rebelde

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Daniele Luttazzi Decameron: poltica, sesso, religione e morte (2007)
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mi pare chiaro che parecchia gente, qua dentro, non sappia più che cosa voglia dire satira, nè libera informazione, e più in grande, libertà di parola e libertà di stampa. ma li avete visti i programmi satirici francesi? o gli interi giornali satirici dedicati alla messa in ridicolo di sarkozy? in svezia, nella pubblicità di una rete televisiva privata, per rimarcare la libertà di cui godono e di cui van fieri, fanno un confronto esplicito con lo stato delle televisioni italiane, e non certo in positivo. per non parlare del rapporto di freedom house: NON siamo in un paese libero. fine della discussione. ormai in questo paese la gente finisce per non avere idea di quali siano i propri stessi diritti di cittadino. ci si limita a girare la testa dall'altra parte quando si ha il marcio sotto gli occhi. l'agonia della nostra democrazia è così evidente ormai, sotto il naso di tutti, che ostinarsi a negare e sostenere il contrario fa quasi ridere. ma non ride nessuno, ormai.
Daniele Luttazzi Decameron: poltica, sesso, religione e morte (2007)
Voto:
più che buona recensione, su un programma che all'epoca non seguii per nulla, ma che in seguito ho riscoperto e rivalutato. luttazzi è una sorta di mina vagante, non mi sorprende affatto che i capoccia di turno cerchino sempre di metterlo fuori gioco, ma l'ho ammirato moltissimo per il coraggio che ha dimostrato invitando nella sua già discussa trasmissione un personaggio come travaglio, dando spazio a un intervista che consiglio a tutti di andare a vedere su youtube: fu quello il detonatore dei fatti che avvennero dopo. fatto sta, che sia luttazzi che travaglio furono assolti, con la motivazione che la suddetta intervista riportava esclusivamente fatti veri e comprovati; vi assicuro che vale la pena darvi un occhiata, per chi non l'avesse mai vista. e anche qui, onore a luttazzi, che vince una causa contro il miliardario arrogante e bastardo che gli chiedeva non so quanti milioni di risarcimento. così impara a fare il gradasso coi suoi sporchi soldi.
Immanuel Casto Io Batto
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5 senza pensarci. in pochi mi han fatto ridere quanto le canzoni di quest'uomo.
Fabri Fibra Chi vuole essere Fabri Fibra?
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ma non siete ancora stanchi di parlare di questo cretino?
Lu Xun Diario Di Un Pazzo
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grazie a tutti per i commenti. a chi dovesse piacere lo stile di luxun, consiglio caldamente anche il racconto Vera storia di ah q e la raccolta di saggi Erbe selvatiche! un cordiale saluto dall estremo oriente :)
TF9 Sogni D'Amore
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un capolavoro dei nostri tempi. indimenticabile!
Quiet Sun Mainstream
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bella recensione, per un album a me sconosciuto.. per ora..
Metallica ...And Justice For All
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era ora che qualcuno recensisse questo buon gruppo emergente
AA.VV. Qualsiasi Tg Rai o Mediaset trasmesso il 24 Marzo 2009
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@senmayan: innanzitutto scusa se il mio commento era scritto in modo un po' provocatorio e ti ringrazio per aver risposto civilmente lo stesso. il punto è che tu mi sembra ti concentri sulla figura spirituale del dalai lama, che a tuo giudizio sarebbe ormai screditata; a prescindere dalla veridicità o meno di questa affermazione, secondo me tu trascuri un particolare, ovvero il fatto che il dalai lama non è solo un maestro buddhista, ma è anche e soprattutto un capo di stato in esilio, simbolo ed unica voce di un popolo oppresso, e in quanto tale io credo abbia delle grosse responsabilità. non bisogna confondere il buddhismo con l'apatia politica e sociale; secondo me la battaglia che sta portado avanti il dalai lama è tutt'altro che anti-buddhista: sarebbe anti buddhista organizzare un esercito ribelle e dar luogo a una guerra civile; non lo è cercare di far breccia nell'opinione pubblica mondiale. poi è chiaro che spesso si sarà trovato ad avere a che fare con gente che del tibet non gliene poteva fregare di meno, ma questa non penso sia una colpa a lui imputabile. inoltre ritengo che in quest'ambito l'imperialismo americano per una volta non c'entri granchè: l'america per motivi economici, specialmente in questo periodo di crisi, non può permettersi di alzare un dito contro la cina, la quale del resto non ha bisogno che nessuno la screditi geopoliticamente a livello internazionale, in quanto storicamente ci riesce benissimo da sola, e te lo dice uno che ama la cina, studia il cinese e vive a cavallo tra codesto stato e quello lì.
Clint Eastwood Gran Torino
Voto:
quoto il commento numero 1. belle anche le espressioni di rabbia che clint riserva perfino ai suoi familiari, e impagabili le scene col barbiere italo-americano!