holdencaulfield

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DeEtà™ : 8002 giorni • Qui dal 12 luglio 2004
Afterhours Live @ Ostuni 15/07/2005
Voto:
Il fatto è che i musicisti prima di essere musicisti sono persone, e sono convinto che Agnelli sia una persona molto poco socievole, aldilà che sia montato o meno. Alla fine se tu sei un musicista il tuo dovere è suonare bene, non fingere di essere contento di parlare e sorridere a sconosciuti. Questo lui l'ha sempre detto e, a suo modo, è una cosa che rispetto. Non è necessario azzerare sempre lo spazio tra palco e terra.
Cesare Cremonini Maggese
Voto:
Sìsìsì, logic probe. Ma è proprio perchè vedo fermento in giro che mi rode il cazzo che stiamo qua in 10 a rallegrarcene. Io sono stato al Tagofest, il "primo festival indipendente di etichette indipendenti". Sai quanti eravamo? Un centinaio...
Cesare Cremonini Maggese
Voto:
Uff, alla fine mi toccherà sentirlo sto maledetto cd..
Cesare Cremonini Maggese
Voto:
Credo che dire che esiste una distinzione tra arte e musica di intrattenimento è una bella pacca sulle spalle a noi tutti. In pratica è come dire: "a) ci stanno due gruppi e non possiamo fare nulla perchè le cose cambino (consolazione del non-agire) b) per fortuna che noi siamo nel gruppo giusto! Wow, noi sì che siamo fighi!". La distinzione arteperpochi-artigianatoperglialtri è una roba tutta novecentesca e/o medievale. Chi lo andava a vedere Shakespeare, a suo tempo? So che son passati secoli, ma è solo per dimostrare che questa netta divisione non è per forza endemica al concetto di arte. Poi lo ripeto, anche se solo 40 anni fa le cose erano messe molto meglio. Mi vengono in mente Hendrix, Dylan, Joplin e mille altri... Il fatto, probabilmente, è che stiamo passando una generazione di "avanguardie" come negli anni 20 e, come si sa, le avanguardie per definizione si allontano il più possibile dal "popolino" per approdare nelle lande gaudenti dell'Arte per l'Arte. Spero venga presto un qualche Sartre con la chitarra a mandarli tutti affanculo (o meglio ancora, a riportarli sulla terra)
Cesare Cremonini Maggese
Voto:
Secondariamente, piccola parentesi sulla minore o maggiore "commerciabilità" o "radiofonicità": è un cane che si morde la coda. Chi è che decide cos'è radiofonico? Prendendo l'esempio dei Baustelle, "Arriva lo yè-yè" è forse meno orecchiabile di Meneguzzi o Antonacci? "Se Mi Scrivi" dei Perturbazione è forse meno estiva di Paola & Chiara? Sono le radio e le tv a decidere COSA è radiofonico e quindi meritevole di essere trasmesso perchè piacerà agli ascoltatori (e questa, decisamente, è una tautologia bella e buona). Se Radio 105 prendesse le palle e trasmettesse a ruota la Tosca, vedreste in tempo zero le discoteche pomparla remixata. Idem se la Coca Cola scegliesse per uno spot un pezzo degli A short apnea. La radiofonicità/commerciabilità è un concetto labilissimo: è direttamente proporzionale alle volte che ascolti un brano.
L'unico modo per cambiare il sistema (o meglio i DUE sistemi, "commerciale" da una parte e "indie" dall'altra) è fare un atto di fusione: gli Afterhours che suonano all'Mtv day non possono che essere una benedizione, i Planet Funk che spopolano in discoteca pure. Eppure siamo noi i primi a puntare il dito sui "venduti". Ci siamo forse scordati della crocifissione in pubblica piazza di Godano post-La canzone che scrivo per te? Manco la fa più dal vivo, ormai...
Mi scuso per la lunghezza, spero di essermi spiegato (lo dubito)..
Cesare Cremonini Maggese
Voto:
No, ma proprio proprio, non sono d'accordo. De Andrè lo ascoltavano tutti. De gregori pure. Guccini anche. Era musica leggera, popolare. Non diversa da questa. Non c'entrano i mecenati, c'entra che la società occidentale (non solo italiana) si sta impigrendo. I tempi vitali stringono e non c'è più molta voglia di spremere le meningi. Mi viene in mente quella baggianata che sento in bocca a tutti: la musica è la colonna sonora della nostra vita. Come dire: è puro tappeto sonoro, su cui avvengono le cose principali che sono comunque ALTRE. Noialtri nel frattempo cospargiamoci nel frattempo il capo di cenere in quanto membri di un'elitè che sempre più ci tiene a rimanere tale, dicendo cose tipo (scusami se ti cito) "l'arte vera, la sperimentazione, la poesia sono per definizione riservate ad un pubblico di nicchia". L'arte è comunicazione anzitutto, e se non comunica alla gente qualche problema c'è.
Cesare Cremonini Maggese
Voto:
Haha.. Non seguo il forum, sorry. In realtà non seguo neanche troppo il sito, e mi spiace. E' che non ho troppissimo tempo... Quando posso scrivo, comunque.
Cesare Cremonini Maggese
Voto:
Totisque, certo: scelte a livello artistico (tipo quel crogiolo di lingue che è Armstrong degli Scisma, o i Radiodervish, o altro) sono sensate. L'importante è che dietro ci sia una scelta consapevole e meditata. Non che si canta in inglese perchè "in italiano non mi torna". O peggio "perchè l'inglese è più bello". O peggio ancora "perchè l'italiano non funziona col rock" (si guardino i Marlene Kuntz..). Lascio stare quelli che "ma l'italiano non è esportabile all'estero" perchè non meritano considerazione.
Ripeto: se ha una funzione "artistica" è giustissimo sperimentare con le lingue, se ci si rifugia semplicemente in altre lingue per un disagio con la propria (e magari per mascherare testi non memorabili) non mi sembra corretto.
Cesare Cremonini Maggese
Voto:
Non capisco la storia dell'"altra lingua". Credo sia molto idiota scrivere in lingue che non siano la propria. Denota esterofilia d'accatto e/o poca convinzione in quello che si può esprimere con le parole. Se Cesare Cremonini ha qualcosa da dare alla musica (anche se ancora ne dubito) la può dare cantando in italiano. Notavo proprio l'altro giorno con rabbia come un'altissima percentuale di gruppi indie italiani (anche i migliori) si ritrovano impantanati nell'inglese. Credo sia un po' il simbolo di una non completa emancipazione dai propri modelli, di scarsa fiducia in una musica che sia dignitosamente italiana senza essere "canzonetta". Spero che le cose cambino.
ps: è curioso notare come ci sia sempre la sindrome del "ma guarda un po'!". Non appena qualcuno che fa un sacco di soldi se ne esce con musica che proprio idiota non è si rimane shockati al punto di esagerare: i bravi artigiani diventano d'un colpo artisti. E pensare, come dice Logic Probe, che ci sono uno, cento, mille Chimenti dimenticati.
Guns'n'Roses Appetite for Destruction
Voto:
I guns'n'roses sono un branco di tamarri.