Mike76

DeRango : 1,28
DeEtà™ : 7594 giorni • Qui dal 24 agosto 2005
The Creatures Wild Things
Voto:
Nonostante abbia completato da tempo la discografia dei Banshees, ascoltato "Boomerang" almeno 5 lustri fa e comprato "Anima Animus" ai tempi della sua uscita, non mi sono ma preso la briga di ascoltare gli esordi del progetto Creatures fino alla settimana scorsa (guarda un po' la coincidenza) con "A Bestiary Of". E' stata devo dire una bella scoperta, brani scarni dal sapore tropicale che possono ricordare certe cose di Jon Hassel(?), ed è senz'altro curioso sentire la voce di Susanna in mezzo a questi paesaggi sonori così distanti dal punk. Ciliegina sulla torta la personalissima e spiazzante cover di Wild Thing dei Troggs.
La recensione non sono convinto di averla capita tutta, comunque bravo al recensore per il ripescaggio e per avermi rivelato il collegamento della copertina con "Psycho", non c'ero arrivato. Comunque il disseminare i suoi lavori di citazioni filmiche, letterarie e artistiche è caratteristica di Siouxsie.
Gustav Meyrink Il Golem
Voto:
Letto 4 o 5 lustri fa per due volte (la prima mi sembrava di non averlo capito), devo ammettere di non ricordare granché però mi ricordo che non mi ha granché "preso" nonostante la lettura bis. Mi avresti fatto voglia di rileggerlo se non fosse che ho già una montagna di letture nuove in arretrato.
The Cure Wild Mood Swings [PIC. DISC RSD 2021]
Voto:
Che i nostri non fossero troppo convinti di questo lavoro lo dimostra anche il fatto che nella scaletta del concerto a cui assistetti a Treviso nell'ottobre '96 mancassero diversi brani dell'album tra cui
paradossalmente anche i primi due singoli "The 13th" e "Mint Car". Come dire un tour promozionale senza promozione.
Essendo diventato un loro grande fan con "Wish" ho aspettato per quattro anni con impazienza e "curiosità" la loro nuova uscita e alla fine si è trattata di una mezza delusione.
Mi sono chiesto se la mezza delusione era dovuta al trovarsi di fronte ad un lavoro effettivamente scadente oppure solo ad aspettative mancate, forse un po' entrambe le cose.
Valutandolo a mente fredda direi, COSA FUNZIONA: "The 13th" e "Mint Car" sono brani pop carini e simpatici, magari se fossi stato il loro discografico ne avrei invertito l'ordine di uscita riservando le bislacche
arie messicane per seconde e il brano un po' più linearmente "Cure" come primo, comunque per me funzionano; tutte le ballate sono ben fatte, qualcuna un po' più di maniera ("Treasure", "Bare"), altre un po' più creative ("This Is A Lie", "Jupiter Crash"), comunque tutte su un buon standard,
degli altri brani citerei il pop di "Return" che su disco non mi ha mai detto molto ma che ho rivalutato per la carica vitale in sede live.
COSA NON FUNZIONA: "Want", non sarebbe male in senso assoluto ma i Cure sono sempre stati maestri brani di apertura e questo è il più debole della discografia, ok il testo ma suona come un melodramma poco convinto, "Gone!" orrido sperimento pseudo-jazz il loro peggior singolo di sempre, il resto sono riempitivi o roba buona al massimo come b-side.
Il voto? Uno qualsiasi tra il 2 e il 3.
Per quanto riguarda il mio personale "ranking" nella loro discografia WMS lo preferisco solamente a "4:13 Dream"
Daddy Yankee Despacito
Voto:
Dałe me parti "già" se dise "xà", comunque bela ciò!
Ann Radcliffe I Misteri Di Udolpho
Voto:
In effetti l'ambientazione non è così accurata e gli errori storici, geografici e terminologici sono abbastanza numerosi (l'uso del caffè o il riferimento al Louvre come museo nella Francia di fine 1500, agrumeti nelle zone pedemontane di alpi e pirenei, gli Appennini visibili dal Brenta e i monti friulani da Venezia, termini italiani come "zendaletto" e "avventurieri" usati a sproposito etc.), inoltre c'è un'eccessiva ridondanza descrittiva che a volte può spazientire (specialmente descrizioni paesaggistiche e reazioni emotive della protagonista).
Il fatto che lo stato d'animo del personaggio influenzi la percezione di un maestoso paesaggio naturale e viceversa è efficace narrativamente, il problema è quando si ricorre a questo espediente almeno una ventina di volte.
