Mike76

DeRango : 1,28
DeEtà™ : 7594 giorni • Qui dal 24 agosto 2005
Scars Author! Author!
Voto:
Recuperati. Che dire, sono un gruppo che può definirsi minore ma non troppo, nel senso che ascoltandoli si ha la sensazione sì di aver già sentito qualcosa di simile come atmosfere e sonorità ma la loro bravura è quella di non rendere troppo palesi le ispirazioni e di amalgamarle bene in uno stile che fila liscio, tanto che, se mi si chiedesse a chi assomigliano, farei fatica a rispondere, forse un po' a Siouxsie & The Banshees o Echo & The Bynnymen, ma gli Scars prendono pezzettini di qua e di là senza in realtà assomigliare a nessuno. Nonostante si tratti di post-punk le melodie , come da scuola scozzese, sono ben presenti, tuttavia le composizioni spesso sono distanti dalla pop song ordinaria come "Everywhere I Go" che non ha nemmeno un ritornello vocale o "Obsessions" che parte come una lenta ballata cantilenante (e un filo lagnosa) per finire con una coda strumentale veloce e vorticosa o "Your Attention Please" che è addirittura in recitato. Un buon lavoro davvero, peccato si siano sciolti così presto subito dopo, erano più che promettenti.
Blondie Plastic Letters
Voto:
Eccomi qua, anch'io snobbavo i Blondie fino a poco tempo fa con il pregiudizio che fosse un gruppo troppo "leggerino", ripescando "Parallele Lines" e questo "Palstic Letters" ho riformulato il giudizio, Stein ha un gran gusto nel costruire melodie pop, la Harry ha personalità e voce, il sound è comunque energico e si fa contaminare dalle tendenze in giro all'epoca (sostanzialmente disco, punk o entrambi) in una maniera per l'epoca affatto scontata. E poi se mia figlia canta "Heart Of Glass" (senza che io in questo centri nulla) qualcosa vorrà pur dire.
Steve Malins Duran Duran : Wild Boys
Voto:
Da bimbo negli anni '80 li schifavo ma allora non è che fossi granché interessato alla musica , era più una reazione all'isterismo delle ragazzine. A fine anni '90 ho ripescato "Duran Duran" e "Rio" e li ho trovati gradevolissimi anche se qualche tempo dopo ascoltando i Japan di "Gentlemen Take Polaroids" mi è risultato automatico ridimensionarne la portata innovativa. Nikki Sudden nella sua biografia scrive che i Duran hanno creato alcuni dei brani che li hanno resi celebri saccheggiando il lavoro del gruppo punk rivale dei Subterranean Hawks, ad ogni modo quei due album due me li riascolto ancora volentieri.
Rosa Yemen Rosa Yemen
Voto:
Che cantasse nei più vari registri, in inglese o in francese, no wave minimale, disco-punk, etno-pop o qualsiasi altra qualcosa riusciva comunque a metterci dentro la sua vitalità. Bellezza enigmatica, dispiace sia morta così giovane.
Aphex Twin Selected Ambient Works, Vol. II
Voto:
Richard l'ho potuto seguire in diretta negli anni ,90 e appena ho avuto un lettore CD nel 1995 è stato il secondo artista al quale ho pensato (i primi sono stati i Prodigy di Jilted Gen), solo che a "A Selected Ambient Works II", che già all'epoca godeva della fama di capolavoro, ho preferito puntare sulle uscite allora più recenti di "I Care Because You Do..." e "Classics". Il budget era limitato, i CD di artisti interessanti si moltiplicavano e alla fine sono arrivato ad ascoltare per la prima volta SAWII solo pochi anni fa.
Ci sono dischi che non dicono nulla all'ascoltatore, altri che sembrano non dire nulla, altri che trasmettono qualcosa di inesplicabile a parole; l'altro ieri riascoltando questo lavoro penso di essere riuscito finalmente a mettere in parole le mie sensazioni: trovarsi in un sonno profondo facendo sogni grotteschi ed inquietanti, arrivare sull'orlo del panico più completo ma proprio in quel momento un dubbio ci assale: "ma no, non è reale, sono addormentato al sicuro nel mio letto e questo è solo un sogno!".
Ecco, questo dubbio che non permette al terrore di prendere completamente forma è la sensazione che mi trasmette buona parte di questo lavoro.
Martin Scorsese The Irishman
Voto:
Il dramma di un uomo pronto a tradire la ditta per cui lavora, imbrogliare la famiglia e assassinare il suo stesso amico e benefattore pur di fare il "proprio dovere".
Blur The Great Escape
Voto:
Io sono scappato prima.
Einstürzende Neubauten Lament
Voto:
Buon disco anche se sviluppato con una certa pesantezza, un po' dovuta alla lunghezza e un po' la forma "teatrale" dei brani (che è poi l'ambiente per il quale sono stati scritti).
Gli EN cercano comunque di scacciare la noia in agguato alternando il registi guerresco e drammatico (quelli che è lecito aspettarsi da una concept sulla I Guerra Mondiale) con episodi più ironici e paradossali.
Nei primi, tra i più memorabili rientrano lo sferragliante rappresentazione della guerra di "Kriegmaschinerie", la percussiva timeline della Grande Guerra di "Der 1.Weltkrieg", il caduto che si chiede in che maniera sia morto in "How Did I Die?", tra i secondi l'inno Inglese storpiato di "Hymnen", la corrispondenza tra due sovrani "The Willy-Nicky Telegrams" (la scelta dei diminutivi nei nomi e il vocoder trap-style per le voci da un sapore infantile e surreale ad un dialogo che segnerà il destino di milioni di persone), infine in "Der Beginn Des Weltkrieges 1914" abbiamo una sorta di versione Eisturzende delle fiabe sonore (A mille ce n'è....) con Blixa mattatore nel raccontare (su testo di Joseph Plaut) l'inizio della guerra vista dagli animali di una fattoria.
Per il resto due recuperi del repertorio della banda del primo reggimento afroamericano della storia sono interessanti solo dal punto di vista storiografico e il cuore dell'album ("Achterland" e i tre movimenti di "Lament") si snoda in una sorta di ambient un po' troppo lunga e statica.
Tutto sommato un disco interessante all'altezza delle altre produzioni EN degli anni 2000.
Suicide A Way of Life
Voto:
Album che ho ascoltato tardi a causa della fama poco lusinghiera che porta con se, invece si è rivelato di molto superiore alle aspettative.
Se Vega è sempre Vega, quelli che qui fanno il salto di qualità sono Rev e Ocasek: se il sound dello storico debutto era crudo ma monocromatico, se il secondo lavoro si apriva a più diverse sfumature ma perdeva di mordente, qui il sound dei Suicide trova l'equilibrio perfetto, poi certo i brani sono costruiti un po' sul canovaccio di quelli dei primi due LP ma qui mio siamo di fronte al disco dei Suicide con la produzione migliore, il che non è poco.
Pere Ubu The Tenement Year
Voto:
Nonostante qui siano in formazione tipo (la stessa di Modern Dance praticamente) e gli ingredienti per far bene ci siano tutti, il disco non decolla, forse è il songwriting a non essere ispiratissimo ad ogni modo quello che più penalizza il risultato secondo me è la registrazione simil-live. Sicuramente il loro peggiore fin qui.