Survival Blog. Cronache da un altro mondo: 4 gennaio 2016

(Avviso ai naviganti: prima di iniziare a leggere questa pagina di diario, è bene andare a guardare qui, dove è spiegato ciò di cui si tratta)

04 gennaio 2016
“Dobbiamo andare a fare un po’ di spesa”.
Ho scoperto che Carlo è uno che prende l’iniziativa. Stamattina ha aperto gli sportelli della cucina e ha fatto la lista della roba che manca: essenzialmente biscotti, nutella, merendine.
L’ho sistemato nel letto a castello della camera degli ospiti e lui ha subito preso possesso del suo spazio: ha spostato la sedia vicino al letto e ci ha messo sopra la lampada (ancora la corrente va’ anche se a singhiozzo, te l’avevo detto), ha razziato tutto il leggibile per bambini che ha trovato in casa e se l’è portato nel suo nuovo regno.
Probabilmente il vivere da solo per tanto tempo, quanto, poi? lo ha reso autonomo e decisionista. Ancora non ho capito come ha preso tutta questa situazione, perché sembra essere sempre vissuto così. Forse i bambini si adattano facilmente, o rimuovono velocemente le situazioni negative. Sarà che per loro è sempre tutto un gioco e ogni volta si gira pagina e vai, sarà che sta solo dandosi coraggio (la mamma gli ha detto che deve essere forte e non deve piangere) e prima o poi crollerà, non lo so. Non ho mai avuto figli, quindi non conosco le loro reazioni e ho paura di dover affrontare il momento in cui comincerà a chiedere dei genitori, a piangere perché ha paura. Ma sono cose di cui mio occuperò quando si presenteranno.
Mi chiedo se l’umanità sarà tanto fortunata da poter un giorno avere studi psicologici sulla reazione dei bambini a quello che è successo.
Ora c’è da ‘fare la spesa’.
“Guarda che dobbiamo uscire per andare al negozio, e fuori potremmo incontrare quegli uomini cattivi” gli dico per vedere se è convinto di uscire anche lui con me.
“Ma tu non hai paura di loro, l’altro giorno ne hai picchiato uno e l’hai fatto stare buono.”
Forse i mutanti delle sue storie a fumetti hanno sempre una soluzione per tutto e basta una parola magica per risolvere la cosa.
Anche in questo io non sono buono. Io sono cresciuto con Topolino. Mio padre non mi faceva leggere altro. Ricordo ancora oggi con vergogna (chissà poi perché dovrei provare imbarazzo, in fondo non avevo fatto nulla di male) quella volta in cui rientrato a casa con un Tex invece che col solito Topolino, lui mi fece tornare in edicola a dire che mi ero sbagliato e volevo Mickey Mouse. E Topolino combatteva dei cattivi che in fondo non erano cattivi, che se perdevano piangevano e, soprattutto, non morivano. Non moriva mai nessuno in quelle strisce. Io da piccolo non ho mai ucciso nessuno, nemmeno nella fantasia.
Carlo mi guarda, aspettando una mia decisione, sono io l’adulto dei due. Alla fine le sue argomentazioni sono più che valide: si deve pur mangiare, che sia nutella o carne in scatola prodotta prima del 2014, come vogliono alcuni sopravvissuti.
Devo preparare un piano d’azione. Non lo voglio lasciare da solo, neanche per qualche ora; come dice il buddismo: se salvi la vita a qualcuno, ne sei responsabile per sempre, e per me è così. E poi in due si può portare più roba, e lui può conoscere posti che io non conosco dove andare a fare la spesa.
