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La lista d'ascolto



imasoulman
imasoulman |    Capish CapishApproved
#perleoscure
Pianosaurus - Groovy Neighborhood
Pianosaurus Ready to Rock - Psychotic Reaction 1987
The Letter - Pianosaurus
#dimenticatidadioedagliuomini

a proposito di Capish da podio olimpico.
Fare del rock'n'roll a misura di asilo, suonando nell'ordine: la chitarrina di carnevale, l'organetto Bontempi senza galvaniche e infine la batteria dei Muppets, come lo vogliamo considerare?
E' cio che fecero (pregasi guardare le facce) questi tre nerds ante litteram del New Jersey,
prodotti nientemeno da quell'altro nerds da competizione a nome Peter Holsapple (e se non sapete chi è, peggio per voi...c'è sempre tempo per rifarsi una vita degna di essere vissuta, ma bisogna sbrigarsi però).
PS: e che gusti, c'avevano pure costoro: quando si sceglie di coverizzare un classicone come 'The Letter' (l'Alex Chilton prepuberale dei Box Tops), da simpatici si diviene di colpo amici fraterni...


123asterisco
123asterisco |    Capish
Ben sintonizzati su #radiocapish

Senza promettervi alcuna costanza, vi propongo una piccola rubrichetta estiva: colonne sonore jazz di film noir. Quest'oggi, iniziamo con un classico intramontabile.
Per informazioni vi indirizzo a questa bella paginetta: Ascenseur Pour L'échafaud - Miles Davis - recensione

Buon ascolto!

Miles Davis - Ascenseur pour l'échafaud - Lift to the Gallows (Full Album)


imasoulman
imasoulman |    Capish CapishApproved
#perleoscure
Universal Congress Of - Prosperous and Qualified
universal congress of - spreadin' the malice
universal congress of - hightime
#dimenticatidadioedagliuomini

Esiste qualcosa di più 'Capish' del punk-jazz?
In principio erano i Saccharine Trust, Joe Baiza ne era il leader.
Joe Baiza è uno di quelli che fanno trooooppo 'Capish', genietto deviato della chitarra elettrica cresciuto però a pane e free-jazz, quello che ci devi avere proprio le orecchie ben allenate per fartelo piacere. Nel giro sud-californiano, di quello che a inizio Ottanta faceva musiche non troppo convenzionali ('dammi tre parole...ESSE-ESSE-TI...') era venerato per quel che era e mostrava, un riverito mammasantissima quasi trentenne, tanto che giovani promesse come Gregg Ginn, Chuck Dukowski, Mike Watt e D. Boon lo volevano nei propri dischi.
Allo stesso tempo, i Saccharine Trust, di quel catalogo fantastico erano probabilmente i più alieni, un post-punk che parte per ogni tangente e davvero devi essere un 'Dark Magus' per non perdere la strada che dalle stelle ti riporta a casa.
Beh...non avevamo ancora sentito niente! Quando dopo la metà degli Ottanta, Baiza decide di dar
vita agli Universal Congress Of, per rendere ancor più esplicita quella libertà assoluta propria del be-bop, quell'impro mai fine a sè stesso, il mondo si scoperchiò ancora una volta.
Provate questo e l'ancor più minimale-radicale 'This is Mecolodics'.
A quel punto, statene certi, Ornette Coleman vi apparirà dalla copertina suggerendovi 'The Shape of Punk-Jazz to come'...

PS: ve ne metto due, ma bisognerebbe mettere l'integrale


zaireeka
zaireeka |    Capish
Scusate se insisto... a postare questa roba, e per di più in un gruppo cosi popolato di menti sopraffine e ricercatissime dai sopraffini gusti musicali, di cui mi ritengo un esemplare solo momentaneamente fuori standard, ma questo brano che unisce in una sola canzone Umberto Tozzi, Claudio Baglioni e il primo Ivano Fossati lo trovo troppo emozionalmente irresistibile per tenermelo per me.. Tranquillo prof, guarirò presto (penso) Blablabla


lector
lector |    Capish
#perleoscure
The Zulus - he Zulus
#dimenticatidadioedagliuomini
The Zulus: "Kings in the Queen City" (1985)

