Nel 1974 un gruppo di splendidi musicista italiani (Vince Tempera, Alberto Radius, Ol Ov, Mario Lavezzi, Gianni Dall'Aglio e Gabriele Lorenzi) creano un progetto a corta durata chiamato Il Volo: Il Volo ha fatto appunto solo due album, il primo che sto appunto recensendo è uno splendido convivio di Prog e pop italiano di un gusto irripetibile. I testi di Mogol sono un altro punto incredibile dell'album.

Il disco si apre con il più bel pezzo del disco, brano che si chiede giustappunto perchè l'uomo esiste. "Come una zanzara" ha uno splendido lavoro di organo ed una base ritmica perfetta, la chitarra ampiamente filtrata fa da apertura ad un giro di basso assolutista, tutto gira infatti intorno a lui, i vari strumenti creano questo irripetibile momento nella musica italiana, il coro in falsetto del ritornello è semplicemente splendido basta sentire cosa vi fa il pianoforte sempre più jazzato, l'assolo di chitarra è qualcosa che va sopra il virtuosismo, sopra tutto è semplicemente splendido. "La Mia Rivoluzione" attacca con una voce più bassa della precedente ed una chitarra acustica che fanno da intro alle splendide strofe in cui il basso pulsante e i controtempi della batteria contrapposti al lieve e melodico cantato creano una strana atmosfera miscelata tutta insieme dal Moog... l'assolo di chitarra è una cosa splendida, la melodia della voce ripresa qui dalla chitarra rende molto più del cantato stesso. Si prosegue con "Il Calore Umano", il mandolino miscelato alle varie chitarre è la base di un coro strepitoso, la batteria esegue ritmi quasi tribali, il basso metallico come mai introduce un calmissimo intermezzo di chitarra quasi pulita, si sentono echi spagnoli fino al punto in cui prende il sopravvento il cantato sempre in falsetto ma mai stuccoso. Di importanza assoluta in questo pezzo sono i continui cambi di tempo in cui proprio la chitarra emerge sugli altri. "Il Canto Della Preistoria" è l'ultimo pezzo della prima facciata ed è una lenta melodia eseguita da una bella chitarra acustica ed un synth di contorno veramente adatto, il pezzo prende forma nel ritornello in cui fanno il loro ingresso gli strumenti elettrici e la batteria. La fine con assolo di un terrificante synth è veramente azzeccato, il synth in questione ha un suono spaziale cavernicolo, qualcosa di mai sentito prima.

La seconda facciata inizia con "I Primi Respiri" è uno dei pezzi che amo di meno infatti è il più commerciale insieme a "La Sinfonia Delle Scarpe Da Tennis". "La Canzone Del Nostro Tempo" è invece un pezzo splendido, ampie improvvisazioni ed un cantato molto sentito. "Sonno" è il seguito del pezzo precedente ed è veramente bello il solo di chitarra , il coro un pò meno.

Album veramente splendido in dei punti e quasi orribile in altri come "La Sinfonia Delle Scarpe Da Tennis" resta comunque un ottimo album. Il secondo album di questo gruppo è più prog e meno pop, ampi spazi all'improvvisazione per altri momenti magici... forse meno magico di questo però, il disco infatti ha una certo fascino nonostante alcune schifezze che ci sono dentro.

P.S. si vede che la seconda facciata mi piace di meno?

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