Mike76

DeRango : 1,28
DeEtà™ : 7594 giorni • Qui dal 24 agosto 2005
Soft Cell This Last Night In Sodom
Voto:
Per me una scoperta senzazionale, amavo già i primi due album ma questo è inaspetattamente un capolavoro che anticipa di una decina d'anni per tematiche "The Downward Spiral" (ma un po' anche musicalmente visto che un brano tellurico e paranoico come "Slave to This" non sfigurerebbe nella scaletta del lavoro dei NIN, anzi). A differenza di altri non lo trovo un capitolo a parte rispetto ai lavori precedenti ma semplicemente una continuazione logica: alla noia, ai tentativi di evasione e alla frustrazione dei primi due capitoli si arriva automaticamente all'autodistruzione e al tormento di questa ultima notte a Sodoma, senza contare che una dose di leggerezza pop è comunque garantita dal singolo "Soul Inside" e dalla cover di Jack Hammer "Down In The Subway" (1966). Molto apprezzabili anche le bunus tracks tra cui 2 riletture dei temi di 007 di John Barry.
Martha And The Muffins This Is The Ice Age
Voto:
Disco che nonostante si possa definire leggero come il debutto risulta meno "poppy", non mancano chorus contagiosi come in "Women Around the World at Work" o "You Sold The Cottage" ma in generale l'atmosfera è più rarefatta ed elegante rispetto a "Metro Music" con soluzioni inaspettate per un disco pop (cambi di ritmo, canzoni che si trasformano in suite per poi tornare canzoni etc.) tutto questo senza intaccarne minimamente l'orecchiabilità. Un album senza hit immortali tipo "Echo Beach" ma anche senza punti deboli (ad eccezione forse della melensaggine simil-Bangles di "One Day in Paris") godibile sia in modalità "sottofondo" che in modalità "ascolto attento".
Pink Floyd Atom Heart Mother
Voto:
E' il caso di dire che con questo lavoro i Floyd sono andati in vacca.
Tuxedomoon No Tears
Voto:
Questo ahimè mi manca ma la title-track la conosco eccome: tensione latente pura.
Eurythmics Touch
Voto:
Penso di non aver mai sentito un loro disco per intero, o non negli ultimi vent'anni almeno. Però quant'è bella "Here Comes The Rain Again"?
The Cranberries Roses
Voto:
Ormai sono degli zombie.
George Orwell 1984
Voto:
Nonostante avessi trovato eccellente "La Fattoria delgi Animali" ho letto "1984" solo di recente, dieci anni fa circa volevo prenderlo ma c'era una fascetta pubblicitaria nella copertina che ricordava come fosse il libro ispiratore del programma "Il Grande Fratello" allora per protesta l'ho lasciato nello scaffale...... aneddoti a parte è impressionante come partendo da una critica ai regimi come in "Animal Farm" Orwell sia stato così preveggente su certe cose che riguardano anche le moderne democrazie: il controllo del passato, l'essere spiati in ogni momento della nostra quotidianità, la fabbricazione di un nemico...... quello che Orwell però non si sarebbe mai immaginato è che oggi la gente tramite Facebook ed altri social VUOLE farsi spiare.
Ad ogni modo un capolavoro ancora attualissimo e che trasmette una paura del futuro che forse solo "Farenight 451" è in parte riuscito a suscitarmi. Per non parlare dei dubbi che ti fa venire sul presente....
Gang Of Four Entertainment!
Voto:
Poi volendo ci si potrebbe fare tante pippe mentali sull'onestà intellettuale dei marxisti che firmano per la EMI ma chi se ne frega, è grande musica e stop.
Gang Of Four Entertainment!
Voto:
"Your kiss so sweet Your sweat so sour Sometimes I'm thinking that I love you but I know It's only lust...."
Pere Ubu The Art Of Walking
Voto:
"The Art of Walking" appare anche a me distante come qualità dai primi due album, ed in effetti c'è troppa sperimentazione che gira a vuoto un po' come nel precedente "New Pic-nic Time", in questo senso la stucchevole "Lost In Art" ne è l'esempio negativo: cinque minuti di inutile cazzeggio pseudoavanguardistico, tanto che la seguente "Horses", l'unica vera canzone nel senso tradizionale del termine presente, pur non essendo granchè appare per contrasto una boccata d'aria fresca. C'è però anche del buono: come si ricorda giustamente nelle rece l'opening track "Go" e il funk destrutturato di "Rounder" sono dele perle ("Misery Goats" invece la trovo penosa), così come la rarefatta "Rhapsody In Pink" che però pare scippare la chitarra a "Suburban Relapse" di Siouxsie. Album comunque che pur brillando solo a sprazzi si guadagna la piena sufficienza.