'Bosstown Sound' strikes again?
Beh, se siamo qui, direi di no, ma questo l'avevate già intuito. Gli Human Sexual Response del chitarrista Rich Gilbert e del vocalista Larry Bangor (un'ugola di matrice-Robert Plant) facevano post-punk e non chiedetemi quanto valido perchè a) non li ho mai sentiti b) mica sono Scaruffi - e meno male. Ma oltre la cortina fumogena densa e oscura, si sentiva che c'era dell'altro. Quando si unì a loro Malcom Travis alla batteria, divennero Zulus e per un tre anni furono una delle tante 'next big thing' di quell'aristocratica località.
Dopo un e.p. di riscaldamento, nel 1988 la Slash volle fare le cose in pompa magna, tanto da chiamare un provvisoriamente disoccupato (diciamo meglio: 'meno' occupato...) Bob Mould.
Risultato? Un disco che tracima energia dal primo all'ultimo solco, di punk che diviene incredibilmente sospensione blues (ah, c'è pure l'armonica...come se John Mayall fosse nato trent'anni dopo), di melodia imprigionata in ritmi martellanti e riffoni melodici figli della temperie indie-rock.
Come se i vostri power-trio's o i vostri eroi dell'hard-rock preferiti avessero messo su la cresta settantasettina.
Risultato? Prossimo allo zero, tant'è che le righe si scioglieranno subito dopo (e Bobone si tirerà dietro Travis, quando dovrà dare la stura al power-pop punk dei suoi Sugar).
Ma ancora non me lo spiego...

Thanx Imasoulman!


lector
lector |    Capish
#perleoscure
Rikki and the Last Days of Heart - '4 Minute Warning'
#dimenticatidadioedagliuomini
Rikki And The Last Days Of Earth - City Of The Damned


@[imasoulman] in cattedra:
Dici '1977' e pensi subito (non qui, là, oltre manica, chè qui nel Bel Paese si ascoltavano i cantautori...ci volevano Renzo Arbore e il suo inviato a Londra Michel Pergolani per rendorci edotti) a dei cazzoni capaci sì di dire one-two-three-four ma incapaci di mettere assieme il quarto accordo consecutivo.
E invece no, se è vero come è vero che il punk fu attitudine distruttiva verso sè stessi prima che verso ciò che circondava, musica compresa, ma che i prodromi stavano tanto negli Stooges quanto nei Roxy Music, nei New York Dolls come nel glam più spinto. Se no mica avremmo avuto Ultravox!, primi Japan, Magazine e Be-Bop Deluxe.
Ecco, Rikki Sylvan è un Adam Ant che non ce l'ha fatta.
Eppure questo disco, se vi dicono qualcosa parole come art e punk unite poi da un trattino, percorso da chitarre sanguinanti, fischi di synth malevoli e cascate di disperazione melò non posticcia, è davvero un capolavoro dimenticato di quella irripetebile stagione, implacabile assalto all'arma bianca di 'rumore futurista'.


zaireeka
zaireeka |    Capish
Ora che il Dente di una volta è stato estratto e sostituito con uno nuovo, più funzionale e più adatto alla masticazione di cibi più digeribili per tutti (leggasi ultimo album), mi piace riascoltare i suoi vecchi pezzi, tipo questo, in cui si chiede alla proprio donna perdono per tutto e il contrario di tutto, giusto per non sbagliare, come ha scritto qualcuno su youtube, riuscire ad essere universali è una dote, la canzone non è perfetta, la voce non è un granché, ma cavoli, fossero tutti in grado di scrivere così.. (e, aggiungo io, fossero tutti in grado di trovare un titolo così “geniale” per una canzone) Chiedo


Caspasian
Caspasian |    Capish
Gli Urinals hanno pisciato sul prato e sono cresciuti 100 Flowers!
100 Flowers - Contributions


lector
lector |    Capish
#perleoscure
#dimenticatidadioedag liuomini
The Cigarettes - Will Damage Your Healt
The Cigarettes - Valium World

