coolermaster

DeRango : 0,07
DeEtà™ : 7374 giorni • Qui dal 1 aprile 2006
Pooh Dove comincia il sole
Voto:
Quello che francamente non capisco è stato il "battage" mediatico sulla sostituzione di D'Orazio con Ferrone per poi produrre un disco del genere...Mi rifiuto di credere che come sostiene qualcuno d'Orazio non sarebbe stato in grado di suonare materiale del genere....
Pensavo a qualcosa di coraggioso, di ritorno ai fasti del Prog rock di Parsifal, Un po' del nostro tempo migliore, oppure forse è ancora poesia....Invece sembrano i "Dream Theater" (sfigati) de noantri....Un sound che era già vecchio quando Dream Theater, Blind Guardian, Fates Warning e altri erano alle prime armi.....
Un Prog Metal stucchevole....Se penso a cose egrege come "Il Tempo, Una Donna, la città", "Parsifal", "L'anno, il posto, l'ora", "Mediterraneo", "1966" mi viene da piangere....
Mioddioooo...In confronto "diiooooo delleee ciutttàààààà" è un capolavoro...e non mi sarei mai aspettato di dirlo...Almeno là il testo aveva anche un significato profondo....
Hélène Grimaud Chopin - Rachmaninov
Voto:
Una volta il maestro di Helene Grimaud le disse: "tu non devi essere la migliore pianista del mondo, ma devi essere una pianista unica".
Helene Grimaud non è una virtuosa. Non è un'ipertecnica come la Lisitsa o il nostro Pollini. La Grimaud è odiata perché reinterpreta a modo suo le pagine più importanti dei più importanti compositori della nostra storia. Ascoltare il suo quinto concerto di Beethoven, ad esempio è sconcertante. Fuori tempo, passaggi "strani" che nulla hanno a che vedere con una sua incisione storica degli anni '60 con Kempff al pianoforte. Ma se si chiudono gli occhi e la si ascolta volare sulla tastiera, allora si decolla, insieme a lei...Le sue dita che sembrano galleggiare, sfiorare i tasti e ricamano arabeschi di luci e colori...Anche all'austero Beethoven, che diventa solare, quasi giocoso. Senza nulla togliere alla Forza espressiva, quando necessaria.
Oh no, non aspettatevi plausi su Helene Grimaud...Molti la giudicano persino indegna di incidere per la DG..Ma sono gli stessi che detestano il Nostro Pollini e che nella vita si sono fermati a Backaus, Kempff e Rubinstein...Porelli, non sanno cosa si perdono.
E per dirla insieme al Masestro Scimone, direttore d'orchestra e storico della musica: la musica classica, la sua esecuzione è andata avanti (grazie a Dio) ed oggi per motivi anche biologici è innaturale e stupido continuare a presentarla come si faceva 50 anni fa. Si, vivaddio si può pensare di interpretare Beethoven, Chopin, regalando loro "nuova vita" e altri brandelli di eternità: come fa Helene Grimaud.
Fryderyk Chopin Nocturnes - The Rubinstein Collection Vol.49
Voto:
Pollini non è freddo, a differenza di rubunstein ed Horowitz è il primo dei "pianisti moderni". Il suo Chopin, Beethoven, Schumann sono algidi, non freddi, psicanalitici laddove i menzionati artisti sbrodolavano giù di manierismi e romanticismi...Ipertecnico, con un altissimo contrasto dinamico, che cattura la timbrica del pianoforte, non lo strumento più "caratterizzante" (parole dello stesso Pollini) che esista (il violino lo è molto di più), ma senz'altro il più versatile e completo.
