Mike76

DeRango : 1,28
DeEtà™ : 7594 giorni • Qui dal 24 agosto 2005
Killing Joke Killing Joke
Voto:
Forse sono tra i pochi al mondo a preferigli nettamente il successivo.
Allen & Albert Hughes From Hell - La Vera Storia di Jack lo Squartatore
Voto:
Ignoro il fumetto ma il film è carino. Recensione che sembra scritta dopo una visione full immersion di "Quarto Grado", "La Vita in Diretta", "Chi l'ha Visto?" e "Voyager".
Roman Polanski Carnage
Voto:
Splendido film sull'ipocrisia a cui il mondo degli adulti è costretto (i ragazzini invece sono più diretti e semplici: si bastonano all'inizio e fanno pace senza tirarla per le lunghe alla fine). Divertente anche il modo in cui ognuno dei protagonisti si scontra o si allea con gli altri, quasi a turno. Bravo Polanski ma con un cast così sontuoso era più difficile farci un brutto film.
Psy Gnam Gnam style
Voto:
Meriteresti "1" per avermi accostato il sensualissimo ballo di coppia della Lambada a questi merdosi balli di gruppo per sfigati anencefali ma ti sei salvato con l'ultima frase.
Frank Zappa Absolutely Free
Voto:
Seppur non si arrivi mai all'eccellenza di brani di punta tipo "Help, I'm a Rock" o "The return of the son of Monster Magnet" questo album nella qualità media mi pare qualcosina meglio di "Freak Out!" che si perdeva un po' troppo nel prendere in giro la musica easy listening senza per questo offrire qualcosa di meglio. Anche qui c'è la parodia di svariati generi popolari stavolta però mischiati arditamente e non riproposti in una lineare forma canzone. Ne vengono fuori "baccanali" (dire canzoni sarebbe stato scorretto) con diversi spunti interessanti (troppo spesso buttati via dopo pochi secondi) accompagnati da una montagna di puerilità assortite.
The Deviants Ptooff!
Voto:
Riascoltato di recente, mi viene da rivalutarlo dandogli mezzo voto in più soprattutto se lo vado a confrontare con i coevi e ben più celebrati dischi delle Mothers di Zappa, per me piuttosto deludenti. Zibaldone di feakettonerie assortite e brani più formali (oltre che mutanti vie di mezzo), altalenante ma con diversi momenti memorabili (il semplice interludio strumentale di "Bun" è un piccolo gioiello). A questo punto l'ascolto di "Disposable" diventa un obbligo.
The Velvet Underground The Velvet Underground & Nico
Voto:
E' da un po' che non ascolto questo disco, nemmeno io lo amo ma per un motivo diametralmente opposto a quello della recensione: io ci sento ancora un eccesso di stucchevoli melodie sixties; il "rumore" e le distorsioni sicuramente già ci sono ma saranno più presenti nel secondo capitolo, probabilmente più fondamentale di questo nell'ispirare il sound del rock a venire.
"L'arte non è per pochi": è vero e di sicuro Andy Warhol voleva che questo disco fosse per molti (da qualcuno ho sentito dire che la presenza di Nico e di canzonette tipo "Sunday Morning" fosse volontà sua) e il fatto che sia stato un fiasco commerciale non penso l'abbia reso felice, lui voleva fosse un disco POP come del resto la sua arte. Come detto non amo il disco, pur riconoscendo alcuni meriti (un'originale e più negativa e oscura visione del modello di vita "sex&drug") ma la recensione parte da una visione musicale non dissimile a quella di mia nonna buonanima, ovvero: "ruvidezza e asprezza=brutto" "soavità e armonia= bello", in sostanza per te Claudio Villa è meglio dei Rolling Stones, e vabbè de gustibus, affari tuoi. Chiudo regalandoti una serie di link delle bellissime canzoni melodiche del 1967, alle quali questo bruttisssimo disco rumoroso ha tentato di reagire:
Marco Travaglio Lo Stato Montificio
Voto:
Il buon Marco è un po' che non me lo filo, un po' come Scaruffi. Mi pare che spalar merda per default su chi occupa le poltrone più importanti del paese sia un giochetto demagogico che comincia a mostrare la corda. Pure Telese si è rotto i coglioni di lavorar con lui. Ci mancava anche il libro autocelebrativo "Editoriali Greatest Hits".
Throbbing Gristle D.o.A.  The Third and Final Report
Voto:
Il meno riuscito dei quattro dischi storici, "Second Annual Report" era più compatto a livello di sound mentre "20 Jazz Fun Greats" era di un eclettismo più compiuto e lucido, questo invece è una via di mezzo che smussa l'impatto del predecessore (ad eccezione di un paio di brani, le sferraglianti "Hit By a Rock" e "Walls of Sound") in favore di una varietà che a volte pare non andare da nessuna parte: la versione fast di "Untitled" e "Death Threats" sono riempitivi o prese per i fondelli) mentre i brani voci-registrate+suoni-di-sottofondo di "Valley of the Shadow of Death" e "Hometime" sono abbastanza pallosi ascoltati oggi. In ogni caso il disco merita un buon voto grazie alla presenza di due dei migliori brani in carriera dei TG: la desolata e desolante "Weeping" e la mortifera "Hamburger Lady". La ristampa Industrial in doppio CD offre 11 brani bonus live in perfetto stile "Second Annula Report".
Alessandro Donati Lo sport del doping
Voto:
La materia mi interessa quindi è probabile che un giorno possa leggere questo libro. Io sono sempre stato contro il doping ma è pur vero che per me lo sport è sempre stato solo hobby e/o fitness e non l'ho mai vissuto a livello agonistico quindi non ho mai avuto le ansie da risultato che vivono alcuni professionisti. Anch'io sono ormai quasi sicuro che a certi livelli tutti prendano qualcosa tanto che mi viene da pensare che un Armstrong non sia più disonesto di altri ma semplicemente il più bravo ANCHE a doparsi. Quello che mi fa davvero tristezza è sapere che esistono anche i "dopati della domenica".