Üstmamò
Üstmamò

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Correva l’anno 1991. Gli anni Ottanta avevano appena svoltato l’angolo; il muro di Berlino era caduto ed io da poco in età adulta, sbarbatello mi prodigavo a districarmi tra i meandri di quell’università che avrei finito solo otto anni dopo… Quell’anno, così denso di uscite discografiche fondamentali per la mia crescita musicale e non – ascoltai Nirvana, Pearl Jam, Soundgarden, Slint e a seguire l’anno successivo God Machine ed Alice in Chains – ecco quell’anno vide la nascita di un nuovo progetto musicale al quale debbo ore di spensieratezza, ore di concerti passati a pogare, ore passate a rispondere a domande del tipo: ma che cazzo di musica ascolti tu? E chi sono sti Üstmamò?

...Gli Üstmamò sono i nipoti di quei CCCP che hanno da poco chiuso i battenti “per mancanza d’aria, sgretolatisi così come si sono sgretolate delle barriere tra i mondi...” (come recitano nella penultima di copertina Zamboni e Ferretti) ed hanno costruito una nuova casa comune chiamata “I dischi del Mulo”; progetto globale intento ad unificare sotto un’unica veste musici e artisti collegati da un sottile filo, “affrontando un percorso discografico estraneo alla strettoia indie-major (anche se il presente album come altri a seguire saranno targati Virgin)” e proprio come l’animale che ne dà il nome in grado di “camminare carico e sicuro” anche con grandi pesi, poiché testardo. Insomma “Resistere” per esistere.

Gli Üstmamò sono il primo collettivo sonoro facente parte “I Dischi del Mulo”. Geograficamente provengono dall’ Appennino Tosco Emiliano e sono dei raffinati ribelli montanari (...scarpe grosse cervello fino...) in grado di utilizzare al meglio, sotto la supervisione di Giovanni Lindo Ferretti (ex CCCP), la splendida voce di Mara Redeghieri, il sapiente violino di Ezio Bonicelli, chitarra, basso, campionature ed elettroniche montanare (così da loro definite) creando una miscela musicale elettrizzante con ritmiche punk alla CCCP.
I testi delle canzoni, così come il nome del gruppo che in dialetto significa "proprio adesso" sono, fatto non comune per il 1991, parzialmente in dialetto come nella canzone d'apertura dell'album che ha come titolo il nome del gruppo ed è una vera e propria autopresentazione... “ Vat a chava cancre d’un put” ...Il dialetto assunto a rango di lingua ufficiale con la quale presentarsi e cantare senza dimenticarsi delle proprie origini, ed idealmente trasportando la propria lingua oltre confine con l'aggiunta di traduzione in inglese... "Vat a chava cancre d'un put" diventa nella seconda strofa "Get Stuffed Little Bastard!".

Alcune canzoni si sviluppano come filastrocche stupide, apparentemente senza senso ma di grande impatto sonoro (“A Filikudi tutti nudi a mangiare cani crudi...” scritta in collaborazione con Stefano Benni) e perfette per un pogo oltremisura; alcune recitano invece testi più intimisti, usciti dalla penna di un GioLindo in perfetta forma, altre escogitano sonorità etnogiapponesi accattivanti alternate a filastrocche-nenie popolari. Echi di scacciapensieri Dub accompagnano “Amminramp”.
Concludono l’ album canzoni “Resistenti” come la bella “100 pecore e 1 montone” che rivolgendo lo sguardo critico ad un mondo sempre più fatto d’esteriorità “...competizione ogni anno rinnovata con la collezione firmata...”, si rifugia in un sano proclama a favore di un mondo agricolo fatto di “...cento pecore e un montone per vivere cento giorni da leone...” e l’adrenalinica, nonché mia preferita, “Vietato vietare” dove “...sembra vietato ma non è vietato è un gioco annoiato e preordinato vietato sono io vietato sei tu vietata è la vita sempre di più… Cosa resta da fare? ...Vietato Vietare”.
Ecco appunto: Vietato vietare.
Quando riascolto questo disco mi accorgo che sono passati degli anni, quindici per l’esattezza e mi sembra un’eternità, già un’eternità… ma, citando gli Üstmamò mi chiedo: “...Cos’è l’eternità che certi pomeriggi non finiscono mai… già?… come già cos’è l’eternità se gli anni ’80 era tanto tempo fa...”. Molti ricordi sono legati a queste canzoni e quando le ascolto sono felice.

De-genere: electropunkrockDall'AltoAppenninoToscoEmiliano

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Commenti (Venti)