Detto ciò i debiti de "I Promessi Sposi" nei confronti della signora Radcliffe sono evidenti: un romanzo storico, un amore tra due "anime pure" ostacolato prepotentemente dal nobile cattivo di turno (e quando questo finalmente viene superato, subentra un ostacolo "di principio" interno alla coppia), la storia di una donna ribelle mandata in convento a forza dai genitori, i vari addii ai luoghi amati etc.. Se la fantasia è quasi tutta della Radcliffe, al nostro Alessandro nazionale va dato comunque il merito di aver effettuato una ricostruzione storica ben più accurata della scrittrice inglese.
L'inserimento di poesie e sonetti, l'intreccio narrativo, la personalità dei personaggi che emerge anche dalla descrizione dei loro ragionamenti, il sapiente uso di indizi dosati poco a poco per incuriosire e stimolare la fantasia del lettore,
il fatto che il romanzo sia scritto quasi tutto dal punto di vista della protagonista Emily ma che in alcuni capitoli "passi il testimone" a personaggi secondari (come nel caso di Blanche) ne fa una lettura non scontata nonostante sia indiscutibilmente "old-fashioned".
Sicuramente un libro figlio del suo tempo ma che nonostante gli oltre due secoli passati e i numerosi saccheggi operati da autori che l'hanno preso a modello si legge ancora piacevolmente anche perché nonostante la mole scoraggiante (1000 pagine) è sorprendentemente scorrevole e ben scritto.
A Certain Ratio To Each...
Voto:
"The Graveyard and the Ballroom" - il cimitero e la sala da ballo, lo stile degli ACR è riassumibile nel titolo del loro primo lavoro. Musica che vive di contrasti, fisica e atmosferica, vitale e mortifera, danzereccia e sinistra, bianca e nera. "Memento mori" da ballare.
Un gran critico come Reynolds li ha pressoché affondati, bollando "To Each..." come un flop, io invece lo trovo suggestivo, intrigante e, per le orecchie attuali, probabilmente ha superato l'esame del tempo meglio dei pur eterni Joy Division.... ecco i JD, mi sono sempre chiesto chi tra Curtis e Topping abbia iniziato prima a utilizzare quello stile vocale enfatico e cavernoso, mi vien da pensare che questa impostazione vocale sia stata suggerita da Martin Hannett, ma magari sbaglio.
Savage Republic Jamahiriya (Democratique et Populaire de Sauvage)
Voto:
Da una vita che non lo ascolto ma ne ho un ricordo positivo anche se non riesco a capire la "dedica" a Gheddafi.
The Cure Japanese Whispers
Voto:
Alcuni brani ottimi, su tutti The Walk, Lovecats e Lament (da ascoltare anche la versione flexipop su Join The Dots), il problema però è nell'insieme, con brani che legano poco tra loro e per la qualità altalenante, normali difetti per una compilation ma a ben ascoltare presenti in tutti gli album più pop dei Cure.
The Cure The Top
Voto:
Album psichedelicheggiante e stralunato praticamente scritto e suonato dal solo Smith nei ritagli di tempo delle registrazioni di "Hyaena", ma è proprio questa lavorazione "part-time" a renderlo un lavoro meno studiato e più istintivo con i pregi e difetti del caso. "Caterpillar" per me è uno dei brani più belli dei Cure, una ragazza che diventa farfalla e se ne vola via da te.... a pensarci un sound davvero bizzaro per un hit single, con quei bongos, quella chitarra esile e quella voce stonata... coraggiosi e bravi Smith e Parry a credere che un brano del genere potesse funzionare.
Il Festival di Sanremo Sanremo 2021:la bolgia umana va in vacanza a Santa Marinella
Voto:
Invidio il tempo libero, la costanza, la passione e la pazienza di chi riesce a stare davanti alla televisione 6 ore per 5 sere di fila, magari poi per concludere che Sanremo è sempre la stessa merda.
Io avrò visto un'oretta e mezza sparsa e sarà perché parto sempre con aspettative pari a zero, qualcosina di positivo l'ho trovato sia nel prodotto televisivo sia nelle proposte musicali. Quello di Colapesce & Dimartino è un bel brano, il pezzo di Willie Peyote è lontano dai miei gusti ma ha un signor arrangiamento di basso, passabili La Rappresentante di Lista, Malika Ayane bella voce ma brano poco entusiasmante.
Il palco era spaziale (complimenti a chi l'ha progettato), ad Ibrahimovic hanno dato le solite battute del cazzo e non poteva essere diversamente, ma mi ha impressionato il fatto che un CALCIATORE riuscisse a recitare con una buona mimica facciale e senza balbettare, Amadeus è bravo a fare il suo, ovvero presentare con buon ritmo fingendo divertimento ed entusiasmo, Achille Lauro è l'anello mancante tra Renato Zero e Vasco Rossi, musicalmente fa cagare ma in TV funziona, da' un tocco di "colore".
Vivendo in un mondo musicalmente a parte, con Sanremo mi sembra almeno di dare un sguardo all'attualità del costume italico.