John Scofield & Pat Metheny I Can See Your House From Here
Voto:
Un delirio del cazzo di cui potevamo fare benissimo a meno
Pat Metheny The First Circle
Voto:
Difficile trovare qualcosa di più inutile da leggere. Questo testo è irrispettoso sotto tutti i punti di vista. Lasciando stare i refusi (porcatro, rileggi), usare 3 volte lo stesso aggettivo non solo lo svuota di ogni significato, ammesso che ne abbia ancora, ma non istruisce né informa. Se devi proprio "recensire", magari lavoraci su un po' di più. Oppure scrivi sul tuo quadernetto del cazzo, ma non farci perdere tempo con questa spazzatura.
Brady Corbet The Brutalist
Voto:
Sì, ma che cojoni il solito richiamo al dramma ebreo, anche basta, inoltre ci troviamo davanti a un falso storico, tutto in funzione di una drammaticità che decentra dal focus architettonico. Bene così? Sì, perché la narrazione iperdrammatica (sì iper) evita il genere documentario, e ok, ma alla fine, tra droghe, invalidità, stupro, solitudine, dipendenza, rifiuto sociale e via dicendo, si piscia fuori dal vaso.
Sean Baker Anora
Voto:
Non uso segarmi sulle commedie, di solito uso i siti per adulti dove cerco, tra le altre, le categorie "stepmom" o "roommate" o "intruder", ma per questa ho dovuto fare una eccezione perché la protagonista incarna la ragazza della porta accanto, è vera in tutta la sua potente e spiazzante femminilità, insomma, mi è risultato impossibile non dare una strizzatina al mio papero pensando a lei. Per quanto riguarda il film, devo dire che mi ha ricordato un po' lo stile di Woody Allen nel periodo di Annie Hall, ma più furioso e agitato, comunque grottesco, di un romanticismo folle, insomma, mi mancava una pellicola così scalmanata e altrettanto pazzoide. Tolti certi luoghi comuni ormai fastidiosi (tipo ragazzo ricco uguale consumatore di droghe e alcool) direi che mi sono divertito.
Martin Scorsese The Killers of The Flower Moon
Voto:
Secondo me l'espediente radiofonico finale è geniale e storicizza il film.
Michael Haneke Happy End
Voto:
Bravo eh, ma ho faticato ad arrivare ai punti che mi interessavano. Ora non so esattamente cosa mi aspetta (quando guarderò il film, da tempo in lista), ma non sono ingolosito come speravo.
Michael Haneke Amour
Voto:
Interessante ciò che scrivi, hai colto molti elementi e li hai saputi tradurre in descrizione. Il film però, non riesco a capire se è pregio o difetto, non lascia uno strascico drammatico postumo, perché tale pathos si consuma e si vive tutto nella narrazione il cui finale è quasi naturale. Il gesto d‘amore estremo, cos‘altro?
Michael Haneke Il Nastro Bianco
Voto:
Hai colto il succo alla stragrande. Hai richiamato in poche righe gli elementi chiave. Haneke è un sadico nella vita e nell‘opera.
Michael Haneke La Pianista
Voto:
Ho letto il libro della Jelinek e pur avendo rispetto per Haneke, temo che la trasposizione filmica possa trasfigurare l‘immagine, nitidissima, della Vienna sordida e dolente narrata nel libro. Vivo a Vienna e mi riservo il diritto di conservare l‘immagine. Ma ragazzi, il libro è potentissimo, lascia davvero di stucco, punge di ferocia e disperazione, mostra la follia e lo squilibrio della protagonista, presa da una sorta di processo autodistruttivo, di discesa agli inferi, di annullamento. Chissà, forse l‘autrice stava processando il genitore. Mi chiedo se anche Haneke ci abbia letto questo.
Roman Polanski Il Coltello Nell'Acqua
Voto:
Come mi piacerebbe, del suddetto film, fare un bel remake pornoeroticoblasfemo, con il giovane che fa fuori il vecchio per impossessarsi della moglie. La sceneggiatura è cosa fatta. Cerco registi vogliosi.