Mike76

DeRango : 1,28
DeEtà™ : 7594 giorni • Qui dal 24 agosto 2005
Tuxedomoon Half Mute
Voto:
Si prende il silenzio, si crea un nebbioso fondo di basso e drum-machine, si aggiungono degli ombrosi tocchi di synth, un violino romantico ed una spruzzata di chitarra elettrica qua e là, una voce svogliata, tutto a piccole dosi però, minimale... e così si ottiene un disco mezzo muto.
Dead Can Dance Spiritchaser
Voto:
"qualche spunto certamente ammaliante (penso a "Indus")" che difatti è dichiaratamente scopiazzata da "Within You Without You" dei Beatles. Ad ogni modo neanche io ho mai amato troppo questo album, forse perchè la musica "etnica" (che brutto termine) non è mai stata nelle mie preferenze o forse solo perchè dai DCD mi aspettavo altro. Comunque non si può dire che sia un brutto disco.
The Raincoats The Raincoats
Voto:
Recuperato e ascoltato. Confermo quanto scritto nel mio post precedente. L'asprezza delle Raincoats non ha quasi mai traccia di cattiveria e rabbia giovanili (forse perchè non erano delle mocciose come le Slits ma erano già sulla trentina), sostituite da un improvvisazione (e approssimazione) un po' dada ed infantile (vedi copertina) anche se non mancano sentimenti di smarrimento e angoscia (vedi The Void o Adventures Close to Home). L'unica band alla quale mi sento di accostarle sono le statunitensi Y Pants.
Werner Herzog Fitzcarraldo
Voto:
Forse l'alone di leggenda che copre la realizzazione di questo film è superiore al risultato artistico raggiunto, comunque più che buono.
Woody Allen Vicky Cristina Barcelona
Voto:
Filmetto insipido fatto apposta per ragranellare qualcosa al botteghino con pseudo-erotismo e pseudo-movida, Allen avrà scritto la sceneggiatura ispirandosi alle guide Lonely -Planet.
Woody Allen Vicky Cristina Barcellona
Voto:
Grazie ad Allen adesso so che basta dipingere qualche crosta a Barcellona per avere l'aereo personale, guidare un'automobile diversa ogni giorno e con la stessa frequenza trombarsi una sgnaccherona (gratuitamente, è ovvio): Viva Zapatero! Il film sarà pure scorrevole ma perchè sbrigativo non certo perchè gradevole, il moralone finale "qualunque strada scegli rimarrai insoddisfatta" è banale a dir poco.
The Associates Sulk
Voto:
Un pop troppo isterico e sperimentale per aspirare ad un successo di massa e troppo suntuoso e "commerciale" per diventare disco di culto. McKenzie per me è il punto di forza e insieme il punto debole del progetto, a volte sembra un gratuito Al Bano Carrisi della New Wave altre volte invece sa davvero emozionare come pochi. Nonostante il gusto un pò "camp" (o forse proprio per questo) il disco per me merita almeno quattro, "Nude Spoons", "Bap De La Bap", "It's Better This Way", "Club Country" e "Party Fears Two" (ah, quel giro di piano da sigla di cartone animato....) sono piccoli-grandi capolavori pop e almeno un altro paio se ne trovano nelle 7 bonus della ristampa CD. Curiosità: Martha Ladly (ex- Martha & the Muffins) presta la voce e suona le tastiere in due brani mentre Michael Dempsey (ex-Cure) è co-autore della bella "Skipping".
A Certain Ratio To Each
Voto:
@MAURINOK60:Opinione rispettabilissima la tua che li hai pure ascoltati "in diretta", penso però che parti da considerazioni sbagliate, per me agli ACR non gliene poteva fregar di meno di suonare più o meno "funk", ne hanno usato solo alcuni elementi per creare una loro proposta che, piaccia o non piaccia, è stata molto originale. Il basso in To Each è "legnoso" perchè così volevano che fosse (o comunque così lo voleva Martin Hannett), le 3 note di tromba-barrito pure. La loro originalità è stata quella di svuotare il funk della sua leggerezza rendendolo mantrico, introverso, dark: "un piede nella pista da ballo e uno nella fossa", hanno spogliato del lato ludico la musica da ballo senza fare a meno del tutto della sua energia. Se avessero voluto suonare funk e basta avrebbero ripetuto all'infinito "Do the Du". Per quanto riguarda la voce di Topping in molti danno per scontato che abbia copiato lo stile da Curtis, ovviamente non posso sostenere il contrario ma anche qui nutro qualche dubbio: "An Ideal For Living"(giugno 78) è stato pubblicato ben undici mesi prima di "All Night Party/ The Thin Boys"(maggio 79) degli ACR ma in quell'EP Curtis non cantava ancora da Curtis anzi pareva un ragazzino punk qualsiasi, che cosa o chi abbia cambiato il suo stile di canto in così poco tempo non lo so, ma JD e ACR hanno condiviso il palco e gli studi di registrazione per un bel po' e non è così facile capire chi sia stato influenzato da chi. Una spiegazione potrebbe essere che lo stile dei cantanti sia stato indirizzato dal produttore in comune: Martin "Zero" Hannett.
The Cure Seventeen Seconds
Voto:
Ma perchè? Non c'era nessuno superiore agli Oasis negli anni 90?
The Cure Concert: The Cure Live
Voto:
A proposito dei Cure condivido in parte sia le "accuse" di adolescenzialità (o forse sindrome di Peter Pan) di Popoloitaliano che gli elogi sulla loro apertura e trasversalità di Core-a-core. Gruppo favorito in gioventù e che tutt'ora apprezzo anche se non sono più in cima alle mie preferenze (almeno Faith e Disintegration restano comunque miei all-time classics). Questo live è ottimo anche se, vista la scaletta, è limitante etichettarlo "dark".