Mah, ok.
Ho alcune precisazioni e rettifiche per il recensore.
1) «Snobbato […] rifiutato da una critica troppo snob […] derubricato», ma da chi? Un nome. Un nome serio, eh, non una rivista generalista o uno youtuber qualsiasi o gente pescata fra i commenti a un qualche blog.
2) Sulla «centralità della figura femminile» come rimando alla cultura nipponica se ne può anche discutere, ma sulla «ambiguità del mare» non credo: si tratta di un dato comune a tutti i folklori e le culture del mondo, dagli antichi popoli mediterranei fino al Lieder "Meeresstille" di Schubert e oltre.
3) Non è tecnicamente una fiaba, che è un genere narrativo con caratteristiche specifiche; è un fantasy.
4) 170'000 animatori??? Centosettantamila persone??? Ma ti rendi conto di cosa hai scritto mentre lo scrivevi? I fotogrammi del film, quelli sì, sono 170'653 basati su 150'084 disegni degli animatori e distribuiti in 1'139 tagli di montaggio (quindi 1'140 inquadrature, fisse o mobili). Gli animatori invece sono stati solo alcune decine, non centinaia di migliaia, e nei titoli di coda solo elencate tutte le persone che hanno collaborato in qualche modo al film, dal regista al catering, e anche sommando tutte le persone insieme decisamente non sono migliaia.
5) La cittadina portuale d'ispirazione a Miyazaki si chiama Tomono'ura, con due "o".
6) Parlando di Tezuka probabilmente vengono in mente prima i fumetti, direi, dato che dal 1946 al 1989 ha prodotto quasi 700 titoli a fronte di un centinaio di opere animate (molte delle quali peraltro tratte da suoi lavori, ma senza il suo apporto, o prodotte post-mortem).
7) Ancora: ma chi, esattamente, parla di «opera elementare» o «infantilismo» nei confronti di questo film? Di nuovo: un nome serio.
8) "Ponyo sulla scogliera" è l'undicesimo maggior incasso globale, e dodicesimo (decimo, se si contano solo i film animati) maggior incasso domestico nella storia del cinema giapponese: questo sarebbe un insuccesso? Dieci anni dopo l'uscita del film la musica di Ponyo ancora suonava nei reparti pescheria dei supermercati giapponesi, di cosa stiamo parlando? "Ponyo sulla scogliera" è il quarto maggior incasso nella carriera di Miyazaki (su 12 film totali), e se il regista si dedicò immediatamente al suo film successivo fu per urgenze artistiche, non commerciali – e per la cronaca, "Si alza il vento" sia in Giappone sia nel resto del mondo ha incassato meno di "Ponyo sulla scogliera". In Italia, il film ha incassato quasi 800'000€ in prima visione cinematografica e altri 100'000€ nelle successive riproiezioni (una ci fu nel 2023), quindi questo grande insuccesso non è stato. È vero che poteva essere un successo molto maggiore, ma i film Studio Ghibli in Italia hanno una storia lunga e travagliata di distributori inefficaci, versioni incomprensibili e altri problemi che ne hanno ostacolato la fama; quando un film Studio Ghibli è trattato bene ha successo anche da noi eccome, e l'ha dimostrato "Il ragazzo e l'airone" che nel 2024 sfiorò i 7 milioni di euro diventando il maggior successo di sempre per un film giapponese, animato e non, nei cinema italiani.
Scrivere recensioni poco accurate, e dunque non valorizzandone adeguatamente le caratteristiche, è uno dei motivi per cui Miyazaki e il cinema d'animazione in generale soffrono ancora di uno stigma artistico in Occidente.