Di libri, biografie, agiografie su hitler ne ho letti a bizzeffe.....
Hitler era un uomo, un uomo come tanti, con le sue fobie, le sue idiosincrasie...Solo che riuscì ad incanalarle nel posto giusto al momento giusto. Alla fine furono i suoi "discepoli", o antidiscepoli (per chi crede all'esoterismo del nazismo, in parte romanzato, ma contenente anche molte verità occulte ed inquietanti) ad indottrinarlo definitivamente. Personaggi come Hess, Speer, Himmler, Goering, Stricher furono determinanti per l' iconografia sociale, metasociale ed escatologica del Nazismo. Loro fu la "soluzione finale", loro fu l'apparato burocratico del partito, i suoi simboli, i suoi Dei...Hitler era alla fine molto più governabile di quanto si pensi, e per metterla sul politico, un uomo solo con le sue idee è come Don Chisciotte contro i mulini a vento, tanti uomini con la stessa idea possono cambiare il mondo, in positivo (vedasi '68) o in negativo, vedasi 1933.
Hitler, un paranoico ipocondriaco, un misantropo, uno che (paradosso) detestava la violenza a tal punto da disfarsi poi delle "squadracce" SA (Sturm abteilung) in favore delle SS, molto più "borghesi", civili e disciplinate. Un uomo che odiava dal profondo del cuore i criminali ed i pedofili (fece infatti assassinare il pedofilo ed ex criminale Streicher) un uomo che doveva bere per affrontare le prima arringhe nelle birrerie monegasche...Un uomo profondamente timido ed introverso.
Tutto ed il contrario di tutto si è detto di Hitler, ma una cosa è certa, una storica verità accertata. Le teorie Razziali e suprematiste tedesche non le ha certo inventate lui, e nemmeno Hess o Speer.... Erano teorie, come quella della cosiddetta "Razza ariana", o pangermanica, o indogermanica, nate già in pieno ottocento in esclusivi e spesso aristocratici circoli Inglesi, tedeschi, e persino americani. Era la musica di Wagner, rutilante e sibillina, erano le opere di Nietsche, facilmente manipolabili, grazie anche alla sorella del Filosofo che fece di tutto per girarle in chiave nazista...
Hitler fu un grande statista, ma non dimentichiamoci che a differenza di Mussolini (circondato da incapaci o da lecchini) si circondò di persone diciamo "più qualificate" di lui (si, evidentemente aveva un complesso di inferiorità meno accentuato di quello del duce).. Si circondò di gente che nel giro di un quinquennio ricostruì socialmente e non la Germania, che negli anni '20 era messa peggio dell' Italia...Fabbriche, autostrade, piani economici attuati da ministri che se avessimo ora in Italia diventeremmo la seconda potenza mondiale nel giro di 2 anni...
Hitler, un uomo coerente fino in fondo...Che piuttosto che finire ad "alexander Platz" a testa in giù come il suo amico/collega italiano preferì la via "alla tedesca"....Una fine oserei dire "romantica", il tanto amato finale wagneriano", quella Gotterdammerung di Sigfrido.
Il film mostra per la prima volta l'uomo, nei giorni fatali, un uomo ormai vecchio, prossimo alla fine, che però ha ancora la capacità di urlare la rabbia ed il disprezzo ai suoi generali , quel "dovevo fare come Stalin ed impiccarvi tutti!"
Non un hitler anglosassone, un sir Alec Guinness, e nemmeno la solita macchietta all'americana, recentemente rivista per l'ennesima volta in quell'abominio che è "inglorious basterds"...
Un Hitler uomo, solo nella sua follia (auto)distruttiva, abbandonato anche dagli amici più cari (Speer)...
e quel tremore della mano ad inizio film ce lo presenta, in Herzoghiana face...
Perché hitler sarà ricordato in mille modi, ma bisogna che tutti sappiano che era un uomo, un uomo qualunque, che un giorno per una serie di circostanze divenne seppure per poco il padrone del mondo...Un moderno Nerone, un Caligola aggiornato che per i suoi fini, scelse un capro espiatorio: gli ebrei. E lo fece lucidamente, consapevolmente, così come 2000 anni prima i 2 imperatori romani scelsero i Cristiani....
Questo dobbiamo tenerlo sempre a mente, Hitler non era la "bestia di