Uno dice Inghilterra '77 e tutto diventa, subito, chiaro (anche se, magari era il '78 o il'79.....). Se, poi, sei anche un collezionista impallinato e fissato con certi suoni (tipo quello scappato di casa di @[Pinhead] - dove sei puzzone?) questi The Cigarettes da qualche parte li hai pure già sentiti (i loro due unici 45 gg erano valutati belle cifre al mercato nero del vinile) e qualche altro loro pezzo si ritrova sparso fra varie compilations.
Per fortuna la Detour rec., ha pensato bene di raccogliere tutto il loro materiale e schiaffarlo su questo doppio LP : "Will Damage Your Healt".
Secondo me, questi si mangiano più della metà dei gruppi del tempo (parere mio, eh!), e chiaramente non li conosce quasi nessuno!


zaireeka
zaireeka |    Capish
Sapete, quando mi fisso, sono fatto così.... e poi voi mi incoraggiate... e comunque penso che sarà pure un cantante con un nome dal sapore stupidamente odontoiatrico ma in fondo è un fan di Tom Waits e del Battisti bianco, e comunque si sa (sapeva, allora) scegliere davvero bene i registi per i video delle sue (capish-stralunate-nichiliste) canzoni Dente - Chiuso dall'interno (Videoclip)


123asterisco
123asterisco |    Capish
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Con l'ascolto di oggi, RadioCapish chiude momentaneamente la propria programmazione. Per riascoltare le nostre proposte, andate sulla mia pagina personale: troverete il link a tutti gli ascolti e la lista in ordine cronologico.

Questa mattina ascoltiamo l'Ensemble Ibn Báya (Ibn Baya/Bajja fu un filosofo e musicista arabo andaluso, vissuto nel XII sec.), tenuto insieme dal virtuoso dell'oud Omar Metioui (n. 1962), interpretare brani dei mistici islamici d'Andalusia.
Qui la scaletta: Ibn Báya* - Omar Metioui & Eduardo Paniagua - Música Andalusí: Sufíes De Al-Andalus (2005, Digipak, CD) | Discogs

Buon ascolto!

Ci vediamo a Settembre.

Omar Metioui & Eduardo Paniagua ‎- Sufíes De Al-Andalus FULL


lector
lector |    Capish
#perleoscure
#dimenticatidadioedag liuomini
Electric Banana - Even More Electric Banana
Blow Your Mind - More Electric Banana

Gran cosa quando qualcuno fa il tuo lavoro al posto tuo....
Così la perla oscura di oggi ve la giro da una preziosa segnalazione di @[JonatanCoe] . Ecco le sue parole:
"Dietro questo bizzarro nome electro-esotico si nascondono i Pretty Things che dal 1967 al 1978 hanno prodotto musica con il suddetto pseudonimo. La musica degli Electric Banana è finita in vari film horror e soft-porn della fine degli anni '60, tra i quali "What's Good for the Goose", film del 1969, la quinta serie "The Green Death" (1973) della decima stagione di Doctor Who dove compare il brano "It'll Never Be Me", "Cause I'm a Man" nel film horror di George A. Romero "Dawn of the Dead" (1978)."
Bello eh!?
Cosa si può aggiungere? Che gli Electric Banana hanno inciso tre dischi e che, se stiamo al giudizio di Julian Cope, quello da portarsi a casa è il terzo, questo "Even More Electric Banana". Lo stesso Julian ci tiene a ricordare che questi pezzi vennero fuori mentre i Pretties lavoravano a capolavori com "S.F. Sorrows" e "Parachute" (quando dici la cratività)! E che Phil May se ne è andato il 15 maggio di quest'anno di merda. E, questo, è solo un altro modo per ricordarlo.