Ci sediamo in salotto. Gli chiedo di scrivere su un pezzo di carta quello che c’è da prendere, per farlo sentire importante; io aggiungo qualche altra cosa. Alla fine la lista comprende una quindicina di cose equamente ripartite tra desideri miei e suoi.
“Dove potremmo andare? Che posti conosci?” gli chiedo.
“Il market vicino a dove ci siamo incontrati è vuoto, quindi mettiamoci una croce sopra” e fa un gesto eloquente con tutte e due le mani. “La mamma va spesso in quell’altro in fondo a corso Prestinari, quello nella piazza di fronte il benzinaio.”
La sua mamma va spesso. Certo, perché lui aspetta sempre che in qualsiasi momento lei bussi alla nostra porta e se lo riporti a casa.
“Ok, vada per quello. Però ci dobbiamo organizzare bene, per non fare brutti incontri. Dobbiamo tenere gli occhi aperti e camminare al centro della strada, lontano dai negozi, perché ci potrebbe essere qualcuno cattivo lì dentro”.
“Va bene” mi risponde col tono di chi ha capito ed è pronto all’azione. Poi aggiunge un po’ più sottovoce “Possiamo passare dall’edicola? Voglio vedere se c’è l’ultimo numero di Dranwall. È tanto che non arriva e magari questa settimana l’hanno portato”
È fiducioso, Carlo. Magari Dranwall, chiunque o qualsiasi cosa esso sia, è riuscito in una delle sue imprese e ha fatto arrivare in edicola la sua ultima avventura.
Non sono ancora pronto per spiegargli che niente di quello che ora non c’è potrà tornare, almeno a breve; neanche i suoi genitori.
Gli rispondo che va bene, passeremo anche dall’edicola. Questa cosa sembra ridargli ottimismo, questa concessione di andare in edicola. Forse se Dranwall c’è, le cose potranno ricominciare ad andare come sono sempre andate. Sarà il pioniere di un mondo che riprende a girare per il verso giusto. Questo nella sua mente di bambino di dieci anni.
E anche nella mia anima di adulto di cinquanta: Dranwall è la speranza, il segnale della riscossa, forse della rivincita di un mondo normale su uno anormale, o forse inconsueto o irregolare. Perché non è indifferente quale termine usare per descrivere quello che ci circonda; le parole sono importanti diceva quel personaggio di qualche anno fa. Il mondo nuovo, definitivo se non ci saranno cambiamenti, sarà forse l’ultimo possibile per la nostra specie umana, per come l’intendiamo noi adesso. Perché se l’uomo nuovo sarà quello che esprime la propria superiorità uccidendo e mangiando chi considera inferiore; se il mondo nuovo avrà parametri più aggressivi per misurare il valore degli uomini e delle cose; se questa nuova umanità è solo un passaggio naturale perché, come diceva Ariano l'evoluzione di una specie non avviene gradualmente, ma grazie a creature difformi che però si adattano meglio delle altre all'evoluzione dell'ambiente circostante; allora gli anormali siamo noi: io, Carlo, Dranwall. Loro sono solo inconsueti, sono l’alterazione della realtà, di questa realtà; e alla fine, quando diventeranno la maggioranza perché ci avranno mangiati quasi tutti, saranno loro la realtà.
Carlo si sta già preparando per uscire; andiamo a “fare la spesa”. Ma prima passiamo dall’edicola; magari è uscito l’ultimo numero di Dranwall.