steveweb
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Beh che dire... che gli anni passano e che gli Ustmamo sono stati il sottofondo musicale, insieme ai CCCP e poi CSI, di tante serata con amici. Ci sarebbe da parlare all'infinito di questo gruppo, di Zamboni e Ferretti e tanti altri... Proprio oggi nella cdteca ho riesumato 2 loro CD, stardust e live & plastics, entrambi belli.
Che nostalgia!!!
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ZiOn
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Mai retti i primi Ustmamò, al contrario di "Stard'ust", uno dei miei dischi italiani preferiti di sempre. Bella rece in ogni caso :-)
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gabbox
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Brava gente gli Ustmamo. Sono delle mie parti e in questo disco appaiono spontanei e un benevolmente ingenui. Ma avevano le idee belle chiare ed un approccio compositivo piuttosto originale. Poi hanno voluto rincorrere le sonorità del momento. Forse ambivano ad un maggiore successo, oppure hanno subito la pressione del mercato, fatto sta che hanno perduto progressivamente in sincerità.
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sfascia carrozze
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Cordiale de-recensore Monsieur (o Madame) Tia, disco carino anzichenò quello de-recensito; per il vetero scarrozzatore da strapazzo questo è il disco maggiormente riuscito e "autentico" della Appenninica nonchè tricolorica formazione: in seguito tentarono di pop-edulcorare il proprio suono in maniera (de gustibus, of course) non del tutto e propriamente convincente. Ossequiformi salutazioni a iosa. Your Scarrozzatore di (s)fiducia.
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tia
tia
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..monsieur tia, gentile e forbito sfascia carrozze...
Concordo con voi, questo è il loro album migliore! C'è quella ruvidezza di fondo e voglia di essere contro che manca nei successivi. Ma anche il secondo a mio giudizio non è male..
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nacco
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Io, invece, preferisco proprio il secondo al primo, di ciddì.
Bella la recensione... Ti tengo d'occhio, Tia!
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Lewis Tollani
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forse un pelino troppo ruvido... ma nel 91...!!!! bravO tia anch'io ciò passato momenti di spensierata bellezza. grazie per i ricordi.
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ZiOn
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A me invece le loro prime uscite non mi hanno mai impressionato più di tanto, troppo legate allo stile dei CCCP che a loro volta digerisco mal volentieri. Con "Stard'Ust" hanno virato nettamente su sonorità Trip-Hop e D'n'B tipiche di quel periodo, inseguendo si le mode del momento, ammorbidendo però il loro sound e rendendolo più raffinato e fruibile a chi poco tollera le atmosfere e le masturbazioni mentali alla Ferretti. Io mi chiaramente mi inserisco tra questi ;-)
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Lewis Tollani
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sorry for you ZiOn... Ferretti per noi trentenni (e moneta) è stato (é STATO)una luce nel buio... le sue parole (e quelle di Zamboni) erano aria fresca in mezzo ad un mare di monnezza (anni ottanta) all'italiana... però la tua "critica" è molto ben accetta.
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Spaccamascella
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grandi, questo disco lo ascoltavo in tenera età e mi ha lasciato sempre impressionato da i suoi colori e dalla sua originalità...ogni canzone è bellissima....."vivo da imbranata da che sono nata, è demente ch'io sia quasi niente, era un' occasione sorprendente, fondo abissale non ancora scandagliato, un terminale da tutti ignorato.."..grazie per questa recensione che mi riporta alla mente tanti ricordi e che sicuramente gli usmamò meritano
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biaspoint
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In quello che hai scritto mi ci rivedo completamente, e sicuramente saremo quasi coetanei. Anchio quando lo riascolto riesco a far tornare indietro la mente di 15 anni, solo che non mi fa molto felice perchè mi accorgo del tempo che se ne è andato !!!!! grandi Ustamamò
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ZiOn
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Ma infatti non metto in dubbio il valore dei CCCP e la profondità lirica di Ferretti, tutt'altro ne prendo atto. Purtroppo ho una concezione di musica totalmente differente che poco si addice al loro ascolto, ci ho anche provato ma ahimè con scarsi risultati. Per dirti, mi basta vedere la copertina di "Affinità-Divergenze..." per girare alla larga (ma non per motivi politici o di bandiera, anzi!). Saluti :-)
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Anonimo
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le cose cambiano, o cmq la gente muore, per fortuna o per diagrazia lacaramelladiyu.blogspot.com
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Anonimo
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Concordo con la recensione e anche TUTTI i commenti ehehe

son capitato qua cercando conferme a una voce che avevo colto tempo fa circa una possibile reunion..


seccuomo AT hotmail DOT it

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Anonimo
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che rincoglionito... la mia mail e' .com

ciao!
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De...Marga...
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Dopo il piacevole breve incontro di ieri, avevo una gran voglia di apporre un mio commento ad un tuo scritto; e mi imbatto nel primo lavoro degli Ustmamò. Disco che non possiedo avendo invece il secondo lavoro della band che stranamente si intitolava nella stessa maniera; un gruppo divertente, ironico, con la splendida voce di Mara Redeghieri a nobilitare il tutto. E non posso che dare il massimo dei voti al tuo eccellente lavoro..."Tannomai detto che gira la fortuna, che non rimane né un prima né un poi...". Ciao tia.
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tia
tia
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Mi accorgo ora che la copertina che hanno inserito non è corretta..Che bello sto disco; m'ero pure innamorato di Mara che, a suo tempo incontrai per caso in metropolitana a milano mentre portavano le foto per il loro album debutto alla virgin...e le dissi "ma tu sei mara!!"..e ricordo ancora bene la sua espressione stranita del tipo "si!!..e tu chiczz6?"
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Almotasim
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Bellissimo album, il migliore degli Ust! Bella recensione.
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tia: Eh! Grazie.. Si pensa che ne possiedo pure due copie..
lector
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Quanto mi è sempre piaciuta la Mara! Non sono mai neanche riuscito a vederla dal vivo. Peccato!
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Almotasim
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La copertina qui riportata è sbagliata!
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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