La parte finale è degna di un film dei fratelli Coen e tanto basta a farti concludere l'avventura degli spaesati con un sorriso soddisfatto e un po' di malinconia.

 La storia che il celebre cantautore narra è fatta di personaggi veri, di situazioni vere, di vita vissuta tra lacrime e risate.

Il debutto narrativo di Emanuele Dabbono esplora con umanità e ironia la vita all'interno di un manicomio genovese nel 1977. Tra fuga, attesa del Natale e personaggi vividi, il romanzo offre uno sguardo coinvolgente e mai banale sull'istituzione psichiatrica pre-Basaglia. Lo stile fluido e poetico rende la lettura scorrevole, con un finale malinconico e soddisfacente. Scopri 'Gli spaesati' e lasciati coinvolgere da una storia intensa tra comicità e realismo.

 Un disco con due anime quindi: il soul jazz di Auger che ospita la graziosa e promettentissima cantante, lasciata sfogare in tre o quattro sue cose di tutt’altro mondo, diciamo folk psic.

 La resa da parte del quartetto allargato dei Trinity di questo super classico (allora non ancora tale a livello mondiale, ma istantaneamente molto amato e ripreso da parecchi addetti ai lavori) è ovviamente carica di soul.

La recensione celebra 'Streetnoise', doppio album del 1969 di Brian Auger & The Trinity, come fusione di soul jazz, folk psichedelico e cover d'autore, animata dalla voce potente di Julie Driscoll. Si elogiano le reinterpretazioni di Miles Davis e Doors, come anche le composizioni originali del gruppo. L'opera rappresenta l'ultima collaborazione tra Auger e Driscoll, offrendo varietà stilistica e intensità emotiva. Scopri le magiche sonorità di Streetnoise e lasciati trasportare nel cuore della musica soul jazz anni '60!

 I Plakkaggio riescono a prendere il meglio; ottimo lavoro.

 Si respira consapevolezza, rivolta, maturità. E sì, anche un po’ di sana boria da metallaro skinhead.

La recensione elogia i Plakkaggio per la capacità di fondere efficacemente punk e metal nell’album Ziğurath, sottolineando la maturità dei testi e la produzione pulita e potente. L’autore apprezza la scelta di cantare in italiano e la presenza di intuizioni melodiche sia nei brani originali sia nella cover degli 883. La band dimostra crescita e coraggio, offrendo un disco coinvolgente e ben suonato. Scopri il sound unico dei Plakkaggio: ascolta Ziğurath ora!

 Il jazz non paga le bollette se passi il tuo tempo con un ago piantato nel braccio cercando di dimenticare che faccia ha il sole.

 Helen andò a ricomprare la sua tromba e gliela restituì, dicendogli: 'Suona, Lee. Il mondo ha ancora bisogno della tua luce'.

La recensione intreccia la biografia drammatica di Lee Morgan e Helen Moore con la genesi e l'impatto di Live at the Lighthouse, disco simbolo della rinascita e dell'urgenza creativa dell'artista. L'album è descritto come un punto massimo della carriera di Morgan, con riflessioni profonde sul destino, la memoria e le ferite dell'amore. Il tono sospeso tra malinconia e ammirazione accompagna la narrazione dei successi, delle cadute e della tragica fine del trombettista. Scopri la potenza e il dramma di Lee Morgan: ascolta Live at the Lighthouse.

 Zerocalcare prende di petto le questioni più scomode e racconta, denuncia, spiega, approfondisce.

 Queste sono le cose di cui abbiamo bisogno.

La recensione elogia Nel nido dei serpenti come uno dei migliori lavori di Zerocalcare. L'autore affronta temi scomodi, come neonazismo e antifascismo, con ironia e sensibilità, decostruendo i luoghi comuni della società contemporanea. La narrazione risulta coinvolgente anche per chi non proviene da quegli ambienti, e il messaggio politico e umano emerge con forza. Un libro urgente e necessario. Scopri perché Nel nido dei serpenti è il fumetto politico che tutti dovrebbero leggere.

 Joe è un finto cowboy. È uno stupido romantico che non ha ancora capito come gira il mondo.

 La macchina da presa è instabile, quasi fosse ubriaca e ciondolante, e questo riflette la dissoluzione del sogno americano di Joe.

La recensione analizza lo struggente viaggio di Joe, ingenuo cowboy, nella caotica e dura New York in cerca di successo. Col suo sguardo disilluso, il film mostra la fine delle illusioni e la forza dell'amicizia tra emarginati. Schlesinger dirige con uno stile visivo frenetico che riflette il caos e la crudezza della metropoli. Un'opera gemella di 'Easy Rider', considerata un gioiello del cinema americano. Scopri come Un Uomo da Marciapiede infrange sogni e illusioni americane: leggi la nostra recensione!

 Zalone è aria fresca nei polmoni degli esercenti cinematografici.

 Non sono nemmeno prodotti buttati via, un loro ordine, una loro logica (e anche una discreta, chiamiamola così, impaginazione, ce l’hanno).

La recensione analizza il successo commerciale di Buen Camino, sottolineando come Zalone riesca ancora una volta a portare al cinema pubblico di ogni età. Il film non è il migliore dell’artista, ma mantiene ritmo, comicità e riesce a distinguersi dai tipici cinepanettoni. Buona la regia e interessante il cast, con qualche momento meno brillante nella prima parte. Nel complesso un film che diverte senza scadere nel banale. Scopri se Buen Camino fa per te: leggi la recensione completa e condividi la tua opinione!

 Il toro scatenato sa solo combattere, non solo sul ring. Non sa far altro che la guerra, a tutti.

 Jake vede i significati sottotraccia che corrodono la realtà apparente, e nel farli emergere con le sue battute scatena le risate del pubblico.

La recensione sottolinea la profonda originalità di Toro Scatenato rispetto agli altri film di Scorsese. L’autore evidenzia l’uso innovativo del bianco e nero e la narrazione senza fronzoli per raccontare la parabola tragica di Jake LaMotta, uomo consumato dalla rabbia e dall’ossessione. Il film emerge come una riflessione spietata sui demoni interiori e sulla violenza, mettendo in luce la solitudine del protagonista e la sua incapacità di mediazione. La scelta di uno stile antiretorico e minimalista fornisce al film un’aura unica nel panorama cinematografico. Scopri come Scorsese trasforma il mito della boxe in un intenso viaggio interiore.

 Questo è punk da gustarsi con una bella birra in mano mentre guardi West Ham - Arsenal alla TV di qualche bettola.

 Non sarà il punto più alto mai raggiunto dal punk, ma di certo è un'opera onestissima e molto buona.

La recensione celebra 'Shock Troops' dei Cock Sparrer come uno dei capisaldi dello Oi! e del punk britannico. L'album è descritto come energico, melodico, accessibile e ricco di inni generazionali. Pur non essendo il vertice assoluto del genere, il disco si distingue per onestà e coerenza. Un ascolto godibile, sia per punker esperti che per neofiti. Scopri perché Shock Troops è un punto di riferimento per il punk Oi!: ascoltalo subito!

 Fluido e brillante sin da giovane, Brian era in prima linea nella scena londinese già ad inizio sessanta, quando tutto doveva ancora succedere.

 Ha un’intonazione dilettantesca a totale contrasto con la sua somma, comunicativa, creativa, virtuosistica abilità di strumentista.

La recensione di 'Definitely What!...' analizza l’esordio di Brian Auger & The Trinity, celebrando il virtuosismo all’organo e le influenze jazz/rock. L’autore evidenzia lati deboli come la vocalità limitata di Auger e alcune scelte di arrangiamento, ma riconosce originalità e sperimentalismo tipici della Londra anni '60. Scopri il virtuosismo di Brian Auger in un album che ha fatto la storia: ascolta ora 'Definitely What!'.

 Una delle più brutte canzoni punk mai fatte da un gruppo di spicco, quantomeno per la scena italiana.

 La creatura nata dalle mani di Eugenio Borra ha preso una piega brutta. Il 'ma' però è grande: non è irrecuperabile.

La recensione stronca il singolo 'Sopra i muri' dei Bull Brigade, criticando il passaggio dal sound Oi! a un pop punk banale e commerciale. Vengono messi in discussione voce, testi e attitudine, ritenuti monotoni e poco credibili. Non mancano riferimenti al passato più autentico della band, su cui pesa il confronto con la direzione attuale. Si lascia uno spiraglio di fiducia per il resto dell'album, ma il singolo è definito uno dei peggiori nella discografia dei Bull Brigade. Leggi la recensione completa e confronta la tua opinione con la nostra!

 Le melodie non cercano l’impatto immediato, ma crescono gradualmente, invitando l’ascoltatore a un ascolto attento e quasi meditativo.

 Coyote’s Dream è più un’esperienza sonora che una semplice raccolta di brani.

La recensione esplora Coyote’s Dream di Lawrence Hammond, un album raffinato e meditativo dalle forti suggestioni folk e ambient. L’autore mette in luce la natura evocativa delle composizioni, la delicatezza degli arrangiamenti e lo spirito introspettivo del disco. Il lavoro viene definito adatto a chi cerca un’esperienza sonora profonda e non convenzionale. Apprezzato per la sua coerenza e la sua capacità di trasmettere emozioni, lascia il segno ben oltre l’ascolto. Scopri l’incanto folk di Coyote’s Dream e lasciati trasportare da paesaggi sonori senza tempo.

 Sono eccitato e sbalordito per la sua libertà artistica, per la visione sociale tagliente, sono ammirato per la ricchezza narrativa, colpito per la profondità della tessitura psicologica.

 Nel suo ordigno geniale e terribile, Park ci mostra che il trionfo del protagonista, vittima palese fin dai primi istanti, non corrisponde a un esito eticamente positivo. Tutt’altro. Di fatto, nessuno vince, perdiamo tutti.

La recensione esalta No Other Choice di Park Chan-wook, sottolineando la sua straordinaria libertà creativa e la sapiente commistione di generi. Il film si distingue per profondità psicologica ed estetica raffinata. Vengono evidenziati i temi della lotta di classe e della metamorfosi etica della famiglia protagonista, in una feroce critica sociale al capitalismo. Il tono è di ammirazione e il film viene paragonato positivamente al cinema occidentale, ritenuto più standardizzato. Scopri come Park Chan-wook rivoluziona il thriller sociale: leggi la recensione completa!

 Stavolta però sono stato fortunato: il primo album del 2026 si è rivelato una piccola perla.

 Me ne sarò dimenticato domani? Probabile, ma intanto posso dire di aver ascoltato ed essermi tutto sommato goduto il primo album col bollino del 2026.

La recensione analizza 'Elevation' degli Enshine, album che unisce melodic death metal e post-metal con passaggi melodici ed eterei, nonostante qualche difetto di durata e ritmo. Considerato una piacevole scoperta per l’inizio del 2026 e un buon antipasto di ciò che riserva l’anno musicale. Scopri se anche tu ti lascerai sorprendere dal ritorno degli Enshine!

 La sua musica non è solo dolore, ma pura estasi che mi arriva piena e totale, dritta e precisa come una lama.

 Ascoltarlo per me è come guardarmi allo specchio con una colonna sonora che parla di cuore, resilienza e tanta vulnerabilità.

La recensione esplora l'intensità emotiva e la vulnerabilità trasmessa da Bobby Womack con l’album My Prescription. Attraverso arrangiamenti curati e una voce carica di dolore e sincerità, il disco invita ad accogliere le proprie imperfezioni. Non il miglior lavoro di Womack ma un classico capace di risollevare e toccare profondamente, arricchito da cover soul uniche. Un ascolto consigliato a chi cerca musica che parla al cuore. Scopri la forza e la sensibilità di Bobby Womack: ascolta My Prescription e lasciati trasportare dal suo soul autentico.

 La classe è ovunque, è in platea, sul palco radioso, tra le ombre della galleria.

 Un album che parla di cuori infranti ma lo fa con un’eleganza tale da trasformare ogni crepa in un riflesso dorato.

La recensione esalta The Lexicon of Love degli ABC come un capolavoro pop senza tempo. Il disco fonde archi lussureggianti, produzione sofisticata e influenze soul, new wave e art-pop. La scrittura trasforma il dolore amoroso in raffinata eleganza, valorizzata dalla voce teatrale di Martin Fry. Ogni dettaglio musicale contribuisce a un album che anima di classe e passione il racconto dei cuori infranti. Scopri perché The Lexicon of Love è un pilastro del pop elegante: ascoltalo ora!

 Io vedo in The Incident un altro bel capitolo della storia artistica di Steven Wilson e soci.

 La sensazione è che la fanbase del gruppo si fosse abituata talmente bene che da non poter perdonare un lavoro forse più personale nella progettazione e troppo articolato nella sua struttura.

La recensione difende The Incident dai giudizi negativi ricevuti, sottolineando la coesione e la qualità dell’album. L’autore apprezza la sperimentazione, pur riconoscendo qualche brano meno incisivo, e rivaluta sia il concept che i pezzi meno noti. Particolare risalto a Time Flies e alle ballad del secondo disco. In conclusione, The Incident viene visto come un lavoro dignitoso che merita maggior riconoscimento. Scopri perché The Incident merita una seconda possibilità: ascoltalo ora!

 La svolta sud americana, in breve, convince alla grande: miscelata sapientemente col folk del trifoglio dà vita a un grande disco.

 E crescere vuol dire sempre lasciarsi dietro qualcosa, questo qualcosa è quasi sempre un po' di spensieratezza.

La recensione analizza 'Terra e libertà' come il disco della maturità dei Modena City Ramblers. Pur segnando il distacco dal folk irlandese degli esordi, l’album convince grazie a nuove influenze sudamericane e arrangiamenti ricchi. Alcuni ascoltatori potrebbero rimpiangere la vecchia spensieratezza, ma il risultato resta di grande spessore artistico. Scopri come i Modena City Ramblers hanno cambiato volto: ascolta 'Terra e libertà'!

 Qui vivaddio ci sono i riff giusti e in generale più sostanza.

 Il rock è morto; morto anche Tim Bogert (nel 2021) ma viva il rock e grazie Tim, Carmine, Jim e Jimmy.

La recensione esalta il ritorno dei Cactus nel 2006 con un album che supera le aspettative, offrendo riff solidi, una produzione curata e maggior coesione compositiva rispetto al passato. Nonostante la mancanza dello storico frontman Rusty Day, la band convince grazie alle notevoli prestazioni dei veterani e alla freschezza delle idee. Il disco emerge come esempio di hard rock energico e maturo, con citazioni e omaggi alle radici storiche del genere. Scopri perché Cactus - V è un imperdibile ritorno per tutti gli amanti dell’hard rock!

 Non un album, ma un rito di passaggio, un ciclo di immersione e riemersione in cui il suono diventa soglia e il corpo diventa strumento.

 In un panorama elettronico ossessionato dalla pulizia digitale, BLooDNoISE sceglie il rumore come origine, la carne come memoria, il suono come atto sacrificale.

La recensione esplora Primordial di BLooDNoISE come un’opera che va oltre l’album tradizionale, trasformandosi in rito sonoro e fisico. Ogni traccia è descritta come passaggio rituale, con il suono che diviene materia viva e il corpo protagonista. Il disco rifiuta la narrazione classica ed esalta la dimensione emotiva e sensoriale, distinguendosi nella musica elettronica contemporanea grazie all’approccio carnale e arcaico. Scopri un viaggio sonoro unico: ascolta Primordial e lasciati travolgere dal rito di BLooDNoISE.