Mike76

DeRango : 1,28
DeEtà™ : 7594 giorni • Qui dal 24 agosto 2005
Clock DVA White Souls In Black Suits
Voto:
Forse quello che Battiato intendeva per "free jazz punk inglese"? Lavoro ostico ma stimolante risultato di ore di jam session, preferisco "Thirst" che si incammina verso il formato canzone pur rimanendo obliquo.
Di questo ero riuscito a procurarmi la versione in CD stampata dalla Contempo poi l'ho rivenduto al doppio del prezzo ad un americano confidando che Newton pubblicasse a breve le ristampe di tutto il catalogo, invece ancora nulla. Ho fatto i soldi ma sono rimasto senza CD....
Duran Duran Duran Duran
Voto:
Disco che ho sempre apprezzato anche se recentemente ascoltando "Quiet Life" mi è venuto automatico ridimensionsionarlo. I Duran hanno preso tanto da quei Japan, forse troppo. Questo lavoro resta comunque sempre un ascolto piacevole.
DAF Fuenfzehn Neue DAF Lieder
Voto:
Sì, anche Robert in realtà è "uomo del sud", terun bavarese. Comunque sì, si sono formati a Dusseldorf, città dei Kraftwerk, e almeno all'inizio un sestetto lo erano veramente.
DAF Fuenfzehn Neue DAF Lieder
Voto:
E' da un po' che non lo ascolto, ce l'ho con copertina autografata da Gabi dopo un concerto veneziano del 2009: Live - Fucina Controvento - Malcontenta (VE) 14.03.09 - Deutsch Amerikanische Freundschaft - Recensione di Mike76 . Comprato quando uscì, è stata una piacevole sorpresa dopo 21 anni di assenza ("1st Step to Heaven" non l'ho mai contato), sono riusciti a fare un piacevole update del loro stile (che poi sono anche i momenti più risuciti del disco, "Kinderzimmer" su tutte) e anche rileggere in chiave "DAF" i nuovi generi musicali nati nel frattempo grazie anche alle loro intuizioni (tipo il singolotto antibush techno tunz-tunz di "Der Sheriff" che considero passabile ma non entusiasmante). Spassosissima invece la grottesca trash-spagnolata di "Mira Como Se Menea", un capolavoro di buon cattivo gusto. Recensione ciarliera e simpatica, ma "sestetto di Berlino Est" come ti è venuto?
The Sound Jeopardy / From the Lion's Mouth / All Fall Down...Plus
Voto:
Tutti a celebrare i primi due ma "All Fall Down" è un discone non da meno e "Party of My Mind" una gemma pop che Moody's e Standard & Poor's quoterebbero con AAA. E pure "Shock of Daylight" e "Heads and Hearts" sono ottimi. Perchè non hanno avuto successo all'epoca? Forse perchè avevano poco appeal a livello di immagine (Borland sembrava un ciccione di quelli che vivono più al pub che a casa), forse perchè manager e casa discografica non sono stati abbastanza abili a promuoverli. Hanno probabilmente (e tristemente) ragione quelli che asseriscono che se Borland avesse anticipato il gesto estremo di una quindicina d'anni ora sarebbero famosi quanto i Joy Division.
Echo And The Bunnymen Meteorites
Voto:
Buon disco che magari non farà scuola o non scriverà pagini indelebili nella storia della musica ma che risulta piacevole e attuale. Potrebbe pure sembrare un disco dei Coldplay in stato di grazia. L'anno scorso ho avuto anche il piacere di vederli live a Rovereto (dei Bunnymen originali però sono rimasti solo McCuloch e Sergeant), davvero in forma nonostante i 55 anni suonati! Video Rai.TV - Sentiero di Pace - Echo & The Bunnymen - Lips Like Sugar - Sentiero di Pace 2014 - Rovereto
Dinosaur Jr. Bug
Voto:
Canzoni sciape che si tenta invano di rinvigorire con un sound potente ma alla fin fine ordinario. Disco bruttarello o perlomeno invecchiato male.
U2 Fabio Fazio: "gli U2 a Che tempo che fa"
Voto:
Sono stato folgorato dalla profonda riflessione di Bono: "Il potere doverebbe averlo la gente non i politici".
Enzo Gentile e Alberto Torti il Dizionario del Pop-Rock 2014
Voto:
Questo dizionario è quasi sicuramente l'edizione aggiornata di quello uscito nelle librerie la prima volta nel 1999 (o 2000) che ho in casa con la prefazione di Jovanotti (che evidentemente sta molto simpatico a Gentile e Tonti) e la copertina con foto di Elvis, Beatles, Springsteen, Madonna, Vasco, U2 e Bjork.
All'epoca pagato a caro prezzo a qualcosa mi è servito e qualche volta, anche se raramento lo spulcio tutt'ora. Non sono sicuro fosse il primo "dizionario della musica" sul mercato ma di sicuro all'epoca della prima uscita non c'era molti prodotti del genere quindi l'autoincensarsi nella presentazione non è così peregrino come può esserlo leggendola adesso (certo dovrebbero cambiarla, il 1999 è distante).
I difetti? Inanzitutto i recensori saranno una quindicina, alcuni preparati (tra cui Stefano Isidoro Bianchi) altri meno, quindi il metro di giudizo di ognuno è diverso (nella mia edizione c'è pure un disco recensito due volte da due recensori diversi con due voti diversi....), insomma "effetto minestrone" assicurato.
Poi un altro difetto è l'"italocentrismo" con molti "artisti" nazionali trascurabilissimi presenti e molti artisti storici esteri assenti (mi pare mancanssero Neu! e D.a.f. tra gli altri ma magari hanno rimediato). A conti fatti un libro con mille difetti ma utile all'epoca perchè era uno dei primi, ora mi pare strano che lo ripubblichino, oggi non lo comprerei mai.
The Fall Live At The Witch Trials
Voto:
Non ho mai ascoltato "Live at Witch" ma ne conosco alcuni brani tramite le Peel Sessions, in più leggo nelle recensione che si parla anche di singoli precedenti a me familiari come "Bingo Master" e "Psycho Mafia" (che non hanno mai fatto parte dell'album ma presumo siano stati inseriti come bonus nella ristampa) quindi anch'io dico la mia. La recensione è scritta molto bene anche se alterna magistrali analisi lucide a "sparate" ad effetto (in effetti i Fall per quanto mi riguarda non solo non hanno inventanto la New Wave ma nemmeno il punk sciatto con influenze kraut, a quest'ultimo erano già arrivati pima quantomeno P.I.L. e Swell Maps). Questi sono i Fall che preferisco, ripetitivi sì ma concisi e frenetici, meglio di quando nei primi anni 80 cominceranno a passare dai tre a sei minuti a brano "allungando il brodo" non sempre con idee tali da giustificarlo, per poi tramutarsi a metà decennio in una sorta di B52's fuori tempo massimo.