcune tentazioni pop, sarà per l'arditezza di alcuni arrangaimenti, sarà per la voce di Newton che frena sul nascere qualsiasi enfasi melodica, sarà per alcune scelte stilistiche fuori da ogni schema ("Poem") ma l'album riesce ad essere fruibile senza per questo sembrare facile. Forse il delicato equilibrio si rompe solo nel singolo "Breakdown" rovinata da maldestri fiati sintetici, per il resto un lavoro superbo, forse il loro migliore.