nightwalker10

DeRango : 0,12
DeEtà™ : 7384 giorni • Qui dal 21 marzo 2006
Gino Vannelli Nightwalker
Voto:
Forse a causa di queste preferenze il genere è morto e sepolto.
E' rimasta musica per sale d'attesa.
Yes Close To The Edge
Voto:
Peccato che il regime dittatoriale instaurato trent’anni fa dai cantautori abbia negato a questo maestoso affresco rock, colmo di originalità melodica e ricercatezza strumentale quel clamoroso successo generazionale ottenuto nel nostro Paese da altri grandi album (Selling England By The Pound, The Dark Side Of The Moon etc.), altrettanto brillanti ma musicalmente più “semplici”, nell'accezione positiva del termine. Eppure è indubbio che con questo disco l’evoluzione del progressive raggiungeva il suo stadio più avanzato. La lunga suite che dà il titolo all’album, in cui i suggestivi cromatismi pittorici evocati dalla voce di Jon Anderson scorrono sul un magmatico fondale agitato da Howe, Squire e Bruford,realizza una perfezione architettonica assoluta.
Musica per l'immaginario.
P.S. Tanto di cappello a Bruford che troverà maggior gloria in ambiti non propriamente prog, come d'altronde la sua natura musicale, ma l'interpretazione con Alan White alla batteria (cfr.Yessongs)è più trascinante e appassionata, anche se meno tecnica, recuperando il senso del rock-groove a scapito della pur preziosa, e freddina, poliritmia del giovanissimo Bill.
Ivano Fossati La disciplina della terra
Voto:
Scusate vi risulta che i cantautori abbiano mai cambiato ciascuno la loro canzone?
La differenza è che la sua dice sempre qualcosa.
Yes The Ladder
Yes The Ladder
25 mar 06
Voto:
Infatti non si parla di te ma delle tue pretenziose citazioni di armonia...il prog non è esattamente così superficiale.
Quanto all'easy listening, ha tutto il mio rispetto, ma semplicemente non ce lo vedo.
Diciamo che è una tua opinione e come tale è la migliore che ci possa essere:pax.
Ivano Fossati La disciplina della terra
Voto:
E' un disco che amo, sarà per questo che non condivido la critica a "Invisibile" un brano sospeso ed etereo, anche nelle liriche, di paricolare originalità per le consuetudini compositive del Nostro.
Per il resto trovo indimenticabili "il motore del sentimento umano" e "la mia giovinezza", ma ritengo che quando la poetica è così introspettiva, l'indice di gradimento è dettato più dalla sensibilità soggettiva specifica che non da ragioni estetiche.
Genesis A trick of the tail
Voto:
IL disco è bello è proprio questa la ragione delle polemiche, che lo sia più o meno di Fox o Selling è altro discorso, perchè va inquadrato nell'evoluzione pop di Genesis.
Cmq la recensione è ben fatta e come tutte le recensioni è opinabile, ma cmq bravo!
Ce ne fosse di "pop" così oggi...
Genesis Selling England By The Pound
Voto:
Premetto che il giudizio di un disco è ovviamente influenzato da elementi affettivi, quindi se a me sembra delizioso sarà sicuramente perchè mi ha fatto scoprire i genesis, ma tacciarlo cosi' gratuitamente di richiami easy listening mi sembra gratuito.
La forma canzone non è antitetica rispetto al prog, forse non lo erano Roundabout o Talk to the wind?
Genesis in questo lavoro evidenzia l'eleganza delle partiture e il lavoro d'insieme nonchè qualche manierismo di troppo che raffredda l'atmosfera, ma rimane il senso di una musica quasi aristocratica, colta nelle forme e i contenuti, ma di una riconoscibilità immediata.
Le Orme In Concerto
Voto:
Sono stato un grande fan delle Orme e le conosco come le mie tasche.
"In concerto" è un disco pressochè inascoltabile dal punto di vista del missaggio, suoni piccoli e mediosi che certamente penalizzano la valutazione artistica, ma rimane un documento importante dei tempi anche se non rende giustizia alle performance live del gruppo.
Dei pezzi che dire...l'inedita "Truck of fire" ripropone forse la ridondanza tipica che ha determinato il tramonto del prog e occupa la facciata a scapito di composizioni edite di maggiore spessore.
Però Michi dei Rossi alla batteria è un terremoto....
Gino Vannelli Live
Voto:
Più che una recensione mi sembra una gita fuori porta mancata.
Il bello di internet è che possono scrivere tutti, il brutto è che possono farlo proprio tutti.
Senza offesa, ma sei un po' donchisciottesco.
Miles Davis Kind Of Blue
Voto:
Ogni commento al disco rischia di essere irriverente...è lassù, stop.
Un'autentica rivoluzione e evoluzione nella metrica musicale jazzistica di tutti i tempi, tuttavia solo un chiarimento sulla rivoluzione di So What, manifesto del jazz modale: Miles introdusse un nuovo modo di concepire l'armonia a vantaggio della libertà dell'improvvisatore che sino a quel momento con il bop, hard bop ecc...era costretto in ambiti armonici molto rigidi caratterizzati dal cambio di molti accordi.
So what (con Impressions) di Coltrane è un manifesto del jazz modale un nuovo mondo sonoro entro cui il solista poteva spaziare senza limiti troppo rigidi incamerando anche le suggestioni che arrivavano da certa musica colta d'avanguardiasu un tappeto armonico che dal bebop, attraverso l'hard si avventurava nel cool, nel free sino a recuperare le proprie radici nere.