Lao Tze
Lao Tze |    Capish
José José - Gavilan O Paloma
gavilan o paloma pablo abraira djrally73

Il 2019 è stato un anno tragico, per la canzone melodica in spagnolo.
Ci hanno infatti lasciato, e a soli venti giorni l'uno dall'altro, Camilo Sesto (onnipresente nei jukebox degli anni '70 e protagonista, fra le altre cose, della versione iberica di Jesus Christ Superstar) e il messicano José José.
Definito 'El Príncipe de la Canción' per antonomasia, José José fu per lunghissimo tratto il maggior interprete mondiale di ballate e boleros. Naturalmente a sfondo sentimentale, naturalmente con quella vena tragica/patetica che tutti i cultori del genere, tutt'ora, gli riconoscono.
'Gavilán o Paloma', composizione dello spagnolo Pérez-Botija, è uno dei suoi successi senza tempo. Attorno alla canzone fu anche girato un film omonimo, nel 1985. Protagonista era lo stesso José José - già vittima dell'alcolismo e di altri guai di salute che, all'alba del nuovo millennio, l'avrebbero reso afono.
In Spagna, però, la versione che tutti gli ultracinquantenni conoscono a memoria non è quella di José José, ma quella di Pablo Abraira. Non altrettanto nota è la canzone da noi, tranne che per una versione italiana di Julio Iglesias dal titolo 'Amico', sull'album 'Sono un pirata sono un signore'.
Il brano racconta di come, al termine di una 'noche de copas', il maschio predatore sia fatalmente tratto nella rete di una donna misteriosa (e sola) che l'ha stregato con lo sguardo. L'avventura è inevitabile.
Senonché, al primo contatto con la maliarda, il maschio percepisce qualcosa di anomalo. Qualcosa di imprevisto si frappone tra lui e l'oggetto del desiderio.
Il calore dell'incontro, all'improvviso, si trasforma in gelo.
Al guardarti da vicino mi sentii tradito. Il tuo aspetto m'aveva ingannato.
E il maschio predatore, convinto di essere lui falco e lei colomba, realizzò che i ruoli si erano invertiti.

Julio non avrebbe mai potuto cantare un testo del genere. Il testo di 'Amico', infatti, non ha nulla a che vedere con l'originale: via gli uccelli, via i falchi e le colombe, rimangono una banalissima situazione a tre, un passaggio dato e un amico cornuto a cui Julio (pentito) si rivolge nell'accorato refrain.

..."per quelo che ti facio, io mi sento uno stracio..."

Ma per una volta, possiamo dirlo, il numero Uno non fu Julio.


123asterisco
123asterisco |    Capish
Buongiorno
e ben sintonizzati su #radiocapish

Come ascolto di oggi vi proponiamo il terzo album in studio di un cantautore italiano ahimé troppo poco conosciuto: Flavio Giurato. "Marco Polo" (1984), pubblicato per la CGD, è una sorta di "Bildungroman" in piccolo del grande mercante veneziano. Ebbe talmente poco successo all'uscita (capirete il perché ascoltandolo), che finì per determinare il ritiro dalle scene del cantautore romano per più di due decenni.

Buon ascolto.

Flavio Giurato - MARCO POLO (CD version) Full Album (CGD, 1984)


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lector |    Capish
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Jim Sullivan - UFO
Jim Sullivan 'U.F.O.', ''U.F.O.'' [1969]

