coolermaster

DeRango : 0,07
DeEtà™ : 7374 giorni • Qui dal 1 aprile 2006
Pink Floyd Wish You Were Here
Voto:
I Beach Boys appartengono a quel genere che si codificò come "surf Rock" o "Hot Road", genere rivitalizzato da Tarnatino in Pulp Fiction, genere con il quale sono altresì cresciuto in quanto in famiglia se i Beach Boys venivano alquanto (ingiustamente) snobbati, i loro "maestri" o epigoni sono stati davvero i "primi grandi rivoluzionari" di quelle musica che improvvisamente un dì del 1960, all'indomani della tragedia di "american Pie", del ritito di Lewis, Presley e Richard, il "Rock'n'Roll" ufficialmente morì....A Resuscitarlo in chiave zombesca, iperadrenalinica, inventando in un botto solo generi che aspetterenno altri 20 anni per mietere successi tra le giovani generazioni, un pugno di Ragazzotti di belle speranze e di buone famiglie presero delle chitarre in mano e iniziarono la RIVOLUZIONE. I loro nomi? The Lively Ones, The Surfaris, The Ventures....seguiti in Inghilterra dalla band (ormai scoglionatissima) di quel "teen idol" che era stato Cliff Richard, l'anti Elvis (si fa per dire): il nome della band che decise di mettersi "in proprio" ha lasciato il segno: The Shadows. Chi non ricorda la splendida "theme for Young Lovers"?
Come ci si può dimenticare dell'attacco "metal ante litteram" di Misirlou? Credetemi, questi gruppi, più di chiunque altro ridefinirono il Rock, "inventarono" la psichedelia, il Punk e il Metal anni prima della loro nascita ufficiale...La batteria iniziò a diventare (ad essere suonata) uno strumento fondamentale, nacquero i primi "echo box" distorsori per chitarra. I Beach Boys rientrarono in questo fenomeno che si abbattè sulle 2 coste dell'Atlantico con la differenza che questi ultimi erano come dire, più...edulcorati, più Pop...Un po' come paragonare "The Piper" al "Sgt. Pepper's"...tutta un'altra musica...Un po' come paragonare Beethoven a Schubert...tutti e 2 romantici, ma vogliamo parlare della frattura totale che portarono le note del Ludovico Van??? Dopo di lui la classica non fu più la stessa.
Ciao a tutti
Pink Floyd A Momentary Lapse Of Reason
Voto:
Division Bell è un album anonimo perché si parla di Pink Floyd, non di Pupo, ma neanche dei Dire Straits o chi volete voi....Trovo invece "on an island" estremamente più Pinkfloydiano dell'ultimo ufficiale della band...anche se forse Dave ci ha dato un po' troppo dentro con la melassa...ma quando ascolto la sua voce e da contraltare quelle altrettanto mitiche di David Crosby e Graham Nash...beh, credo sia difficile non emozionarsi....L'ultimo solista di Gilmour è davvero uno splendido disco, specie di questi tempi....un fulmine a ciel sereno ...anzi totalmetne oscurato
The Who The Who Sell Out
Voto:
Consiglio caldamente a Psychopompe di dedicarsi ad altro...so che cercano manovalanza nelle saline: niente di decente dopo Tommy? Scusa, ma Who's Next, che viene considerato uno degli apici del Rock Tutto dove lo mettiamo? No, perché Bargain, Baba o'Riley, Behind Blue Eyes e Won't get fooled again sono dei classici... Devi studiare ragazzo, e molto....
Vasco Rossi Siamo Solo Noi
Voto:
sarebbe opportuno che i commenti venissero da persone che hanno vissuto la generazione degli anni '80....anni in cui (in Italia) non c'era niente..NIENTE!! Uno dei periodi più bassi della musica italiana, dopo gli sfarzi "progressivi" dei '70...l'oblio: poi dal nulla, in sordina, un Dj di Zocca ha inventato l'ABC del Rock italico, ma non à la mode di Bennato, il quale si ispirava al Rock'n'roll...Vasco era Rock, o per meglio dire un miscuglio tra musica cantautorale, NWOBHM (new wave of british heavy metal), qualche spruzzata di Ac-Dc e tanta, tanta ispirazione...Il primo eroe maladetto del rock italiano...anzi oserei dire l'unico...Si ci sono stati artisti migliori, ma non "personaggi", e il Rock è pieno sopratuttto di personaggi: che ne sarebbe stato di gente come Bowie, Reed, Morrison se non fossero stati anche provocatori?Maladetti? oggi non li ricorderebbe più nessuno e la loro influenza si sarebbe estinta su qualche intellettualoide del cazzo...
