Questo è il primo album dei Ten, band britannica capitanata da Gary Hughes, in cui suona anche il talentuoso Vinnie Burns (ex chitarrista dei Dare, una delle poche band aor ad aver successo in Inghilterra e all'estero) e il batterista Greg Morgan, mentre per quanto riguarda il basso e le tastiere si avvicendano diversi turnisti!
Gary Hughes per chi ascolta metal non ha bisogno di presentazioni, artista poliedrico presente in diversi progetti (tra cui quello personale che ripropose l'intera storia del re Artù di pochi anni fa) e che è stato il principale artefice della resurrezione artistica del grande Bob Catley, leader dei Magnum (tra i fondatori del pomp rock). Questo è un disco di hard-aor abbastanza energetico, con riff e assoli fulminanti. Ciò che distingue i Ten dagli altri gruppi che hanno simili sonorità è il loro gusto melodico tipicamente inglese che non cerca appunto di emulare i leader americani del genere (come spesso fanno i gruppi che si dedicano a questo genere) proponendo sonorità cromatiche e melodiche che fanno l'occhiolino alla classifica, ma assolutamente energetiche e mai mielose o banali. Certamente i Ten sono influenzati dal suono americano, ma non se ne lasciano dominare, interpretando il tutto in una chiave europea. Così si rimane meravigliati dall'intro di chitarra che ci mostra un Vinnie Burns a completo agio con il suo strumento impazzito e ci accompagna verso le note della prima canzone "It's All About Love", puro hard rock anthemico, potente e melodico, per poi giungere alla bellissima "After The Love Has Gone", trascinante, con un gran lavoro di tastiere prima del ritornello, uno dei pezzi aor più belli mai scritti. L'album continua così tra pezzi energetici e ballad superlative, risultando uno dei migliori album di hard rock degli anni '90 e sicuramente il principale artefice della rinascita dell'aor che era appunto stato spazzato via (come gran parte del metal vecchio corso) dal grunge e simili! Album quindi importante anche per la freschezza compositiva che mostra, in un genere che sicuramente é tra i meno sperimentali e coraggiosi da questo punto di vista. Da segnalare anche la malinconica e notturna "Stay With Me" e la commovente "Close Your Eyes and Dreams".
Quest'album è anche l'unico dei Ten ha mostrare sonorità così scintillanti, cromatiche e diciamo "americane", perchè poi il loro suono evolverà in atmosfere con influenze epiche e celtiche, senza rinunciare per questo all'impatto e alla potenza dell'Hard rock!