Jim Sullivan il rocker che fu rapito dagli alieni.
Il 4 marzo del 1975, Jim Sullivan salutò sua moglie Barbara e suo figlio Chris e se ne partì da L.A. verso Nashville.
La sua carriera non decollava, a Nashville aveva qualche contatto, la speranza di lavorare come session man. Eppure i suoi gigs al Raft club richiamavano sempre la gente giusta: i bei tipi della new Hollywood, musicisti, belle ragazze, artisti....
Era diventato amico di Harry Dean Stanton, aveva avuto una particina in "Easy Rider", era entrato nel giro di Phil Spector che gli aveva messo a disposizione la sua leggendaria Wrecking Crew per registrare il suo primo LP.
E, cazzo, ne viene fuori un capolavoro!
No, non sto esagerando: un capolavoro: Gene Clark che incontra Tony Joe White, Tim Hardin con schitarrate acide, tappeti d'archi ed arrangiamenti barocchi che sembrano opera di David Axelrod. Ed un songwriting baciato dall'ispirazione. Canzoni che parlano di deserto, solitudine e viaggi.
E quel titolo: "UFO", cosa che assumerà un tono più assurdo che sinistro considerato ciò che accadrà.
Perché il disco non se lo fila nessuno e finisce nel mucchio dei "capolavori dimenticati". Jim ci riprova con un secondo disco a suo nome, prodotto da Hugh Hefner (si, quello di "Playboy") - disco non meno bello a detta di @[imasoulman] (e mia), e di Ima tocca fidarsi! - ma non va.
Così arriviamo a quel 4 marzo del 1975, quando Jim, caricato il maggiolino con le sue cose (chitarra, qualche vestito, uno scatolone coi suoi dischi e poco altro), se ne parte per Nashville. Quella sera una pattuglia di polizia lo ferma dalle parti del Nuovo Messico, lo trova pulito ai test di alcol e droga, ma gli ordina di trovarsi una stanza dove dormire e riposarsi. Jim si prende una stanza in un buco di motel, il "La Mesa", giù a Santa Rosa ma, prima di andare a dormire, decide di andare a cercare della vodka.
Non tornerà mai più al motel. Il 6 marzo la sua auto viene ritrovata 26 km più lontano, in mezzo al nulla. Dentro, le cose di Jim: la chitarra, i dischi, il portafogli, un quaderno coi suoi testi, i suoi vestiti....
Di Jim nessuna traccia.
Il suo corpo non verrà mai più ritrovato.
Dov'è Jim? Si è perso, ubriaco, nel deserto? Si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato (da quelle parti c'era il ranch di una certa famiglia Gennetti in odore di mafia e la sfiga, si sa, non va mai in vacanza)?
Oppure sono stati gli alieni che hanno voluto venire conoscere da vicino quel tizio che aveva cantato, così bene, di loro?


zaireeka
zaireeka |    Capish CapishApproved
Quando ho parlato di Giuseppe Peveri da queste parti sono quasi sempre stato preso a lazzi e pernacchi... ma dato che a mio avviso il buon Dente è (era, al tempo di questo album) particolarmente capish per indole e atteggiamento, e per i suoi paesaggi mentali, ci riprovo, io comunque l’ombrello lo tengo sempre aperto Ogni tanto torna - Dente


Caspasian
Caspasian |    Capish CapishApproved
Posto questa ma tutto l'album merita. Si sta nella foresta nera in compagnia delle Fate.
Hölderlin - 1972 - Requiem für einen Wicht


123asterisco
123asterisco |    Capish Electrofona
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Quest'oggi iniziamo bene la giornata con uno dei più strambi album del synth-pop giapponese: "Philharmony" (1982), sesto album solista di Haruomi Hosono (n. 1947).

Buon ascolto!

HARUOMI HOSONO - PHILHARMONY (FULL)


lector
lector |    Capish CapishApproved
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WITTHüSER & WESTRUPP - Trips und Träume
WITTHüSER & WESTRUPP:TRIPPO NOVA

