Voto:
Vasco è stato il quarto rivoluzionario della "canzone italiana", dopo Modugno, Celentano, Battisti, che questo piaccia o no. Al di là del miserrimo teatrino al quale assito ognivolta che si scrive su di lui, inviterei alcune teste (l'attributo lo lascio decidere a voi) a collegare i neuroni prima di parlare. Vasco è stata la prima (e oserei dire unica) Rock star italiana, dopo gli eccessi degli anni '70 dominati da una parte dal progressive (Orme, Banco, PFM, Osanna, eccc...ecc..) dall'altra dai cantautori o pseudo tali come il signor De Andrè...quello che molti ancora oggi definiscono un innovatore! Mamma mia...poveri noi. Sinceramente alle vesti tirate su da un soffio di tramontana e alle guerre del 700 (attenzione non 1700)dopo cristo preferisco Vasco che parlava il linguaggio della metropoli, senza perifrasi, come qualsiasi Rocker...Vasco ha avuto l'enorme merito di inventare il Rockettaro in Italia, figura che è sempre stata esente (eccezion fatta per Celentano ai tempi del r'n'r) dal Paese. Ha ragione il recensore: nel 1978\80 certi argomenti erano Tabù, non parliamo poi degli atteggiamenti, basti infatti pensare al buon Salvalaggio come si scagliò per quel concerto ormai sotirco di Lou Reed che lui rinominò in Lurid (sudicio detto in milanese).Stessa cosa fece con Vasco. Vasco ha modificato profondamente la sintassi del Rock, fondendo il cantautorato tipico italiano con un Rock per di più moderno, graffiante con qualche venatura Hard e Punk...fegato, fegato spappolato e sballi ravvicinati sono canzoni (che piaccia o no) che hanno fotografato una generazione, quella dei figli degli anni '70, del grande riflusso che ha lasciato un vuoto immane in chi era troppo giovane per frequentare i sempri più rari "happening" e chi era troppo vecchio per continuare a farlo. Quel vuoto ideologico che non fu solo provinciale (come sostiene qualcuno), ma anche molto metropolitano (nel senso delle grandi metropoli)stava inghiottendo migliaia di giovani che sostituirono in massa l'impegno,la lotta con la droga e lo sballo: giovani che appunto si arresero al sistema e che non ebbero la capacità di adeguarsi all'edonismo modaiolo e ai lustrini che si intravvedevano lungo il percorso degli anni '80.
Una generazione di incazzati, emarginati (ma quelli veri, non quelli di De Andrè o Guccini)che non parlavano "di latinorum", non erano laureandi e vedevano la vita come un eterno oggi: a questi Vasco diede voce, alla loro "noia", e alla desolazione di chi "fumava marijuana,di nascosto però non dalla polizia, ma da Edwige e la zia"...
Chi non ha vissuto quegli anni non può capire...non può comprendere il periodo del riflusso cosa ha rappresentato. La disco music che ormai spopolava, la modo che iniziava ad essere sempre più importante e nefasta per chi non poteva permettersi le ferie nei primi villaggi in costa Smeralda, non era bello, atletico....Quella generazione orfana di ideali, orfana di musica trovò in Vasco una figura, la vera figura del Rock, un idolo che parlava come loro, che vestiva come loro, che si faceva come loro..Inghilterrra e america hanno avuto i loro "jagger", "Bowie", Morrison", "Hendrix", "reed"...noi no...E' mancata del tutto la figura del Rocker maledetto, bruttosporco cattivo(pseudo)incazzato...ma non importa...Quante truffe le musica popolare ci ha regalato? Tante..E poi in Italia tutti ad osannare il De andré, miliardario figlio di papà viziato che però cantava di emarginati usando la lingua di un menestrello francese del 1300..No, Vasco parlva l'italiano di milioni di giovani del 1980...parlava di sesso per quello che era, parlava di droga per quello che era, con la grande intelligenza (e questo è proprio dei grandi) di non prendersi mai troppo sul serio. L'(auto)ironia è stata una delle chiavi del successo di Vasco che almeno ai tempi (quando non era ancora il Blasco)sembrava comunque divertirsi un mondo, e malgrado l'aspetto, le canzoni un filo di positività, di speranza dai solchi traspariva...
Chi non lo capi