Tabba In D-Shirt

DeRango : 0,00
DeEtà™ : 7338 giorni • Qui dal 6 maggio 2006
Pier Paolo Pasolini Salò o le 120 giornate di Sodoma
Voto:
Enea, io penso che questo film è prima di tutto un film anti capitalista, è un film fatto da uno che in passato aveva la tessera del P.C, ma credi che basti a dire che le sue opere siano inanzitutto un modo di fare propaganda comunista?? Pasolini non era Ejzenstein, le opere di Pasolini benchè sempre in diverbio con la censura non erano oggetto di revisioni di burocrati staliniani, e Pasolini al contrario di ejzenstein non si umiliò mai con autocritiche come fece il russo per impalmarsi il regime se voleva continuare a praticare la professione, da questo cosa si evince?? che è inutile questo voler trovare un punto di contatto tra intellighenzia e partito di sinistra, per il fatto che tesserati marxisti siano stati tra i più grandi artisti del secolo scorso non potrei mai urtarmene, questi artisti si trovarono a lavorare in un mondo che si era già consegnato alla produzione capitalista all'internazionalizzazione, dove la religione marxista si scontrava con quella cattolica per imporre il dogma (prova a guardarti europa 51 di rossellini con la protagonista che deve scegliere tra le 2 opzioni destra/sinista, chiesa/marx, altrimenti verrà internata dalle istituzioni, e così finisce il film con lei internata, in odor di santità laica, chiameresti questo un film di un marxista? si lo so che Rossellini aveva la tessera del PC, ma da artista, questo film per te riflette una contrapposizione contro un mondo ostile al marxista? per me no, la protagonista incarna l'anarchia latente dei suoi desideri massimi, di quello che realmente vuole fare in vita).
Salò film marxista dici? io dico salò film anti-fascista-capitalista prima di tutto, fatto da un (ex)marxista, un anarchico come Proudhon aveva coniato l’espressione ‘arte proletaria’ non un marxista, le origini di questi termini risiedono dunque non nel marxismo, ma nell’anarchismo e risentono di tutte le rozze e confuse caratteristiche del pensiero anarchico. Il Pasolini artista post 68 è quindi un anarchico e lo sarebbe diventato sempre di più negli anni a venire se non sarebbe stato ucciso, il pasolini pre 68 è già più inquadrabile nel marxismo certo, la vita dei poveri e dei proletari delle strade in accattone, mamma roma, buoni film certamente ma queste cose le aveva già fatte vedere Rossellini e de Sica negli anni 40, io inneggio all'eccesso del pasolini post marxista anche come scrittore, non solo come cineasta, il pasolini post che avrebbe portato davvero a qualcosa di mai visto nella storia, con questo non sto dicendo che il pasolini pre 68 abbia fatto cagate,anz(accattone, mamma roma e il vangelo , edipo re, grandi film, ma sempre con un occhio di riguardo verso la tradizione dei rossellini e de sica, del resto fellini una volta verso il 62 gli disse di lasciare perdere con cinema e di dedicarsi alla poesia.
Pier Paolo Pasolini Salò o le 120 giornate di Sodoma
Voto:
grande Enea anche tu un intenditore di Visconti. le mie idee politiche ? l'intellighenzia di sinistra è sempre stata messa li in un angolino dal potere, parlo dell'italia ovviamente, ti risultà che abbia mai influito l'intellighenzia di sinistra su chi deteneva il potere? no, sempre li a giocherellare, nemmeno opposizione ma proprio elemento ostile, da far fuori, come del resto pasolini è stato fatto fuori, quindi non penso ci sia molto da conciliare dato che quelle culture di sinistra non hanno mai avuto il modo di diventare un pamphlet direttivo o legislativo, riguardo le idee culturali non sono le stesse che ho nei riguardi della politica, l'intellighenzia e' la classe intellettuale non quella politica, e bisogna anche dire che il pasolini pre 68 e il pasolini post 68 sono 2 persone nettamente diverse, il pasolini post 68 era ormai lontano pure dai soliti luoghi comuni di sinistra tanto che lui disse che non era altro che una falsa rivoluzione quella del 68, a lui facevano orrore i rivoluzionari ed i comunisti tanto che disse che "quei giovani studenti rivoluzionari non sono, come essi si immaginano, la luce dell’avvenire comunista; essi sono certo la luce dell’avvenire, ma di quello neocapitalista", l'egemonia culturale di certa sinistra c'è stata solamente a livello di utopia, non vedo grossi traumi a livello di ideali inconciliabili, ma magari per te è inaccettabile che uno a cui faccia orrore il comunismo inneggi alle opere pasoliniane, leggiti il pasolini post 68 ( a livello di giornalismo), 7 anni di vita spesi a far saltare fuori le incoerenze per fare a pezzi i pseudo-comunisti rivoluzionari e l'intellighenzia rossa nata dal 68, quella che tuttora domina il pensiero di sinistra
Pier Paolo Pasolini Salò o le 120 giornate di Sodoma
Voto:
non sono pochi i casi gravi come questa bimbetta davejon, purtroppo, sopratutto tra i giovani, indistintamente dal sesso, e sempre difficile l'autocritica, e questi giovani è difficile che da un giorno all'altro rinneghino la vita , le idee, l'immaginario che vivono quotidianamente, anche se si tratta di idee ed immaginari falsi, fermarsi alle apparenze è tipico degli spiriti semplici, in realtà questo è un film profondamente disperato, di chi già sapeva come sarebbe andata a finire, è difficile per molti accettare il fatto che tutto quello che viene mostrato nel film sia metafora della vita quotidiana di ognuno di loro, la malvagità umana è un fatto certo e il bene spesso è solo un percorso di bontà legata al senso di colpa: quindi assolutamente inautentico, quindi nemmeno mi sentirei in diritto di prendere a calci nel culo gente come questa bimbetta, bisogna solo rendersi conto che esistono, in Italia è pieno di gente così, sono la maggioranza,
e la maggioranza rappresenta troppo spesso l'indifferenza, come nel balletto che chiude il film, indifferenza assoluta verso la violenza più atroce, verso ogni cosa.