In una realtà distopica, Mike Heron & Robin Williamson non si sono incontrati nella Scozia brumosa ma nel grigio di Essen, non hanno fondato la Incredible String Band, ma un duo: Witthüser & Westrupp. Al posto di elfi e fate dei boschi i viaggi cosmici e le filosofie orientali, la voce meno "stonata" e più marziale, ma quell'armamentario di follie acustiche, strumenti improbabili ed assurdi, folk psychedelico, folle ed impallinato, fantasia ed approccio "totale" è rimasto immutato.
maledetta la Ohr (e pure la ESP)! Etichette dalle quali comprerei a scatola chiusa qualunque cosa!
Per almeno 25 anni ho ascoltato questo disco con la fantasia! Poi - finalmente - l'ho avuto tra le mani ed era anche meglio di quanto avevo immaginato.
Bernd e Walter si aggirano con la loro chincaglieria acustica in un sacco di dischi assurdi di krautrock, tra chitarroni elettrici e moog magniloquenti con i loro campanellini, trombette e chitarrine (almeno "Lord Krishna Von Goloka" di Sergius Golowin da avere assolutamente!). Incideranno 4 dischi con la Ohr di Kaiser (oltre a "Trips und Träume" va ascoltato almeno "Der Jesuspilz" che è un concept che impasta funghi allucinogeni e vangelo!), poi ognuno se ne va per la sua strada....
Un giorno dovrò raccontare meglio di queste strade, di come furono gli unici a comportarsi decentemente con R. U. Kaiser quando lo fecero a pezzi, per esempio. Ma non è questo commentino il posto adatto.
Una sola cosa voglio dire a chi avrà avuto la gentilezza di leggere fin qui: chi di noi ha qualche annetto in più si ricorderà di quella cosa incredibile che fu l"altra domenica" di Arbore, ebbene tra le tante succulente scoperte di quel fantastico contenitore c'erano due stranissimi "buskers": Otto&Barnelli. Ve li ricordate? Bene: Barnelli ERA Witthuser!
Come faccio a non amarli alla follia?
Poi, se intitolano pure un pezzo "Trippo Nova".....


123asterisco
123asterisco |    Capish
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L'ascolto di oggi è una rarità da collezionisti: "A Game For All Who Know", pubblicato nel 1973 per la Merlin Records in 99 copie soltanto, è l'unico album del gruppo "Ithaca", formato, tra gli altri, da John Ferdinando e Peter Howell. Il disco, passato del tutto inosservato all'epoca, è una peculiare commistione di sonorità folk e psichedelia.

Buon ascolto!

Ithaca - Game For All Who Know (Full Album) Only 99 Copies One of the rarest UK Prog/Psych LP`s


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Jim Ford - Harlan County
Jim Ford - Long Road Ahead

Nick Lowe non ci poteva credere: avevano ritrovato Jim Ford, dopo tutti questi anni, e gli avevano chiesto di fare un concerto con lui! Nick considerava Ford uno dei suoi massimi ispiratori, ma erano almeno 20 anni che nessuno sapeva più niente di lui.
Eppure, a cavallo tra '60 e '70, Jim Ford aveva scritto canzoni per gente come Aretha Franklin, Bobby Womack, i Temptations.... Pezzi come "Nikey Hokey" o "Harry Hippie" che avevano scalato le charts, Sly Stone lo citerà tra i suoi musicisti preferiti.
Jim era uno di quei bianchi che erano nati bianchi per sbaglio, uno come Bobby Charles o come Dan Penn (spero per voi che sappiate di chi sto parlando).
E non era solo un grande songwriter, se la cavava alla grande pure come cantante. Ma riuscì ad incidere un solo disco "Harlan County", uno di quegli splendidi segreti nascosti tra le montagne di dischi inutili incisi ogni anno.
Un disco splendido.
Funky Country, lo definì Jim, che è come dire "melanzane alla cioccolata", che detto così fa schifo ma provate a mangiarle vicino Sorrento e poi ne riparliamo....
Ma Jim si perde, la cocaina, storie di festini assurdi, donne, strane amicizie, sfruttatori... Insomma Jim si mangia tutti i soldi delle royalties. Riappare nei '90 per qualche concerto poi scompare.
Nel 2006 un giornalista svedese, L.P. anderson, lo rintraccia in una roulotte nel sud della California, dove aveva convissuto con la vedova di Gene Clark, si era ripulito dalla droga ed aveva trovato Gesù.
Anderson vola da lui e recupera un sacco di nuovo materiale che verrà aggiunto ad una lussuosa nuova versione di "Harlan County" che la Light in the Attic stamperà di lì a poco.
Si decide di lanciare il disco con un grande concerto dalle parti di Londra, Jim si stupisce, ci crede poco ma accetta. Così viene contattato Nick Lowe che accetta entusiasta.
Ma Nick, sul quel palco, aspetterà inutilmente. Qualche settimana dopo lo sceriffo di Mendocino, richiamato da alcuni abitanti della zona, entrerà in una roulotte stranamente ferma con le porte aperte. Dentro il corpo di Jim, aveva solo 66 anni, era morto nel sonno. Calmo, sorridente, tranquillo, forse stava sognando di un concerto con dei vecchi amici.