Vasco era brutto, sporco e cattivo, le 3 regole sacre del verbo Rock, proletario, parlava in modo diretto (esplicito) alla gente, a tutta la gente... Oggi che è diventato il Signor Rossi e non lo teme più nessuno è l'eroe di qualche pubblcitario pippaiolo e fa molto trendy ascoltarlo, ma ai tempi...Dio ragazzi, ai tempi dovevi quasi ascoltarlo di nascosto, per il linguaggio e la carica eversiva che portava! Cosa ne può sapere un ragazzino di oggi com'era 25 anni fa? Ai tempi Vasco era davvero il borderline, l'outsider che con un manipolo di straordiari musicisti ridette lustro alla musica giovane italiana. Siamo solo Noi è la conclusione del "primo periodo", che parte con "ma cosa vuoi che sia una canzone" e arriva a questo album...Poi la seconda trasformazione con "vado al massimo" che si concluderà idealmente con "liberi liberi"....e poi la terza...meno memorabile...e oggi si, o per dio si oggi racconta palle!! Ma chi lo conosce sa che le racconta perché non può fare altrimenti , ma lui nel suo intimo è sempre quello di un tempo...i soliti amici, le solite cazzate... Grazie Vasco
R.E.M. Automatic For The People
Voto:
Capolavoro! Questo è quello che pensai quel dì del 1992 quando comprai uno dei miei ultimi LP (leggasi Long Playing o vinile)...Gli anni '90 erano iniziati da un paio d'anni e già i REM entrarono prepotentemente nella mia vita quando molto tempo prima in un'oscura discoteca dopo 4 ore di delirio techno (nn dimentichiamoci che er ainiziata anche l'epoca della techno)così dal nulla il Dj fece partire "losing my religion"...e io mi dissi: e questi chi cazzo sono? Ma soprattutto questa musica che cazzo è?? Negli orecchi avevo ancora il suono "sintetico" di un Pop new romantic che ormai stava definitivamente tramontando eppure ancora vivo nei miei orecchi (Wham, Madonna, Durans, spandau e chi più ne ha più ne metta)...e lì invece no: un riff geniale, orecchiabile ma fatto da strumenti "veri", chitarre, bassi, batterie...il Rock insomma che riacciuffai in una delle sue tante (re)incarnazioni. Da LMR che fu anche la colonna sonora di una delle estati più belle della mia vita arrivò così il tempo di AFTP...Drive,l'inizio misterioso, quella chitarra che sembrava incantata, quel suono Grunge...quasi un marchio di quel periodo...e poi "the sidewinder sleeps tonite" e la stupefacente "Everybody hurts"...per tacere di "nightswimming"...Questo disco rientra nella "sacra quadrilogia" che aprì gli anni '90, insieme a "on every street" dei dire Straits, "use your illusion" dei Guns, "tubular bells II" di Oldfield. Poi arrivò il Brit Pop, e fu il diluvio (tranne rarissime eccezioni)
Queen A Kind of Magic
Voto:
Era un giorno di primavera quello del 1986, una serata ancora fresca, seguito di quel famoso inverno di cui tutti noi abbiamo memoria. Il teatro\cinema Manzoni di Milano era gramito di una folla di ragazzini urlanti, tra i quali c'ero io con due miei amici: attendevamo tutti con ansia il film di cui tutti parlavano per la regia, la fotografia, gli interpreti e soprattutto la colonna sonora, che coincideva con l'ultima fatica di un gruppo che amavamo: i Queen. Tra urla, pop corn e coca-cola, appoggiammo le nostre "sacre" Timberland sullo schienale degli unici posti liberi che avevamo davanti, onde evitare che le nostre cinture di "el charro" ci tagliassero le panze con le loro fibie esagerate. Cominciò il film, bellissimo, meraviglioso con quegli stacchi o flash back resi magnificamente da "escamotage" stilistici innovativi per l'epoca. Poi dopo l'epica battaglia, sulla parola "fine" cominciò "a Kind Of Magic"...quasi in punta di piedi, inaspettata...e lì fu il delirio. Ci precipitammo insieme alla platea e alla galleria davanti al palco sul quale l'enorme schermo rifletteva le nostre silhouettes e iniziammo a ballare...ballammo come matti...saremo stati un migliaio, e l'occhio sornione delle "maschere" vigilava la nostra gioia...gioia per il film e per la musica....Ecco, in quel giorno di metà anni '80 ci dimenticammo la scuola, i compiti (ero in prima liceo)i genitori che ci aspettavano a casa...Si, gli anni '80 voglio ricordarmeli così....con le note di "Princess of the universe" (chi era? ognuno aveva la sia princess), "friends will be friends", "Don't lose your head"...e la title track perfetta sinossi di quel periodo (musicale)ascoltata tanto da corrodere la cassetta (bei tempi!)Quelli erani i Queen della rinascita...i Queen che accompagnarono la nostra adolescenza nella magica Milano da bere di quel periodo...La prima Vespa, le prime scoperte...e quel ballo...in quel cinema..."Who wants to live forever" pensavamo e la vita ci sembrava infinita allora, piena di sorprese, proprio una specie di magia....
