Mike76

DeRango : 1,28
DeEtà™ : 7594 giorni • Qui dal 24 agosto 2005
Stephen Daldry The Reader
Voto:
Storia davvero triste, bel film soprattutto grazie alla bravura degli attori che riescono farti entrare nella mente dei personaggi.
Rihanna Talk That Talk
Voto:
Ma il 7- cosa sarebbe? Un 6,95, un 6,89 o un 6,99 periodico? Nel dubbio piazzo il mio 1-
Pere Ubu New Picnic Time
Voto:
Ecco, questo è un disco che soffre il confronto con i precedenti capolavori, i Pere Ubu come Paganini avevano programmatticamente scelto di non ripetersi e di non fare mai un album uguale all'altro, scelta coraggiosa ma che qui non paga fino in fondo anche perchè i tratti distintivi più marcati (il cantato di Thomas e gli effetti synth di Ravenstine) rimangono più o meno sempre quelli. Pressochè sparite le reminescenze garage e gli sprazzi di pop allucinato cosa rimane? Avanguardia e sperimentalismi che quando spinti al massimo rendono bene: il cinguettio straniante di "A Small Dark Cloud" è per me il pezzo di gran lunga migliore, ottimo ed altrettanto sperimentale anche "The Voice of the Sand" che però, come sottolineato nella recensione, rimane un bozzetto incompiuto. Paradossalmente è "The Fabolous Sequel", il pezzo più pop, ad essere il peggiore dell'album (e dei primi Ubu in generale): un pop senza ritornello, leggerino senza essere piacevole, irrisolto, lontano anni luce dalle aperture pop grottesche di "Dub Housing". In generale invece la musica è sperimentale come gli Ubu ci hanno abituato ma appare più ridondante rispetto a "The Modern Dance" e "Dub Housing" e questo nonostante tutti i musicisti facciano il loro dovere, gli arrangiamenti sono sugli scudi ma sembra sia proprio il songwriting a trovarsi in un'impasse. L'album comunque nonostante non sia un capolavoro è buono, diciamo 3,5 e può essere utilizzato come sottofondo al prossimo pic-nic di Pasquetta.
AA.VV. Não Wave
Voto:
...."Sexual Life of the Savages" che era stato recensito altrettanto bene anni fa: The Sexual Life Of The Savages - AA.VV. - Recensione di SuperCheri
Che dire, la compilation forse è più curiosa e simpatica che importante a livello musicale ma a me è piaciuta. Le coordinate è vero sono quelle anglosassoni, ma vuoi per imperizia vuoi per la volontà di contaminarle con qualcosa di locale ne esce fuori qualcosa di inedito e realmente creativo anche se magari a volte i risultati sono goffi (ma se non altro divertenti). I Black Future propongono un pezzo molto "bailado", post-punk da sambodromo, gli Akira S & As Garotas Que Erraram hanno l'ideona di inserire una parte di telecronaca calcistica (sarà Corinthias-Palmeiras?) in "O Futebol" prima di farsi aiutare nel pop alla Associates di "Sobre As Pernas" nientemeno che da Holger Czukay (sì quello dei Can). I Canche rivestono di saudade un pop atmosferico-elettronico alla Pink Industry, tracce di Bossa Nova e un cantato da Piero Pelù paulista si sentono invece in "Redenção" di Vzyadoq Moe. Insomma una compilation magari non imperdibile, con alti e bassi ma qualitativamente non inferiore ad altri dischi della serie "New Wave dal mondo" quali la nostrana "Body Section".
Linkin Park A Thousand Suns
Voto:
Un 1 di incoraggiamento.
Pere Ubu The Modern Dance
Voto:
Folate di vento radioattivo, sfiati di gas tossici, vetri rotti e spazzati via, il chiasso della folla in delirio, frequenze radio, scariche elettriche.... il campionario di suoni/rumori di questo disco è importante quanto la musica e ne rappresenta un valore aggiunto: il tutto trasuda inquietudine, paranoia, crisi nervosa, senso del grottesco.
Spettacolari gli improvvisi cambi di ritmo nell'arco dello stesso brano, sorprendenti le chiusure di alcuni brani che finiscono quasi di netto quando meno te l'aspetti, nulla è scontato nemmeno ascoltandolo ora dopo 34 anni. A volerci trovare per forza qualche difetto i chorus dei brani più vicini ai Devo come "Non-Alignment Pact" e "Steet Waves" sono un po' raffazzonati (ma magri è voluto) e la title-track è nettamente inferiore alla versione apparsa su "The Terminal Tower" (la vocina che ripete "merdre merdre" alla fine di ogni strofa è stucchevole mentre manca quella splendida chitarrina beffarda in primo piano che c'era su "Untitled"). Discone da pieni voti comunque anche se sono uno di quelli (siamo in pochi ma non in pochissimi) che gli preferisce "Dub Housing".
Simon Reynolds Post-Punk 1978-1984
Voto:
Visto che siamo in tema questo a qualcuno può interessare: Totally wired. "Post-punk". Dietro le quinte - Simon Reynolds - Google Libri ....e comunque una sbirciata gratis non fa mai male.
Lucio Battisti E Già
Voto:
Ecco da chi ha copiato Vasco....