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123asterisco |    Capish
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Le coordinate di oggi sono: Polonia, inizio anni '80. Gli "Orkiestra Ósmego Dnia" (Orchestra of the Eight Day), gruppo dalla sonorità difficilmente incasellabile in un genere, guidato da Jan A.P. Kaczmarek (il quale diverrà in seguito celebre come compositore di colonne sonore), pubblicano il loro primo disco nel mercato statunitense: "Music For The End" ‎(1982), distribuito due anni dopo in patria come "Muzyka Na Koniec". Diversamente dal disco successivo ("At the Last Gate"), già immerso nella New Wave, questo loro esordio pare uno spartiacque tra Prog-rock e musica anni '80. Provare per credere.

Buon ascolto.

Orkiestra Ósmego Dnia, Jan A.P. Kaczmarek ‎- Muzyka Na Koniec (1982) FULL ALBUM


lector
lector |    Capish
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Billy Nicholls - Would You Believe
Billy Nicholls - Would You Believe (1967)
Se tu potessi immaginarti il disco dei tuoi sogni, quello che hai cercato per tanti anni. Una cosa che vuoi proprio esagerare (tanto stai sognando); tipo: Donovan che si fa produrre ed arrangiare un disco da Brian Wilson (che lascia "Pet Sounds" per dedicarvicisi) e che chiama il Macca e Lennon a dar man forte, mentre uno dei tecnici avverte che il suo amico Syd Barrett - se riesce a ricordarselo - passerà prima o poi a darci un orecchio anche lui....
Mentre in studio, nei tempi morti, si ascoltano "Notorius Byrd Brothers" e "Forever Changes" a manetta.
Bene quel disco c'è! L'ha fatto un ragazzotto che a 16 già componeva per Del Shannon, e che poi lavorerà con Marriot, Daltrey, i Nice.... Billy è un numero uno e c'ha anche un faccino giusto, ma il disco non viene pubblicato!
Billy non è che se ne sia stato con le mani in mano: ha scritto e prodotto un sacco di roba per altri (almeno una hit da classifica, "I Can't stop Loving You") e nove dischi a suo nome. E parecchie altre cose.
Ma "Would You Believe" ha dovuto aspettare più di 30 anni per vedere la luce.
Bene, ora io sarò un cretino, ma vi dico una cosa: se nella vostra vita doveste ascoltare solo una ventina dischi, ecco fate in modo che questo ci sia!


GullaryShulmann
GullaryShulmann |    Capish
Brano non propriamente capish, ma colonna sonora e anima di un film (e di un regista) che al contrario caratterizzerebbero persino questa "categoria". Se non lo conoscete ve lo consiglio, anzi, ve lo auguro: Werckmeister Harmoniak di Béla Tarr. Mihály Vig - Old


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123asterisco |    Capish
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Questa domenica vi presentiamo un classico.
Le "Vexations" di E. Satie, scoperte postume e eseguite per la prima volta nientemeno che da John Cage, sono un tema (scritto presumibilmente per pianoforte) da ripetersi per 840 volte.
Scrive Satie: "Per suonare 840 volte di seguito questo motivo, sarà bene prepararsi in anticipo, e nel più profondo silenzio, con seria compostezza".
Questa registrazione, pubblicata per la Philips nel 1983, è l'esecuzione di Reinbert De Leeuw ‎di 35 ripetizioni soltanto del tema. Indi per cui, per ascoltare le vessazioni integrali, l'LP dovrebbe essere riascoltato per 24 volte.

Buon ascolto.

Erik Satie - Vexations