Sam Prekop
Sam Prekop

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Voto:

Un jazz vellutato di colori pastello e scritto in punta di matita, questo di Sam Prekop uscito nel 1999 per la Thrill Jockey. Bozzetti tenui e raffinati, completamente acustici (a parte qualche impercettibile loop di elettronica qui e lì, a rendere contemporaneo e affascinante il disco - vedi il brano 6 "Faces and People"), con intrecci di chitarre, percussioni e contrabbasso, saovemente cantati dalla voce sussurrata e impalpabile di Sam Prekop. Certo, alla produzione c'è quel pazzo di Jim O'Rourke che ci strabilia ancora una volta producendo un disco quasi "classico" e poco eccentrico, anzi "per niente eccentrico", spiazzando ancora una volta chi lo vedeva incasellato come vate e factotum nell'area post-rock da cui proviene.

Le canzoni sono leggere, fatte di vuoti e di leggere presenze, piccoli intrecci e riff chitarristici, con gran lavoro di basso e con innesti quasi impercettibili e alternati di viola, violini, tastiere, piani e trombe, quasi a sottolineare la discrezione e la estrema classe nel suonare i brani senza virtuosismi per non dimostrare niente a nessuno. Un disco d'atmosfera (per chi non l'avesse capito) da gustare davanti al caminetto (per chi ce l'ha...) in questi giorni di pioggia e vento. Tenero, romantico ma assai raffinato nelle composizioni e nei momenti magici che riesce a trasmettere, senza mai andare fuori tono, senza mai una caduta di stile ma tenendo sempre alta l'attenzionalità, la cura e la gran classe che si respira in ogni traccia. Certo, è un disco intimista e crepuscolare che non concede nulla alla spensieratezza e al disimpegno e che si tiene alla larga da ritornelli di facile presa e rifugge i soliti accordi (si sprecano i minori e i semi toni, tanto per entrare sul tecnico...).

Un disco, a mio avviso, estremamente piacevole e benché non sia un capolavoro assoluto (ci sono, per fortuna, molti altri lavori che ricordano questo mood) si fa ascoltare con estremo piacere, facendoci scoprire di volta in volta sfumature e passaggi non avvertiti la volta prima. Da portare sempre appresso per seratine romantiche (il lieto fine è assicurato a meno che non siate in compagnia di giovani metallare, masiniane/sorcine o dicoUnzUnzUnzdancer!!).

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Commenti (Tredici)

chicolini
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L'ho sentito dire tante volte ma...che vuol dire "scritto in punta di matita"?
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The Punisher
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significa scritto in maniera leggera, un po' incerta, delicata, come i disegni a matita che sono generalmente esili per dare poi ai pennelli e agli inchiostri la possibilità di refinirli in "bella".
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NickGhostDrake
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mi piace questo disco e lo descrivi bene. Mi piace un po' tutto di Prekop e ora che ci penso lo vado a rimettere ora, proprio questo disco, mi ascolto "The company" e "The shadow" che mi piacciono tanto.
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chicolini
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Ho dimenticato di votare, il disco non lo conosco ma la recensione mi è piaciuta
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The Punisher
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Intimista?crepuscolare? bozzeti tenui e raffinati? voce sussurrata e impalpabile ?scritto in punta di matita? dagli aggettivi che usi deve essere di una palla e una noia mortali, la solita aria fritta che fa addormentare nell'arco di 15 minuti e poi, altro che il lieto fine è assicurato... con 'sto CD mi si ammoscia anche l'anima!!

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NickGhostDrake
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punisher tu sei metallaro?
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JimMorrison
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Hey Metallaro stasera si va tutti a casa di Punisher ed Enea a tirar le pietre alle finestre. Vieni assieme?
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Eneathedevil
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Intimist...? Puny, ma a chi parli? Fai i monologhi? Ma tu, figlio mio, hai crisi gravi di sdoganamento della personalità...! Bacino e passa tutto.
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Pietro Minchiadura
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A casa mia e di Puny? Il bilocalino di Corso Sempione? L'ho subaffittato ad una coppia di agrigentini bisex con la mania dei film di Joe d'Amato. La sera son certi mugugni, cazzo! Non riesco manco a guardare quelli miei di Schicchi in santa pace... che rispetto è questo?
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JimMorrison
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Giri la fritta per farmi passare per razzista?
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JimMorrison
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frittata, ovviamente. Mi sputi i nomi degli agrigentini Enea?
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Eneathedevil
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Qui... non so se posso...
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JimMorrison
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