ThorsProvoni , Il 24 gennaio 2018 — DeRango: -8,43

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I commenti che questo editoriale ha voluto ricevere

algol
hai rotto il cazzo
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Pinhead
In effetti ...
Anche perché mi sa che non si tratta di materiale "originale" ma copiato-e-incollato da un altro sito.
A prescindere, perché non hai pubblicato tutte le puntate in un solo "editoriale"?
BËL (00)
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Pinhead: Niente di personale, ma secondo me, con questa serie stai usando male lo spazio degli editoriali.
ThorsProvoni: In effetti è un copia-incolla, come è ampiamente spiegato nel primo editoriale della serie. Basta semoplicemente andare a vedere il link relativo lì citato... Ripeto che è un book blog pubblicato a puntate su un mio blog di qualche anno fa. Potevo pubblicarlo anche per intero ma, come penso sia comprensibile, ne sarebbe venuto fuori una roba infinita essendo l'originale un racconto lungo di 66 pagine.
ThorsProvoni: Certamente, niente di personale. Sin dall'inizio, quando ho deciso di scrivere editoriali, sono andato a leggere altri editoriali 'a random', per sapere cosa si intendeva per 'editoriale' sul DB. E ho visto che c'era di tutto: dal 'sondaggio' all ca**eggio fantasioso, dal raccontino alla cronaca al diario. Così ho iniziato anch'io. Perciò posso capire che le cose che scrivo non piacciano (ognuno ha i suoi gusti, ma ho ricevuto anche messaggi privati di persone a cui queste cose piacciono) e accetto che mi si faccia una critica, anche se preferirei con linguaggio civile ed educato. Sul contenuto, invece, bisognerebbe andare a prendersela con tutti quelli che hanno scritto racconti o cronichette diaristiche. Quando quelli 'di lassù' diranno espressamente che questi contenuti non vanno bene per un 'editoriale' e specificheranno cosa si intende per editoriale qui su DB, mi adeguerò. Grazie!
Pinhead: Sulla libertà di contenuti degli editoriali, penso che tu abbia perfettamente ragione; per me, la cosa che non si concilia con DeBaser è il fatto che quegli stessi contenuti non siano originali, tutto qui. Ciao!
ThorsProvoni: Su questo hai ragione. Ho pubblicato già altrove (sul mio vecchio blog) questa storia, oltre ad essere stata pubblicata poi anche nell'ebook che ha raccolto tutte le altre storie. Anche su questo aspetto ci dovrebbe essere un 'pronunciamento' che chiarisca la questione. Ciao!
mrbluesky
finora abbiamo appurato che ad Algol non piace
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ThorsProvoni: ne ho preso atto sin dal primo commento...
Stanlio
facevi prima a linkare dove andarseli a leggere che copiaincollare una cosa lunga 66 pagine già immessa nel web, anche a me non pare questo lo spazio adatto a pubblicare cose così, poi fai come puttanamad... ehm, puttanamaiala preferisci ma non te la prendere se qualcuno che non apprezza, dopo 3 o 4 volte che vede sta seg... ehm, saga t'insulta
BËL (00)
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ThorsProvoni: Come ho spiegato nel primo editoriale, basta andare a fare click col ditino sul link che ho messo lì e si può leggere tutto il racconto. E così potremmo vivere tutti felici e contenti... Quanto all'apprezzare o meno, non me la prendo assolutamente, il mondo va avanti lo stesso sia che quello che scrivo piacie sia che faccia vomitare. Personalmente, comunque, non vado a leggermi cose che vengono pubblicate se so che non mi piacciono; non perdo tempo io e non lo faccio perdere agli altri. Poi, come dici tu, ognuno fa quello che vuole; dico solo che ci sono modi civili e modi incivili di dire le cose. A me piacciono quelli civili, come hanno fatto altri in pubblico e in privato.
sfascia carrozze: Mi perdoni ConFratello DeThorsProvoloni: ma esattamente come fa(rebbe) à sapere che non le piacciono le cose non le piacciono se
"non vado a leggermi cose che vengono pubblicate se so che non mi piacciono".
C'illumini La prego.
Stanlio: colla sphera di cristallo dear sc e con cosa sennò?

@[ThorsProvoni] alle volte certi modi incivili son mejo ma molto mejo de quelli civili!
ThorsProvoni: @[sfascia carrozze] perché se ci sono più puntate di un racconto, nella fattispecie questo, e vedi già dalla prima che ti provoca conati di vomito, non ti vai a leggere anche le altre...
ThorsProvoni: @[sfascia carrozze] per quanto riguarda invece le 'cose' non in sequenza (singoli editoriali o recensioni) non vado a leggermi quelle scritte da chi non ritengo possa portarmi diletto e giovamento; cioè se uno non mi piace e anzi mi da l'orticaria come succede Stanlio leggendomi, non mi vado ad infliggermi una punizione insistendo nel leggere...
Stanlio: a me piace leggere di tutto e se insisto a leggere ciò che scrivi è solo per vedere se riesci a scrivere anche qualcosa che non mi faccia venir l'orticaria...
ThorsProvoni: @[Stanlio] contento tu...
Stanlio: @[ThorsProvoni] scontenti gli altri...

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