Mare
Mare

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Voto:

"Mare create an incredible blend of choral/orchestrated serenity and expansive suffocating doom"
Hydrahead

Aaron Turner non finisce ma di sorprendere: magistrale compositore di Isis, House of Low Culture, Old Man Gloom e Lotus Eaters, ottimo grafico e incredibile talent scout. Fondatore della oramai arcinota, in territorio underground naturalmente, Hydrahead, decennale etichetta che ci ammalia con quanto di più buono nel circuito musicale odierno.
Proprio questi Mare (suggestivo monicker) sono entrati di prepotenza nelle grazie del mastermind degli Isis, con un ep dettato da musica altamente personale e pe(n)sante, caratteristica principale delle band targate Hydrahead.
Cinque tracce per 24 minuti di sludge/doom iper distorto che gradisce sia aperture melodiche di stampo post rock che risvolti noise dalla forte componente marziale. Ma non fatevi false credenze, non siamo di fronte all'ennesima band di trito e ritrito post core. Qua niente è dato per scontato, dato che i nostri si divertono a giocare con decenni di musica colta, richiamando a mente anche Tool, Isis e Deftones, come nella interessante "Tropics", ben riuscito connubio di stoner/jazz con vocalizzi tooliani, o "Anisette" dove prevale un rifferama dalle tinte post rock.
Molto versatili le vocals (ottima prova di Tyler Semrick - già nei discreti The End -), che passano indistintamente da disumane litanie colme di pathos a sognanti ed intime melodie.
Notevole anche la prova del tentacolare batterista che ricorda (con le dovute proporzioni) Brann Dailor, ma ad una velocità d'esecuzione totalmente differente, in quanto il biondo crinato dei Mastodon fa della velocità una ragione di vita (non scordiamoci il suo passato in seno ai Today Is The Day), mentre il nostro è cresciuto a pane e doom! (dura la vita!)

Conclusione: questi tre canadesi in 24 minuti hanno rivisitato la lezione imparata da mostri sacri come Neurosis, Codeine e Melvins non disdegnando quello che ruota, o che ruotava, intorno a tali nomi.
Ma a questo punto molti di voi si chiederanno: è giusto incensare così ampiamente una band con sole 5 tracce all'attivo? Per quanto mi riguarda SI!
Sono pronti a seppellire i loro miti e ad espanderne, ULTERIORMENTE, le gloriosa gesta (come io sono pronto ad essere sommerso da numerose critiche dopo questa affermazione... vincere o morire nel tentativo!!!)

p.s: ci dovrebbe essere qualche guru dell'underground, uno in particolare (chi sarà mai?), pronto a difendermi... avete il coltello dalla parte della lama!

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Commenti (Dieci)

ZiOn
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ZiOn
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Avrei inserito anche un Post-Hardcore tra i generi ;-)
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Anonimo
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Non posso farmelo scappare.
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Anonimo
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ma "mare" si legge all'italiana o all'inglese..
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Anonimo
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grande rece per un bellissimo e "strano" disco...hydrahead docet....:-)
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puntiniCAZpuntini
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è una figata, io avrei inserito un "progressive" nei generi, quello andava messo. Sul Post-HC si può anche tralasciare, per me hai fatto bene a mettere "Alternative Doom" sbattendotene del fatto che sia uscito per Hydrahead. Ottimo esordio: disco particolare descritto perfettamente.
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porathian
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grazie Caz...comunque anche i neurosis vengono etichettati post core, quando invece non hanno (più) nessun richiamo alla scena hardcore.
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puntiniCAZpuntini
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è una questione di Etichetta e di "giro di amici", anche i Pooh se uscissero per Hydrahead direbbero che sono post-core, un altro evidente caso sono i Pelican che addirittura fanno pezzi strumentali abusando di Fuzz & Wah Wah, riffoni lenti e megalitici, tutto sommato decisamente più sull'onda Stoner-Psych-Doom che altro, ma siccome escono per Hydrahead l'etichetta Post-Core gli viene attaccata in Default. Come tutti quelli che uscivano per Man's Ruin erano stoner anche se facevan Garage anni 60 o Salsa& Merengue :D
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porathian
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ma come, i Pooh non fanno post-core?! :-)
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porathian
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Gli è stato appena offerto un contratto faraonico per HydraHead!!!
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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