coolermaster

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DeEtà™ : 7374 giorni • Qui dal 1 aprile 2006
Lucio Battisti Il mio canto libero
Voto:
Sussidiario della "canzonetta" italica, quest'opera del cantante rietino contiene almeno due capolavori che da soli meriterebbero l'acquisto: "Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi"" e "vento nel vento"...per me due delle più belle poesie italiane...si poesie perché i testi del Signor Giulio Rapetti non sfigurarebbero certo su qualche antologia scolastica al posto di tanto sopravvalutato ciarpame che ce tocca studià ;-)Così tra "voli aridti" e "risalite" il disco si snoda in tutta la sua fulgida bellezza, imitata in seguito da decine di cantautori o sedicenti tali: si arriva alla Title Track in supplesse, forse la canzone meno bella dell'opera, resa antipatica poi dall'appropriazione indebita che ne hanno fatto partiti e persino squadre di calcio. "In un mondo che non ci vuole più il mio canto libero sei tu"...eh si , Lucio...sei stato il canto libero di generazioni di giovani che hanno riso, amato, pianto, sofferto insieme alle note immortali delle canzoni che assieme a Mogol hanno rivoluzionato la sintassi della musica italiana.
Lucio Battisti Anima latina
Voto:
Considero "Anima Latina" uno dei dischi più importanti della musica italiana. Ricordo ancora quando lo ascoltati la prima volta, il Cd acquistato in un negozietto di paese dove mi ero recato ion gita con un amico...tutti e due battistiani...tutti e due assolutamente ignari di questo titolo del nostro beniamino. Tornai a casa di notte e prima cosa che feci fu mettere il Cd (non ancora rimasterizzato splendidamente dalla BMG) e subito ebbi un tuffo al cuore..."Abbracciala, abbracciali, abbracciati" iniziò nel silenzio della mia sala...stentavo a credere ai miei orecchi: quello era Battisti? Il Battisti di "acqua azzurra, acqua chiara", "i giardini di marzo", "pensieri e parole"?? No non era lui....era la PFM? No....sembrava Andreas Wollenweider con una spruzzata di "Leo Kottke" e dei migliori "King Crimson"...si perché "anima latina" è un disco Progressive, anzi oserei dire "world progressive" e uno dei migliori del nostro Prog...Solo "due mondi" ci ricorda che il cantautore di Poggio Bustone non è morto, il cantautore che come nessun altro (beh, a parte Vasco con il quale per me condivide l'olimpo) ha saputo raccontare le piccole e grandi "emozioni" di noi tutti. Il resto è innovazione, lussuosa ricerca di soluzioni armoniche e strumentali che in un'Italietta dove se ti andava bene ascoltavi ancora "Patty Pravo" (con tutto il rispetto per Patty)era come una scossa elettrica. La melodia ormai si era diffusa nella stanza e nella mia anima mentre le note di "anonimo", "la macchina del tempo", "Gli uomini celesti" uscivano in punta di piedi dai miei diffusori, quasi a dire..."scusi il disturbo"..No no e che disturbo... Molti anno dopo nacque la "world music", la "new age" come venne chiamata....Adcoltare "anima latina" è ascoltare l'anima della musica popolare (nel senso più aulico del termine) degli ultimi 50 anni..
Lucio Battisti La batteria, il contrabbasso, eccetera
Voto:
Il disco della definitiva "svolta" di Battisti. "un uomo che ti ama", "No dottore" e "Dove arriva quel cespuglio" da antologia...La parte ritmica si fa più decisa e prende il sopravvento sugli ormai dimenticati passaggi orchestrali degli anni precedenti. L'incisione è maniacale e persino la voce di Lucio sembra farsi meno Afona, più "Souleggiante", caricandosi di "colori" americani che si faranno sempre più evidenti nei 3 successivi album. "Ancoara tu" sembra quasi un pezzo "House" ante litteram, mentre "il veliero" è troppo lunga, quasi insopportabile. E' difficile dire quale dei vari periodi di Battisti è da apprezzare di più, un pò come per i Beatles...Diciamo che questo disco sta a Lucio come "Revolver" sta ai Beatles...
Lucio Battisti Amore e non amore
Voto:
Uno dei dischi "minori" di Lucio penalizzato soprattutto da una pessima incisione e ancora più pessimo mixaggio...Salvo comunque la parti strumentali specie "davanti ad un distributore automatico..." struggente melodia come solo negli anni '70 si sapeva fare...
Premiata Forneria Marconi Storia di un minuto
Voto:
Non Sono Molto daccordo sul "discorso Moog". Il primo sintetizzatore eletronico ideato da Mr. Moog (se si eccettua il "Teremin" degli anni '20)fu usato da Walter (in seguito all'operazione Wendy)Carlos negli anni 60...Carlos che compose le colonne sonore dei celeberrimi "2001 Odissea nello spazio" e "Arancia Meccanica" di Kubrick. Il Moog fu utilizzato fra i numerosi altri già dai celeberrimi Byrds nel 1967\68, e parlando di "cose nostre" sembra una bestemmia ma la prima canzone italiana ad usare il "MOOG" fu "Viaggio di un poeta" dei Dik Dik del 1970 seguita da "Noi due nel mondo e nell'anima" dei Pooh con Facchinetti che ha creato uno dei Riff più struggenti e belli del gruppo e del pop italiano in genere... :-))) Per tornare al disco senz'altro uno dei manifesti del Prog italiano...Un'opera immortale. Ricordo le celebrazioni al lirico di Milano per il 25ennale del leggendario concerto del '72...all'attacco di "impressioni di Settembre" è venuto giù il teatro...avevo le lacrime agli occhi a vedere Franz di Cioccio a quasi 60 anni spaccare 3 rullanti!! Mito.