Electronic
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Il termine 'supergruppo', utilizzato per definire band composte da pischelli provenienti da diverse realtà musicali, è curioso. Perché, di grazia, un gruppo composto da membri di band già esistenti dev'essere per forza 'super' ? Tant'è. Gli Electronic forse 'super' non sono stati, ma di certo il progetto ha avuto fondamenta solide ed riscontri importanti.

Accadde che nel 1984 Bernard Sumner dei New Order e Johnny Marr degli Smiths si conobbero. Abbozzarono. Per la serie: sì, ok, dai, abbiamo le nostre band, mancherebbe altro, però se ci si stanca rispettivamente di Peter Hook e Morrisey, per dire, ci si trova e si fa qualcosa tra di noi, tra una chitarra ed un synth. Niente di che: un pò di jam tra amici.

Detto, fatto. Passò qualche tempo, poi i due nuovi amici si reincontrarono, questa volta non più per caso ma per gettare le fondamenta del loro lavoro di debutto, "Electronic" (1991). Per muovere il primo passo chiesero ed ottennero il supporto di Neil Tennant dei Pet Shop Boys. Il risultato fu il singolo "Getting Away With It", una manciata di minuti di delizioso pop, un ibrido tra gli ultimi Feetwood Mac e Kylie Minogue, brano al quale Neil prestava anche l'inconfondibile voce. Era il 1989. L'esperimento piacque, critica e vendite diedero esito positivo.

L'iniezione di fiducia spinse il duo a prendere coraggio, ergo a sperimentare senza rinunciare alla vena creativa, vincendo la riluttanza a posare gli strumenti tradizionali in favore dei synth. L'ispirazione primaria arrivò dai Technotronic, che nel 1990 avevano spopolato con "Pump Up The Jam" e l'autoreferenziale "This Beat Is Technotronic". Chiaramente l'impronta melodica e la struttura facevano capo al vissuto del duo che, synth per synth, non arrivava dalle discoteche ma da esibizioni live di prim'ordine e duro lavoro di armonizzazione in studio. Ne consegue un album che rende omaggio al titolo e all'epitaffio del gruppo, un progetto dance che però non è da ballare. Suona strano, vero ? "Electronic" è un disco da metabolizzare ed ascoltare seduti in poltrona, con le cuffie, a luci soffuse. Perché etichettarlo come progetto dance sarebbe superficiale. "Electronic" va più a fondo.

Il brano che apre il disco, "Idiot Country", è un ibrido di quello che troveremo nelle successive tracce. Indi per cui: basi dance, chitarre, ritmo, liriche sottili d'impatto immediato che vanno a segno ("It's an open act of defiance, and it's aimed direct with you. We could form some kind of alliance, we could do what we wanted to do"). Di qualità l'unz-unz di "Reality", laddove Sumner si diverte a fare lo smorfioso ("I don't need you anymore; I'm not the man you looking for"). Ed è proprio laddove i nostri due si adombrano che l'album tocca le vette più alte. "Gangster" ("I don't need a doctor telling me I'm full of juice"), "Try All You Want" ("If you want to go, I just can say no...") e "Some Distant Memory", qui magnifica l'invocazione di un disperato Sumner ("It's so easy, why are you leaving ? Is it just because I've grown afraid of you....?") coronate dal maestoso intermezzo strumentale "Soviet", convincono e soddisfano di più rispetto ai brani più orecchiabili e sciolti proposti come singoli, la già citata "Getting Away With It", "Tighten Up", "Get The Message" e "Feel Every Beat", che proprio in quanto singoli scelgono un sentiero più sicuro proponendo un sound più fresco, d'impatto e semi-acustico. "The Patience Of A Saint", che vede ancora Tennat (supportato in questa occasione dal socio Lowe alle tastiere) ai testi e alla voce, rallenta il ritmo e, parere di chi vi scrive, non esalta il prodotto finito. Molto meglio la non-album-track proposta come singolo l'anno seguente, "Disappointed", ancora con Tennat alla voce, che si distacca leggermente dal progetto per i motivi radiofonici di cui sopra.

Tra le b-sides, notevole "Free Will" presente nel singolo "Get The Message", brano intriso di break-dance con assolo atipico (data la struttura del brano) di Marr nel finale.

E insomma: che il gruppo sia super o meno, di certo è ben assortito. Sumner e Marr non rinunciano a ricamare pur restando nel sentiero, lasciando un'impronta nitida e riconducibile al loro passato pur strizzando l'occhio alla modernità e, forse per la prima volta, anche alla mondanità.

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Commenti (Dieci)

Battlegods
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Un progetto simpatico ma nello stesso tempo interessante. Forse "Getting away with it" può avere una freschezza maggiore rispetto ad alcuni passi dei New Order post "True Faith". Tutto sommato non mi sento di dare più di 3 al disco. Caruccia anche "Disappointed" (stesso discorso di "Getting.." per alcune produzioni dei Pet).
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CosmicJocker
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Disco a mio modo di vedere altamente soprassedibile..
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Battlegods: Calcolando anche che le 3 band in questioni nella fine degli anni Ottanta avevano perso il brio degli esordi..
CosmicJocker: Giustissimo..
amarolukano
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"Get the message" e ""Getting Away with It" sono piccole perle 90's, per il resto rimane un progetto da 3 stelline, sentito di meglio da parte loro.
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MikiNigagi
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Gruppo abbastanza osceno imho
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Abraham: Perché ? Non ti piace l'album o il genere in sé...?
Harlan
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Il genere non fa proprio per me, ma le tue recensioni mi piacciono sempre di più.
BËL (01)
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Abraham: Grazie :)
luludia
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All' epoca non mi dispiacevano...
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IlConte
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Bello scritto nobile! Il titolo per me e' già drammatico ahahah @[Pinhead] (5)
BËL (02)
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Almotasim
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In perfetto stile Abrahamitico, bell'articolo. Disco interessante.
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lector
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Ma questo non è poppaccio di plastica dei '90! Mi devo preoccupare?
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Abraham: Devo rifarmi un'immagine :)
ColCorpoCapisco
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Comprai il cd sulla fiducia. L'intrico Smiths, New Order, Pet shop boys mi faceva molto gola e alla fine non è andata poi così male, anche se lontano dalle aspettative. Ammetto che le canzoni che mi piacciono di più sono quelle cantate dal tizio dei PSB, "Disappointed" in primis. Quello che mi chiedo sempre è: ma quanto lavoro di post-produzione devono fa' pe' rende' decente la voce di Bernard? Io lo adoro come adoro i New Order, sia chiaro, ma quando li ho visti dal vivo ero allucinata e basita dalla sua incapacità canora x'D Però lui non se la tira anzi, e questo lo rende anche simpatico.
BËL (01)
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Abraham: Sì, Bernard ha una voce gentile di un timido insicuro. Che comporta, come sottolinei giustamente tu, un accurato lavoro in fase di post-produzione. Ma quando spicca, è una gioia: hai sentito "Tuttifrutti" dall'ultimo album...?
ColCorpoCapisco: Bernardino mi piace tanto ma no, lui è stonato e basta :D Non scordiamoci che il "cantante" era Ian, Bernard si è trovato a rimpiazzarlo dopo la sua dipartita. "Tutti frutti" al primo ascolto mi ha scandalizzato, poi credo di essere rimasta talmente tanto scioccata dal vedere Tognazzi nel video che mi è piaciuta parecchio.

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