Copertina di Firebird Firebird
humax4

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Per appassionati di hard rock vintage, fan di supergruppi, ascoltatori di musica rock e metal, cultori di sonorità anni ’70
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LA RECENSIONE

Il bello di questo sito sta proprio nella possibilità che lo stesso dà a tutti noi di diffondere le proprie conoscenze musicali e di condividerle con la comunità.
In questa sede mi trovo a recensire, per volontà di scelta, un disco di questo straordinario progetto chiamato Firebird, che comprende niente meno che Bill Steer alla chitarra/voce, Leo Smee al basso/organo e Ludwig Witt alla batteria; i più attenti si saranno già accorti che in questo caso ci troviamo di fronte ad un super-gruppo. Il primo infatti è stato chitarrista della più grande death-metal band di sempre: i Carcass; il secondo bassista della più grande doom-metal band più recente: i Cathedral; ed il terzo batterista degli Spiritual Beggars, band che alle spalle si è lasciata un paio di album di stoner rock favolosi.
Quello che i tre ci propongono però non è metal, bensì un hard-rock stile 70's che farebbe invidia a gruppi molto famosi dell'epoca.
Steer sorprende con la sua voce, che ben si adatta all'atmosfera molto a zampa di elefante, ma soprattutto con i suoi riff taglienti che testimoniano la sua duttilità anche quando alle prese con un genere non certo familiare. La sezione ritmica è il forte di questo album, sembra in effetti di essere catapultati nel bel mezzo degli anni 70, in una jam-session tra amici che si ritrovano a strimpellare della buona musica hard-rock. L'organo di sottofondo si nota a tratti, come nel brano di apertura "Meantime", dove il riff di Steer la fa da padrone.
Altri episodi interessanti sono "Bollard", brano più lento ma altrettanto accattivante, e la cover dei Traffic "Stranger to Himself": non male davvero.
Un agglomerato di suoni heavy-rock per palati fini, dove basso corposo, chitarra secca e batteria sporca si incrociano alla perfezione.

A qualcuno non piacerà vedere dei mostri sacri del metal più estremo alle prese con della musica più seria e piacevole per le orecchie, ma questi sono i veri talenti in circolazione, quelli che non si fossilizzano in un genere solo, ma hanno il coraggio di mettersi in discussione, spesso raggiungendo risultati eccellenti.
Bravi Steer e Co., tanto di cappello.

Consigliabile per gli amanti del suono "vecchio", sporco dove la birra scorre a fiumi, ma anche per i novelli stoned-ascoltatori.
Eclettici.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra il debutto del supergruppo Firebird, composto da musicisti di fama metal come Bill Steer, Leo Smee e Ludwig Witt, che abbracciano un sound hard rock anni ’70 di grande gusto e autenticità. L’album si distingue per riff taglienti, una solida sezione ritmica e un’atmosfera vintage che conquista. L’autore apprezza il coraggio di questi artisti nel superare i propri generi originari, consigliando l’ascolto agli amanti della musica sporca e genuina.

Tracce video

01   Meantime (02:39)

02   Torn Down (03:39)

03   Stranger to Himself (05:29)

04   Bollard (04:32)

05   One Trick Pony (03:31)

06   Raise a Smile (03:33)

07   Hardened Sole (05:24)

08   Fat Cat Groan (03:47)

09   Caught in the Quagmire (04:35)

10   Through the Fields (06:46)

11   Robin's Riff (04:44)

12   World of Tears (05:53)

Firebird

Firebird è il power trio blues/hard rock britannico fondato da Bill Steer (ex Napalm Death, Carcass). Prima formazione con Leo Smee (Cathedral) e Ludwig Witt (Spiritual Beggars). Tra il 2000 e il 2010 pubblicano una serie di album di taglio classico 60/70s, con voce pulita, riff essenziali, armonica e organo.
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Di  Antmo

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 Come le mezze stagioni, non ci sono più capolavori ma solo buona musica che vale la pena ascoltare.