Beautiful Creatures: gruppo Glam/Hard Rock formatosi nel 2000 dalle ceneri dei leggendari Bang Tango: Glam Rock?!? Nel 2000!?... Ebbene sì, all’alba del ventunesimo secolo i Beautiful Creatures ripropongono le vecchie sonorità tipiche del Glam Rock anni ’80 miscelate a sonorità più moderne tendenti verso altri generi. Questo che sto per recensire è il loro debutto omonimo, che riporta ancora una volta Joe LeSte (il singer) ad alti livelli nel mondo del rock, ed insieme a lui Anthony Focx (chitarra), Mark Simpson (chitarra), Kenny Kweens (basso) e Timmy Russell (batteria), ottenendo anche un discretop successo commerciale (“1 A.M.” e “Ride” hanno fatto parte rispettivamente dei film “Valentine” e “Rollerball”).
Sin dalle prime battute l’album ci fa capire che non si tratta del solito LP creato a tavolino per i nostalgici e/o gli amanti del genere: “1 A.M.” e “Wasted” propongono un mix omogeneo di Hard Rock e Metal, alternato a ritornelli orecchiabili che si stampano subito in testa. “Step Back” e “Wish” ci riportano al comune rock, senza grandi innovazioni: la prima è una canzone tiratissima coronata da chitarre ultra-distorte, la seconda è una ballata orecchiabile (schitarrate a parte) che accelera nel finale.
Il quinto pezzo, ovvero “Ride” è il capolavoro dell’album, poiché rappresenta, in soli tre minuti la proposta musicale del gruppo: strofa veloce e ruvida, ritornello “catchy”, songwriting essenziale e le dure chitarre di Simpson e Focx. Merita un appunto anche “Blacklist” traccia bomba veramente superba.
Con “Kick Out” e “Kickin’ For A Days” la band ripropone il Pop Metal delle prime due tracce, e dopo le sonorità rock n’ roll di “Time And Time Again” e “New Orleans” l’album si chiude a tutto gas con “I Got It All”.
Ottimo debutto per un’ottima band, e da applausi le prove di LeSte (intonato e preciso) e del chitarrista Anthony Focx, che non sfigura nel ruolo di Tom Morello della situazione.