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The Mercy Seat
The Mercy Seat

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Caro DeBaseriano, ti piacerebbe ascoltare un po' di sano gospel suonato con impeto ed indole punk? Se la risposta è «Sììììììììì, sarebbe il mio sogno, magari esistesse qualcosa del genere», allora molla tutto e mettiti alla ricerca di questo album-capolavoro.

E sì, quello che ti presento è un vero, piccolo capolavoro e, se non ti fidi, ti basti sapere che i Mercy Seat furono lo splendido e purtroppo estemporaneo passatempo con cui Gordon Gano si dilettò nel corso degli anni ottanta, allorquando era libero da impegni con femmine violente e poco raccomandabili.

Allora, per mantenersi in forma riuniva attorno a sé una cantante assolutamente perfetta per la bisogna - la clamorosa Zena Von Heppinstal (voce, grinta e sessappiglio degni della migliore Tina Turner anni '60) - la bassista Patrice Moran ed il batterista Fernando Menendez, lanciandosi in anfetaminiche cover di oscuri brani gospel che avrebbero convertito al Verbo anche il più acceso fondamentalista islamico.

Per intenderci sul contenuto, prendi il suono "sghembo" della chitarra di Gordon (versione album d'esordio dei Violent Femmes), aggiungici il suo cantato-parlato slegato da qualsiasi tonalità ed uniscilo alla voce potentissima e profonda di Zena, miscela il tutto con la sezione ritmica di Patrice e Fernando che per trequarti del disco mantengono un ritmo da pogo scatenato ed avrai una vaga idea di quello che ti aspetta.

Sarebbe inutile ed ingiusto citare un brano piuttosto che un altro, considerato l'ottimo livello complessivo delle proposte. L'unica e succinta menzione che mi permetto è l'uno/due da infarto di «I Got A Feeling» ed il medley «Let The Church Roll On / Won't Be Back»: ascolta soprattutto l'urlo di sottofondo che introduce «I Got A Feeling» e dimmi se non ha la stessa potenza ed impatto degli «uan ciu tri for» di ramonesiana memoria.

Ecco, proprio qui volevo arrivare: questo disco è il perfetto punto di incontro tra Mahalia Jackson (per il sentimento e la passione), i Ramones (per il gioioso spirito punkettaro) ed i Violent Femmes (per la verve dissacrante).

E soprattutto, questo disco è un autentico spasso: peccato solo che duri troppo poco. O forse no, ché le emozioni concentrate sono anche le più persistenti.

Considerato che manca poco a Natale, caro DeBaseriano, il miglior regalo musicale che puoi farti è rimediare questo disco e metterlo sul piatto la notte del 24 dicembre, allo scoccar della mezzanotte, badando soprattutto a che il volume sia a livello "spaccatimpani": persino i tuoi vicini ti ringrazieranno per avergli procurato un'alternativa frizzante alla funzione di mezzanotte o alla tombola con i ceci.

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Commenti (Undici)

sleazer
sleazer
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m'hai incuriosito, inoltre il nome promette benissimo :P


imasoulman
imasoulman
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questa volta (tua rece di Billy Bragg, ndr) sono io che ti stringo idealmente la mano, Pinhead. Chi prova a salvare dal macero della memoria certi dischi ha tutta la mia incondizionata stima. Sottrarrei forse una palletta al tuo giudizio, qui Gordon Gano sembra un pò il damigello d'onore della sua allora fidanzata Zena (la cui accoppiata "voce+davanzale prospicente" merita un cinque abbondantissimo, ahimè molto meno la sua capacità nelle vesti di autrice...), confermando la teoria che alla fin fine il genio musicale delle Femmes fosse quello stonato di Brian Ritchie (ascoltarsi i suoi primi due splendidi lavori solisti). In ogni caso, bravissimo, una ripassata ogni tanto a questo Mercy Seat merita davvero, Let the church roll on/Won't be back ti fa rimpiangere di avere fatto il nostro catechismo e non quello insegnato magari da Pastori come questo O questo


polkatulk88
polkatulk88
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non riesco a figurarmi al meglio quello che puo essere il sound dell'album,ma son certo che meriti come minimo un ascolto!bravissim!


omahaceleb
omahaceleb
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Bella. Lo vedi, pagine del genere confermano che Debaser is the place, pochi cazzi. Ascolterò, ciao Pinhead. (gran disco Shit Street, a proposito)


imasoulman
imasoulman
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@omaha beh, io la metterei così: DeBaser sarà magari anche "the place", ma cazzo che pochi...


Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Stinger
Stinger
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Uff...ho fatto una cagata ciclopica (ho scaricato ben 3 volte), ed ho ancora un po' di postumi...mi capite, no? Il disco non lo conosco.


pinkholler
pinkholler
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innnttereeesssanttte


gnagnera
gnagnera
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le tue rece si leggono sempre bene, questi proprio non li conosco, ma un ascolto lo faccio volentieri


omahaceleb
omahaceleb
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Il disco scorre ed è godibile e bello allegro, "Let The Church Roll On / Won't Be Back" e "I Got Feeling" su tutte, ma anche "He Said" è un gran bel pezzo. Dirò una stronzata asteroidea magari, ma la chitarra ricorda in più di un passaggio lo stile di Bob Quine, ma magari è solo una mia impressione dovuta al vino in corpo, in quanto il nero d'Avola è un rinomato figlio di zoccola che sale alla distanza :))) Tie!


Pinhead
Pinhead
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Grazie a tutti per essere passati da queste parti e per i commenti. Ed ho anche appreso che la grande Zena all'epoca era fidanzata con Gordon Gano: ipotizzo che il rapporto non sia durato a lungo anche perché di lei, a parte questo disco, non esistono altre tracce nell'universo musicale (per IMASOULMAN: fammi sapere, visto che sei informato anche sul gossip). :=)) Per OMAHACELEB: lieto che ti siano piaciuti sia i Mercy Seat che i Pagans.


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