Ascoltare le ultime sonate per pianoforte di Beethoven di Pollini, cavallo di bataglia della D&G fine anni '70 è un viaggio all'interno di un Beethoven così come me lo sono sempre immaginato: un "Rocker" ante litteram...Basti ascoltare la Hammerklavier o la n°32 per capire ciò che intendo. Oggi abbiamo virtuosi del calibro di Valentina Lisitsa, Lang Lang e mille altri, ma Pollni come dice qualcuno "è di una classe a parte"....Lui si limita a limare, come fa un artista con uno scalpello ciò che c'è in più, e a restituire il "cuore" della musica, della sonata, dello studio o del notturno... Ciò che resta è l'essenza, l'anima, non il "contorno"...Come ci hanno abituato tanti altri....
Ciao
Maurizio Pollini Polacche - Fryderyk Chopin
Voto:
Fermo restandi che le polacche non mi coinvolgono particolarmente vorrei dire a VERAMAZZOCCA che si sta sbagliando, e di grosso anche....I notturni di Chopin da soli valgono PER ME l'intero catalogo di LISZT e SCHUMANN, il primo stucchevole, il secondo irritante...
Poi ci sarebbero gli studi, i preludi, i Walzer, persino i concerti....Brahms dopo un po' mi fa venire l'orchite! Idem per Mozart, tranne rare eccezioni.
I soli che per me sono degni uguali o superiori a Chopin sono Bach, Beethoven, Rachmaninov, Tchaikovsky e Scubert.
Chopin è un'icona, una leggenda, un mito, come Beethoven. forse perché, come Puccini in altro ambito ha toccato "corde" che ben pochi altri hanno toccato. Perché qualsiasi persona, anche l'uomo della strada, anche l'incolto, il barbaro se ascolta Chopin è capace di commuoversi, di fermarsi e pensare. Quando ascolto il terzo notturno, ad esempio mi commuovo, e non so perché...Mi ritrovo gli occhi lucidi con "motu proprio", al di là della mia volontà.
Ma chopin deve essere "trattato", come fa Pollini, deve essere asciugato da tutte le sbavature romantiche "Rubinsteiniane" . Solo così lo si apprezza per ciò che è, per quello che vuole dire. Perché Chopin non parla al "cuore", parla all'anima, cosa ben diversa.
Saluti
Maurizio Pollini Recital all'auditorium di Roma 14 Marzo 2007
Voto:
io so solo che da quando ho scoperto Pollini è diventato il mio eroe...Ha ridato nuova vita e significati diversi a pianismi ormai asfittici, uguali tra loro che si ripetevano a "loop" da decenni...I vari Rubinstein, Horowitz, Kempff,Brendel e per finire Ashkenazy e Schiff...
Pollini asciuga il "Romanticismo" da quei leziosismi manieristici che sono sicuro Chopin (ma pure Schumann, beethoven) non intendesse. Il suo Chopin è una passeggiata siderale attraverso labirinti psicanalitici, che poco hanno a che fare con il "romanticismo d'accatto" inventato nel ventesimo secolo...Quei notturni da "pomiciata", come li chiamo io...No, i suoi sono algidi (ma non freddi), introspettivi, psicanalitici...E per dirla alla Michelangelo Bonarroti, tolto il superfluo quello che resta è l' OPERA. Tutto qui.
Saluti
Le Orme Felona e Sorona
Voto:
"sospesi nell'incredibile" è tra le 4 o 5 suite più grandi del progressive mondiale, non solo italico...Dei rossi mi incanta in quel brano....
I Pooh Parsifal
I Pooh Parsifal
14 nov 10
Voto:
Veramente Hypno non è affatto fuori luogo...Io potrei continuare citandoti Miles Davis, Coltrane, beethoven, Rachmaninov, Bach e Chopin (tra i miei preferiti in assoluto) fino all'elettronica "colta" di Klaus Schulze, Popol vuh, e compagnia....a adoro anche (questi) Pooh...come la mettiamo??