Pier Paolo Pasolini Salò o le 120 giornate di Sodoma
Voto:
eletto hai fatto una più che degna rece per un film di questa portata, sul mio primo commento ti ho messo 4, diciamo che ci sarebbero volute tante pagine per cogliere tutti gli aspetti di questo film, mi sarebbe piaciuto ad esempio che fosse stato sottolineato meglio il fatto che le vittime non cercavano minimamente di ribellarsi ai loro aguzzini ( tranne uno che fece il pugno chiuso prima di essere fucilato), questo tratto penso sia molto importante per capire la sfiducia che Pasolini riponeva verso "il gregge" sottomesso (io ci vedo il popolo addiritura in quelle vittime), ma cmq hai centrato in pieno il messaggio anti fascista (che poi era anti capitalista) e hai parlato del POTERE e della vera natura del potere, come dice uno nel film "il fascismo è la sola vera anarchia attualizzabile in questo pianeta, i fascisti sono i veri unici anarchici".
Pier Paolo Pasolini Salò o le 120 giornate di Sodoma
Voto:
Pasolini è stata una delle ultime figure capaci di farci vedere cosa saremo diventati se ci fossimo adeguati a quello che ci propinava il sistema, non sono sorpreso che tanti giovani in Italia non lo rispettino, mi viene quasi da vergognarmi di essere italiano, all'estero Pasolini viene considerato un maestro, qui lo si aggredisce spietatamente, non per quello che i suoi film fanno vedere, ma per chi era, e per l'ideologia che secondo certi propagandava, quando in realtà Pasolini, come tutti i veri artisti, non propagandava proprio niente. Viveva, semmai, sulla propria pelle.
Pier Paolo Pasolini Salò o le 120 giornate di Sodoma
Voto:
pasolini se ne non fosse stato ucciso dallo stato italiano aveva già iniziato a buttare giù il secondo capitolo di questa trilogia della morte, "porno teo kolossal" si sarebbe dovuto chiamare, non posso fare a meno di pensare che roba scioccante sarebbe venuta fuori, leggendo il copione primordiale penso che sarebbe stato ancora un passo in avanti verso lo shock e l'orrore, ancora non avevamo visto nulla, peccato che l'abbiano ucciso. Avevamo in Italia un davvero capace di osare e come al solito è stato tolto di mezzo
Fernando Di Leo Milano Calibro 9
Voto:
non salvi nemmeno napoli violenta happy? trama scontatissima certo, dato che Merli è il super eroe, ma senza questi titoli tarantino se ne stava a casa sua probabilmente e pure squattrinato chissà quante volte avrà rivisto MILANO ODIA: LA POLIZIA NON PUO' SPARARE
Stanley Kubrick Full Metal Jacket
Voto:
dicotomia ordine/ caos, primo tempo che mette in scena l'ordine, (quasi un desiderio inconscio di auto distruzione, si veda l'istruttore dei marines che continua a dare ordini apalla di lardo nonostante palla gli punti addosso un fucile col colpo in canna), nel secondo tempo il disordine della guerra, kubrick chiaramente dice che l'ordine a cui ambisce l'uomo nel suo folle tentativo di controllare ogni cosa porterà inevitabilmente al fallimento di ogni proggetto, Kubrick ci ha abituati alle dicotomie nei suoi film tra primo e secondo tempo, arancia meccanica stessa cosa, Un altro importante messaggio della seconda parte del film: il modo di fare giornalismo, tendenzioso dei giornalisti alla base, che tanto peso avrà sull'opinione pubblica, l'importante è quello che il messaggero della notizia vuole far intendere, non importa se la notizia che si da sia vera o falsa...non l'ultimo grande film di guerra uscito ( c'è stata la sottile linea rossa di malick) ma sicuramente tra i primi 5 del genere
Fernando Di Leo Milano Calibro 9
Voto:
secondo me con la trilogia della mafia: milano calibro nove - la mala ordina (la migliore interpretazione di Adorf) - il boss (secondo me il migliore del regista), Di Leo è agli stessi livelli del Don Siegel di dirty harry , non esagero. Rece tributo come è giusto che sia PS: sbaglio o Lenzi ti sta sul culo??
Marco Ferreri La grande abbuffata/La grande bouffe
Voto:
beh in effetti la frase "se non mangi non puoi morire" fa luce sui veri intenti di questo rituale mortifero mascherato da crapula di bagordi