Eddie Vedder è fra i migliori vocalist rock in assoluto. E non solo per un'indiscutibile cifra tecnica piuttosto alta, ma anche in considerazione di un'indubbia bravura nel comunicare pensieri e stati d'animo. E in questo disco, signori, i Pearl Jam sono incazzati di brutto!
Ottima la decisione di prendersi il lasso di tempo più lungo della loro storia fra un disco e l'altro (il precedente fu "Riot Act"): il frutto è l'album più rock ‘n roll della loro ultradecennale storia. Aprendo le danze con "Life Wasted", la band gioca subito a carte scoperte: un riffone sporco e aggressivo e Vedder che già lascia intendere che aria tira, con un cantato-urlato energico di alto impatto emotivo. Modus operandi ripetuto nel singolo "World Wide Suicide", pezzo però piuttosto scialbo, che alla fine risulterà essere forse il più insipido dell'album (ottimo anche qui il buon Eddie). "Comatose" è la più aggressiva del lotto, in alcuni punti vicina addirittura a certe cose dei Motorhead di Kilmister (!). E, se "Severed Hand" si segnala per un'intro stranamente pseudo-sperimentale per poi ripetere il canovaccio dei pezzi precedenti (magari in modalità più ritmata), "Marker In The Sand" risulta a più ampio respiro grazie ad un'ottima apertura melodica nel refrain, e ci introduce a "Parachutes" (niente a che vedere con Chris Martin & Friends… ), lentone con Vedder che (ohibò!) sussurra su una parte strumentale raccolta e piuttosto melodica: sicuramente il numero più interessante dell'album.
Dopo due pezzi che passano e vanno, ripetendo il canovaccio delle songs precedenti, soprendono in coda al lavoro "Come Back" (l'interpretazione di Vedder qua è da brividi), ballata che spiazza candidandosi a miglior canzone dell'LP, e la conclusiva "Inside Job", bel pezzo in progressione (sono i Pearl Jam che verranno?… ). Sicuramente fra i migliori lavori del 2006, anche se manca il brano (o i brani) candidato a entrare nei classici del gruppo. Rimane un combo che, dopo anni di (ottima) carriera, continua a regalarci buoni dischi, anche per chi il grunge non lo ha mai sentito come suo.
"'Life Wasted', primo pezzo e primo proiettile... un assolo finale super psichedelico di Mike McCready."
"Come back... si, sono tornati alla grande... senza dubbio."
L’omonimo album dei Pearl Jam è un ritorno che non lascia il segno.
Questi Pearl Jam sono innocui, non ci regalano nessun pezzo memorabile, ma piuttosto una ricercata aurea mediocritas.
Spero continuino a fare grande musica con semplicità. Come sempre.
Questa canzone fa sognare ad occhi aperti. Voi chiudeteli comunque... ed ascoltate.
La chitarra taglia a fette la banalità con giri killer e svirgolate rumorose.
Eddie Vedder e la sua voce strozzata e calda, avvolgente e frastornante continua a segnare le generazioni.
È la loro passione che contagia, che li rende uno dei migliori gruppi in attività.
Passione che in questa ultima uscita non emoziona mai, ma che ci garantirà una gran bella sudata nelle esibizioni live a settembre in Italia.