Copertina di The Wedding Present George Best
damagedlemon

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Per appassionati di musica indie, fan degli anni ’80-’90, amanti del pop-rock alternativo e dei testi profondi
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LA RECENSIONE

"If I could live one day/ again, that day will be the one".

E si tratta, probabilmente, del giorno in cui il protagonista e narratore della canzone viene - chissà, forse - abbandonato dalla propria compagna: qualcosa del genere, in ogni caso. Sono intimi e minimi - ma netti e "in lettere maiuscole" - i temi affrontati nelle canzoni di questo disco dei Wedding Present: sentimenti e situazioni "importanti" e in qualche maniera adulti - trattati con la leggerezza del quotidiano. Non trovi il penchant per il citazionismo letterario à la Morrissey - ma c'è comunque tecnica, molto wit e la consapevolezza che il testo di una canzone è "qualcosa di più". Magari non c'è quella piacevole sensazione sognante e vagamente stralunata che puoi sentire in tanto indie-pop di metà anni '­80: David Gedge, frontman - del gruppo e autore delle canzoni, ha chiaramente le radici ben piantate in terra - e la sua terra è Leeds, post-industriale Nord dell'Inghilterra - ma non è del tutto estraneo a un sentire twee - ne è prova la capacità di affrontare i sentimenti dal lato debole, in opposizione al machismo di tanta paccottiglia pop-rock contemporanea. Senti nel disco gli echi del punk, dei Fall - ma senza l'ironia sociale - e di certa angolarità in stile Gang of Four. I Wedding Present rielaborano poi buona parte della tradizione anni '60 (Kinks, Beatles, il bubblegum) adattandola alla sensibilità del proprio tempo: parliamo di una band che suona pop più o meno come lo si è sempre conosciuto, ma ad una velocità folle, con chitarre piacevolmente bistrattate, ma orchestrate con il gusto degno dei "precisini" XTC.  Uno dei pezzi più divertenti è proprio la cover di "Getting Better" dei Beatles, che compare nell'edizione Plus del disco, ovvero la ristampa che, oltre al George Best vero e proprio, comprende alcuni dei singoli usciti successivamente (per la maggiore brani assolutamente notevoli: "Not From Where I Am Standing", "Nobody Is Twisting Your Arm", "Why Are You Being So Reasonable Now"). I Wedding Present riusciranno grazie alla validità delle loro canzoni ad entrare anche nelle charts (ma il primo disco con una major sarà un disco di musica tradizionale ucraina, che tipi, eh?!); il loro suono è ancora presente un po' ovunque, anche se poche band contemporanee sembrano essersene accorte.

In tempi di archeologia come i nostri, un disco come questo merita una piacevole riscoperta. George Best è stato il disco del 2007 per il vostro amico e umile narratore: egli spera che possa essere una piacevole scoperta anche per voi.

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Riassunto del Bot

La recensione loda George Best, album dei Wedding Present, per la sua capacità di trattare temi intimi e importanti con un approccio leggero e autentico. David Gedge unisce influenze punk, indie e anni '60 in brani veloci, precisi e ricchi di sentimento. La cover dei Beatles e i singoli aggiuntivi arricchiscono la ristampa, rendendo il disco una riscoperta consigliata anche oggi.

Tracce testi video

01   Everyone Thinks He Looks Daft! (04:08)

02   What Did Your Last Servant Die Of? (02:44)

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03   Don't Be So Hard (02:43)

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05   All This and More (02:23)

06   Getting Nowhere Fast (01:43)

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07   My Favourite Dress (04:14)

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09   Something and Nothing (03:50)

10   It's What You Want That Matters (03:25)

11   Give My Love to Kevin (02:45)

12   Anyone Can Make a Mistake (03:20)

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13   You Can't Moan Can You? (03:18)

14   All About Eve (02:10)

The Wedding Present

The Wedding Present sono una band indie rock di Leeds, formata nel 1985 da David Gedge. Noti per le chitarre frenetiche e i testi sentimentali, hanno pubblicato album acclamati come George Best (1987), Bizarro (1989) e Seamonsters (1991, prodotto da Steve Albini). Attivi 1985–1997 e dal 2004.
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