Copertina di Liz Phair Liz Phair
geektheboy

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Per appassionati di musica alternative rock, fan di liz phair, critici musicali, e ascoltatori interessati all’evoluzione degli artisti
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LA RECENSIONE

Di nuovo lei. L'avevamo lasciata poco più che trentenne con alle spalle un esordio fulminante, un figlio, e quel "Whitechocolatespaceegg" che stava silenziosamente rovistando tra le pagine del folk-rock di fine millennio e ne stava cambiando le connotazioni. Cinque anni dopo, truccatissima e irriconoscibile, Phair si compiace di mostrarsi per quello che è veramente.

Questo self-titled, pretendendo di essere un nuovo esordio, rinnega tutto ciò che di buono la bionda dell'Illinois aveva fatto pochi anni prima. E che importa se il team di produttori (i The Matrix) è lo stesso che ha lanciato stelline come Avril Lavigne, Lindsay Lohan e (naturalmente) Britney Spears. Che importa se a 36 anni dobbiamo ancora parlare di sesso affinchè gli altri parlino di noi.
C'è una linea sottile che divide la provocazione dall'imbarazzo.
"Exile In Guyville" è provocante, "Liz Phair" è imbarazzante. Il primo singolo avverte. "Why Can't I?" potrebbe essere stata scritta da qualsivoglia lolita che stia muovendo i primi passi sotto i riflettori dello star system, ma "Rock Me" risulta davvero ingombrante. Perchè quando una donna neanche più giovane canta "I want to be with a guy like you... Just take off my dress... Rock me all night" siamo sicuri che forse nel mondo c'è qualcosa che non va. E non basta neanche il motivetto cinguettante di "It's Sweet" a risollevare le sorti di un album che si configura come uno dei grossi sbagli musicali degli ultimi anni.Cosa rimane? "Friend Of Mine", ovvero la vecchia Liz che sta tentando di uscire allo scoperto, e "Love/Hate", che strizza l'occhio alle rock charts. "My Bionic Eyes" non meriterebbe neanche di essere citata, e "H.W.C" (Hot White Cum) potrebbe essere la colonna sonora di una rimpatriata di cheerleader che cantano nude davanti a un falò.

A migliorare nettamente è (solo e unicamente) l'impostazione vocale di Phair, ora perfettamente in grado di passare con disinvoltura dal contralto che l'ha resa celebre a ben più sofisticate urla da teenager ("Favorite"). L'album arriverà alla 27esima posizione della top chart di Billboard, e l'autrice prenderà parte a due pellicole cinematografiche. Se fosse questo il reale obiettivo di Liz Phair, beh, purtroppo non ci è dato saperlo. Dal canto nostro, possiamo solo attendere il ritorno di un grande talento che ha smarrito la strada.

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Riassunto del Bot

L'album 'Liz Phair' del 2003 segna un drastico cambio di stile per l'artista, abbandonando il folk-rock provocatorio degli esordi per un pop maturo e prodotto da The Matrix. La recensione sottolinea come questo lavoro risulti imbarazzante e poco credibile, con testi e sonorità che non convincono, e pochi momenti degni di nota. Nonostante alcune evoluzioni vocali, l'album è giudicato uno sbaglio e un allontanamento da ciò che rese celebre Liz Phair.

Liz Phair

Liz Phair è una cantautrice statunitense nata nel 1967, emersa dalla scena di Chicago con Exile in Guyville (1993), album acclamato che l’ha resa una figura centrale dell’indie rock anni Novanta.
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