Grazie Queen
Queen Innuendo
Queen Innuendo
27 nov 06
Voto:
caro alfredo per tè vale lo stesso per gli altri "il vostro è cinismo verso il gruppo che ha inventato il rock sinfonico"
Nome: OGRE BATTLE | Data: 13/3/2006 | Voto: 5 | Voto al Disco: 5
il Rock sinfonico fu inventato da 3 gruppi britannici sul finire dei '60: Procol Harum, Moody Blues e Nice. Il manifesto di quel nuovo genre di rock fu uno degli inni per una generazione di giovani e mi riferisco a "whiter shade of pale"....seguito a ruota da "homburg" sempre dei Procol e da "nights in white satin" dei rivali Moody Blues....I Queen non hanno mai fatto Rock sinfonico...ma uno strano miscuglio tra Glam e Progressive, nell'accezione più generica del termine, e cioè tutto quel rock che si discosta dalla formula intro\ritornello\ripresa...e che non viene suonato da basso\batteria\chitarra...
Queen Innuendo
Queen Innuendo
27 nov 06
Voto:
Innuendo è il disco che insieme ad altri ha formato una quadrilogia di capolavori che hanno aperto nel migliore dei modi gli anni '90: parlo di Automatic for the People dei REM, On Every Street dei Dire Straits. Use your illusion dei Guns'n'roses, il Black Album dei Metallica. Questo per restare nel rock, altrimenti ci metterei pure "Tubular Bells II" di Mike Oldfield.
Alpha e Omega, il principio e la fine, "A Night at the Opera" e "Innuendo", un cerchio perfetto che si è chiuso con un album privo di sbavature, forse meno Hard e più pop del solito...ma vibrante. In ogni canzone traspaiono emozioni e colpi di teatro che rendono il lavoro unico....I Queen signori del rock barocco, del rock circense....qualcuno dice che erano magniloquenti, che si prendevano sul serio...No! I Queen hanno ribaldato gli stilemi del rock, prendendo a prestito il Glam del primo Bowie o dei T-Rex stravolgendolo, rimanipolandolo...pasticciandolo con tutto quello che la musica aveva prodeotto nel '900. Dal cabaret all'Heavy Rock, passando per Jazz, Blues e Country....il tutto con un'ironica leggerezza rare... Innuendo racchiude la summa delle loro idee, resa magnificamente dalla title track, da "the show must go on" e "don't try so hard"...autentiche gemme che brillano in una carriera non priva di scivoloni, come quello del precedente "The miracle", quello si, onestamente dimenticabile...Gli arrangiamenti di Innuendo sono assolutamente tesi a creare emozione...e sono forse un continuum logico e temporale con un certo progressive dei quali i nostri hanno comunque assorbito ad inizio carriera. La voce di Freddy qui diventa misurata nella sua disperata voglia di restare attaccato alla vita...mai rassegnata, ma misurata, per la prima volta quasi mai sopra le righe...Innuendo è l'album della festa di Freddy per il suo commiato: gli altri membri della band sembrano saperlo cucendo ricami fini, d'accompagnamento, senza mai lanciarsi in fughe soliste e virtuosismi asettici. Come non notare l'incredibile tappeto ricamato dalle tastiere e dagli effetti digitali che permeano tutto l'album. Sembra quasi a volte che una cappa, o per meglio dire un velo si sia steso sugli strumenti i quali perdono la ruvidezza, l'acidità tipica del rock, malgrado ne rispettino la sintassi. Questo è Innuendo, l'"omega" di una grande band che ha saputo donare al genere una ventata di leggerezza, allegria, malgrado i musicisti, malgrado la voce solenne e magniloquente di Mercury, la quale resterà una delle maggiori perdite nel mondo della musica leggera. Grande labum, grande gruppo.
