Mike76

DeRango : 1,28
DeEtà™ : 7594 giorni • Qui dal 24 agosto 2005
Jimi Hendrix Are you experienced?
Voto:
Il rock di ascendenza blues è uno dei generi per me più indigesti ma ci sono le eccezioni e questo disco ne rappresenta una. Sarà che qui il sound è virtuoso ma non lezioso, sarà perchè la matrice blues si apre a diverse influenze e commistioni che con il blues non hanno nulla che fare, sarà perchè mi piace il modo asciutto di cantare che ha Hendrix ben lontano dal gigioneggiare da "negro bianco" dei vari Robert Plant, Rod Stewart o Fausto Leali. Sarà per questo che di questo album ho il massimo rispetto nonostante sia distante anni luce dai miei ascolti abituali.
The Slits Return Of The Giant Slits
Voto:
Recuperato anche grazie a questa recensione, in effetti mi ha sorpreso, pensavo di trovarmi qualcosa di più grezzo e punk invece le tracce sono soprendentemente molto curate a livello di sound. L'iniziale "Earthbeat" dal potente drumming africaneggiante potrebbe ricordare qualcosa dei Pil di "Flower Of Romance" ma in genere l'album è più vicino alla naïveté stile Raincoats. Bello, anche se gli preferisco "Odyshape". La ristampa in cd è sparagnina dal punto di vista grafico e del packaging (niente booklet, niente note, niente copertina originale, niente di niente, solo due foto di Anton Corbijn) mentre è sin troppo generosa con le bonus tracks (cinque versioni di "Earthbeat" sono troppe).
Ultravox Rage In Eden
Voto:
Non mi ricordo nemmeno perchè l'ho comprato non avendo grandi aspettative (ah sì, € 4,90 per la versione deluxe in double disc). Il sound è quello pieno e ricco del precedente "Vienna" (ci pensa sempre il grande Plank, una sicurezza), le composizioni sono ridondanti come sempre e oltretutto latita la freschezza di idee del predecessore con il songwriting che pare essere un po' con il "pilota automatico"; l'energia e il ritmo del disco riencono in parte a far passare in secondo piano il senso di déjà vu ma in ogni caso il disco è "bello senz'anima". Il bonus disc offre due interessanti extra track e alcuni brani dal vivo ben eseguiti ma troppo simili alle versioni in studio.
Rai 1 Sanremo 2013 - 63° Festival della Canzone Italiana
Voto:
Me lo sono sorbito in minima dose in due serate in attesa che mia moglie mi si concedesse, una (mercoledì?) era la serata "sionista" con una figherrima modella israeliana e l'esibizione un cantante suo connazionale dalla voce assessuata e originale. L'altra era la seratona finale dove ho fatto in tempo ad ascoltarmi i primi tre classificati, i Modà mi hanno suscitato talmente pena e schifo da far sembrare quasi decente Mengoni e geniali gli Elii.
Tuxedomoon Desire
Voto:
Per molti passa per secondario rispetto a "Half Mute" invece secondo me non gli è da meno. La fusione tra elementi pre-rock (music-hall, jazz) e post-rock (elettronica, sperimentazione) è all'apice e ne viene fuori qualcosa di completamente spiazzante e originale. "In the Name Of Talent" pare prevedere addirittura qualcosa di techno-dance anni 90. Strepitoso.
Tuxedomoon No Tears
Voto:
Non so finora come ho fatto a viverci senza. "New Machine" è synth pop inglese con un anno di anticipo (ok, erano già attivi Tubeway Army e The Future ma non suonavano così), "Litebulb Overkill" stabilisce quello che sarà il loro stile retro-futurista, "Nite And Day (Hommage A Cole Porter)" è la tipica stravolta cover New Wave sfigurata dalle macchine, mentre l'idefinibile quanto sinistra "No Tears" è forse già la vetta della loro carriera. Nel 1978 difficile trovare una New Wave più "anti-rock" di questa.
The Velvet Underground White Light White Heat
Voto:
Disco sorprendente e molto interessante dal punto di vista storico/didattico anche se da quello del songwriting non è sempre eccellente, per esempio la title-track e "I Heard Her Call My Name" sono costruite sul canovaccio di classiche canzoni rock'n'roll anni '50, quello che le differenzia è il sound sporco, grezzo e rumoroso (elemento che fa diventare questo album epocale ben più dell'esordio che solo in parte lo adottava). Il brano punta è senz'altro "Sister Ray", archetipo di buona parte del rock noise, minimale, anti-tecnicista e anti-blues a venire. 4,5
Litfiba Live @ Alcatraz, Milano - Trilogia Tour 1983-1989, 30-31.01.13
Voto:
Ma no che la New Wave all'estero era "morta e sepolta" nell'85-87, o almeno non per pubblico e discografici, anche se il meglio artisticamente era già passato. Concertino intrigante, "Transea" di sicuro una chicca, non so cosa aspettino a ripubblicare i loro lavori 80-84.
Depeche Mode Heaven
Voto:
Boh, per me "Wrong" reggeva eccome.
Silver Apples Silver Apples
Voto:
Pazzesco, un disco assolutamente alieno e fuori dal tempo. Musica elettronica incentrata sulla ripetitività e il ritmo, praticamente la techno music fatta con i mezzi tecnici del 1968!!
Strabiliante sia l'omonimo che Contact, la cui "Pox On You" ha sicuramente dato ispirazione a quello storico pezzo Techno dei primi '90 a firma del progetto belga Return To Zero, "Dance Your Ass Off", ascoltare per credere: