Lostinspace

DeRango : 2,97
DeEtà™ : 7567 giorni • Qui dal 20 settembre 2005
Vinicio Capossela Marinai, Profeti e Balene
Voto:
Cazzo che recensione. Mi ha scombussolato tutto. Come Vinicio ieri al Cortile delle Carrozze alla Reggia di Venaria. La metto tra le preferite, sei un fottuto genio.
David Guetta One Love
Voto:
Visto dal vivo ad F1 Rocks di Valencia. Cojone. Ero lì per lavoro, comunque.
Evgenij Chaldej Jasha
Voto:
Minchia
Death Cab for Cutie Codes & Keys #
Voto:
Sistermidnight, mettiti con me, potremo ascoltare i DCFC seduti su un divano, teneramente abbracciati, pasteggiando a gamberi e salsa rosa. Pensaci.
Death Cab for Cutie Codes & Keys #
Voto:
D'accordo con te Hardrock92... lungi dai strapparmi i capelli per i DCFC. Va da sé che in Italia la cricca succitata rappresenta una caccola del fatturato annuo globale. Ma questa è un'altra storia.
Death Cab for Cutie Codes & Keys #
Voto:
Lo sto ascoltando da qualche giorno, in ufficio distrattamente ed in macchina un po' più attentamente. Mi piace il sound dei DCFC, mi piace la voce di Gibbard, mi piacciono gli arrangiamenti. Concordo sul fatto che Transatlanticism è il loro capolavoro, ma questo è un buon disco. Non vedo particolari intenti commerciali né sopravvalutazione per questo gruppo che almeno in Italia -terreno fertilissimo per la musica mainstream e commerciale (per usare termini eufemistici)- ha un seguito ridicolo. E' un buon disco, ripeto, molto più dignitoso degli ultimi lavori di band bollite che continuano a vendere il loro prodotto scadente grazie ai fasti di un passato lontano. Qualche nome? Gli U2 ad esempio? Poi sinceramente chemmefrega se ne scrivono malissimo: ho letto un sacco di recensioni di questo album in questi giorni. Ho visto massacrare dei capolavori, non ultimo quello di Vinicio. Pace, de gustibus...
Giorgio Gaber Qualcuno era comunista
Voto:
Minchia.
Death Cab for Cutie Codes & Keys #
Voto:
Amo questo gruppo dal profondo del cuore. Sono il regalo di un'amica preziosa che resiste nel tempo e si rinnova. Mi piaccione le recensioni piene di entusiasmo e la tua ne tradisce parecchio. Tuttavia la trovo un po' acerba e, sinceramente, l'approccio quasi "track by track" mi suscita i consueti imbarazzi. E poi la punteggiatura, ragazza mia. Il dibattito su Debaser circa il fatto che questo non sia principalmente il luogo per virtuosi della sintassi,ma un mezzo per condividere musica e passioni lo condivido... però davvero non si può leggere. Scusate editorsss, ma chi cazzo l'ha editata? Il disco lo devo sentire ancora, lo attendo da mesi. Oggi è il giorno giusto. Poi, tornerò a dire che cosa è accaduto nel mio cuoricino.
Corman McCarthy La Strada
Voto:
Beh... ogni confronto positivo (e tale ritengo questo nostro botta e risposta) porta sempre arricchimento e nuove prospettive, no? Pertanto io potrei essere invogliato ora a leggere qualche cosa d'altro di McCarthy e tu di Ammaniti. E potremo riparlarne. Chissà. Ed in segno di pace potremmo incendiarci le scorregge a vicenda....che dopo la lettura è una delle attività che preferisco. Grazie a te. PROT!
Corman McCarthy La Strada
Voto:
@Morgue: spesso sono pignolo quanto te e devo dire che la mia nota, scritta fra le pieghe di una giornata di denso lavoro, poteva (doveva?) essere ponderata meglio vista la portata del tuo intervento, sia in termini di contenuti che di forma. E per amor di polemica ti confesso (io che detesto gli inglesismi e le storpiature di una lingua che amo e so di conoscere - ahimè - molto poco, per quanto sia la mia) che ho usato l'aggettivo "étonnante" perchè ieri - per motivi extra debaserioti - mi sono ritrovato a parlare più in francese che in italiano. Si è infilato lì, senza preavvviso. Potevo dire... sconvolgente? E poi, fortemente non vuol dire insistente: il primo avverbio esprime "colpa" il secondo "dolo". E ancora: io non ho detto che McCathy scrive "così" sempre. Scrive così in questo libro, altri non ne ho letti e dunque faccio un passo indietro. Se vogliamo il paragone con Ammaniti è del tutto fuori luogo: parliamo di un autore italiano e di uno americano. Il testo in italiano di The Road è banalmente ostaggio delle scelte del traduttore e pertanto, qualsiasi confronto non sarà mai del tutto genuino. L'ho evocato solo per sottolinearne lo stile diretto, scarno e fortemente evocativo, simile a quello utilizzato ne La Strada. Ma perché mai Niccolò Ammaniti vorrebbe poter scrivere come McCarthy? C'è un giudizio di merito nelle tue parole. Che ovviamente non condivido. L'ineluttabilità di un destino avverso, contro il quale non ci si può ribellare, la fragilità dell'esistenza, la profondità del legame tra padre e figlio, la follia di chi precipita nel dolore, gli intimi pensieri che non si possono raccontare... tutto questo e molto più è presente in Come Dio Comanda. Vale di meno, è reso peggio soltanto perchè parla di Quattroformaggi e non di un americano senza nome? O è soltanto perchè si svolge nella bruma di un paesino del Nord Italia e non in un mondo bruciato, devastato e perennemente grigio? Dove sta la grandezza, Morgue? Che cosa fa più paura, pietà, compassione? Quale percorso letterario e quali autori bisogna citare a sostegno di un buon libro? Il buon Cormac, anche con l'aiuto dei fratelloni Cohen, ha visibilità planetaria. Niccolò, ha una dimensione più casereccia, potendo contare sul (pur validissimo) Salvatores per la trasposizione cinematografica dei suoi libri. La cassa di risonanza può sviare i giudizi, a mio modesto. A volte basta il nome. Come gli stranieri nel calcio: vuoi mettere uno Sneijder con un Diamanti? Se questo è il capolavoro per te, nulla da obiettare, gli ho pur dato stelle non una o zero. Per me rimane un buon libro e nulla più. Con Buona pace di Kafka, Beckett e Gadda, E di Niccolò Ammaniti.