Vasco Rossi Nessun Pericolo... Per Te
Voto:
Bene io ascolto i black sabbath, ozzy osbourne, dio, WASP ecc. Una persona che ascolta SOLO e ribadisco SOLO questa musica credo non abbia la minima autorità per esprimere giudizi in materia di rock...I testi? Al di là che in questo album sono nettamente sopra la media...basti pensare a Sally, i Sabbath scrivevano di sex, drugs e Rock'n'roll....No perch* ragazzi facciamo dei distinguo. Se uno ascolta Frank Zappa, i King Crimson, Peter Hammill, Nick Drake, fimo a Pink Floyd, Jethto Tull e Porcupine Tree ok...altrimenti forse è meglio che abbia la decenza di tacere.
Cosa vuol dire i testi fanno schifo?? Ricordo a qualcuno che il Rock'n'roll è nato parlando di 15enni palapate in macchina e lunghe gite col Surf.....ma che cazzo significa? I Beatles nei primi 3 album parlavano di ragazze, macchine ed erano lontani anni luce dai turbamenti esistenziali\sociali che dalla seconda metà degli anni 60 contribuirono alla nascita di un nuovo rock....Non mi pare che i Whitesnake abbiano mai parlato di Kant o Shakespeare nei loro testi...
Vasco ha raggiunto il limite espressivo in questo disco, poi il tracollo, l'imborghesimento definitivo...Io ho 35 anni e ricordo che nei primi anni 80 canzoni come Bollicine, Splendida giornata, una canzone per te, albachiara portarono una ventata di aria nuova che spezzò di netto con la tradizione cantautorale che negli anni 70 la faceva da padrone...e parlando di testi chissà perché due generazioni di giovani si sono ritrovate nelle parole del rocker emiliano più di quanto abbiano fatto i loro fratelli maggiori in quelle di De Andrè, De Gregori, Dalla, Guccini e compagnia bella, con il massimo rispetto e amore che nutro nei loro confronti...Perché Vasco toccava (come prima di lui fecero Battisti e Mina) il cuore, parlava della quoridianità di milioni di giovani...non solo chi viveva nelle grandi città italiane e faceva lo studentello (di sinistra) scioperato. Certe rime erano capibili dall'operaio così come dal Borghese....E infini si è sempre circondato da signori musicisti portando in Italia (solo Bennato ci aveva provato prima) il Rock...cioè un'elaborazione nostrana, ma fiera ed indipendente del rock d'oltreoceano, quello più sanguigno e diretto...
NPPT è l'ultimo GRANDE Vasco, Gli Angeli una delle sue Ballad migliori e resterà sempre nei miei ricordi...specie l'ultimo grandioso assolo di chitarra.....Santo cielo, questo è ROCK'N'Roll!!!
Eloy Ocean
Eloy Ocean
1 nov 06
Voto:
Bisognberebbe stare più attenti quando si parla di batteria, e batteristi. Spesso i pezzi cosiddetti Easy sono i più difficili da suonare. Come mi diceva sempre un mio collega che suonava lo strumento da 30 anni è molto più difficile suonare "pensiero stupendo" di Patty Pravo o alcuni pezzi di "disco music" del Progressive più cattivo...e aggiungeva: tutti sanno fare gli assoli strappabudella, pochi sanno tenere un 4\4 tipo metronomo....E l'esempio per tutti i batteristi è stato Jeff Porcaro dei Toto....Non è detto che un pezzo per il Vasco di turno sia più semplice da suonare di un pezzo degli Eloy o degli Yes...Chi l'ha detto?? Quello che arriva alle nostre orecchie non è quello che il batterista sta facendo... E piantianola sempre di denigrare Vasco, Ramazzotti, ecc....ecc....parlando di musica allora De André lo buttiamo nel cesso, insieme a tanti altri...per fortuna non esiste solo il tecnicismo...esiste la musica. ùNella mia vita ho ascoltato quasi tutti i più grandi nomi del Jazz rock mondiale...dai vecchietti "Jack De jonette" a Colaiuta e Weckl che vengono considerati i 2 più grandi batteristi al mondo....Beh...nessuno di loro 2 mi ha emozionato come il nostrano "Tullio De Piscopo" (quando lascia stare andamento lento) in una furiosa e latina jam session in un locale di Milano!! Spettacolare....