Pooh Rotolando Respirando
Voto:
La gente non capisce perché in Italia esiste una disinformazione musicale ed un'ignoranza esasperanti. La prima è la conseguenza dei "processi politici" ai cantanti negli anni '70, dove se non eri impegnato come Guccini, De andrè, De Gregori non eri nemmeno degno di essere chiamato musicista, la seconda è invece endemica del nostro Paese.
Se i Pooh fossero stati inglesi o americani verrebbero considerati tra i gruppi più importanti di sempre. Ho visto dal vivo sia gli YES che i POOH e questi ultimi su u palchetto improvvisato in piazza Duomo a Milano hanno fatto cose che gli YES in un teatro con milionate di attrezzatura non hanno fatto.
Battaglia con la chitarra è u Dio, facchinetti ha un falsetto che dopo quello di Berry Gibb dei Bee Gees è il più importante al mondo... La svolta "Fusion" (passatemi il termine) di "rotolando" fino a "Stop del 1980 (una delle loro migliori prove) è segni di un gruppo che non ha mai smesso di ricercare...
e mi sono francamente rotto i coglioni di paragoni con Rem, Velvet underground, o Frak Zappa...Ma che cazzo c'entra???
Nessuno sano di mente di sognerebba mai di paragonare i "branderburghesi" di Bach ai Concerti per pianoforte e orchestra di che so, un Rachmaninov...Non vedo perché si debbano fare paragoni nel pop....
C'è il Rokc ed il pop...I Pooh sono Pop, ma di alta classe....
Giovanni Allevi Alien
Voto:
Innanzitutto mi complimento con il recensore. Raramente ho letto di gusto un "papiro" su un artista.
Veniamo al punto, al grande, immenso equivoco che si è creato intorno alla figura (mesta) di questo giovanotto un po' fighetto, un po' borioso, ma molto molto finto.
Allevi NON fa "Musica Classica"....
Sarebbe come dire che un muratore è un batterista solo perché produce colpi col suo martello.
Allevi con la Musica Classica c'entra come c'entra Jerry Lee Lewis....Non basta un pianoforte per fare musica classica.... Io al pianoforte posso suonare "Notte prima degli esami" di Venditti, "Finché la barca va" di Orietta Berti o fare una scala...Posso pure farci suonare il mio gatto (ne ho avuto uno che amava passeggiare sulla tastiera e suonare).
Allevi fa quel genere di musica che ai tempi miei si chiamava "NEW AGE", i cui nomi principali (ma ce ne sono molti altri) sono stati citati dal buon Breus. Per giunta la fa male, e assolutamente fuori tempo, perlomeno all'estero... Se devo ascoltare quel genere preferisco Micheal Nyman, Win Mertens, e tanti altri...Ma pure il "pseudoromanticismo da balera" di un Clayderman o meglio ancora di uno Schlacks sono preferibili...Almeno Clayderman prima di darsi allo pseudoromanticismo da balera si era fatto un mazzo così come pianista classico, e concertista...
Allevi è figlio di quel minimalismo d'accatto (e lì basta studiare armonia su un qualche fascicolo della Curcio per essere in grado di fare quello che fa lui dopo 10 comode lezioni) che ha persino il difetto di voler essere quello che non è....Preferisco allora la "melodia strappamutande e paracula" sbattuta in faccia, alla Pooh, almeno è onesta e sincera....
Perché questo è quello che fa Allevi: musica Pop, senza cantato...Una sua qualsiasi composizione può essere il 90% della Musica leggera italiana senza un cantato, e senza altri strumenti....Un tappeto da arricchire con fiati,voci, synth, batteire e percussioni...
Sembrano abbozzi di canzoni, un po' come quando molti cantautori le presentano al manager della Ricordi di turno per farlo entrare "nella melodia"....
Questo sono...Almeno Ludovico Einaudi e Roberto Cacciapaglia la lezione anglosassone degli anni '80 l'hanno imparata meglio!
Saluti
Fabrizio De André In direzione ostinata e contraria
Voto:
"soprattuto"...Scusate, refuso