Copertina di Portishead Portishead
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Per appassionati di musica alternativa, fan del trip hop, ascoltatori di musica elettronica e chi cerca atmosfere emotivamente profonde e cupe
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LA RECENSIONE

A metà anni '90 in una cittadina inglese di nome Bristol nacque qualcosa, una nuova creatura definita trip hop, un genere musicale che fu innovativo per l'unione di suoni black come i battiti dell'hip hop e il dub, e suoni bianchi come l'elettronica e il rock. Fu anche un genere musicale attraverso il quale si poteva esprimere il proprio dolore sussurrando, anzichè ulrando come metallari e punkettoni.

Ebbene, questo disco è la testimonianza di quel periodo tanto creativo quanto originale: è una discesa agli inferi, un luogo oscuro fatto di suoni e voci provenienti da altri pianeti e ricco di punti di non ritorno, per la sua cripticità. Anticipato dal singolo "All Mine", canzone a dir poco inquietante e suggestiva con una Beth Gibbons lucente e al meglio, l'album omonimo è il seguito di quel "Dummy" del 1994, un disco tanto osannato per la sua suggestione e per le emozioni che riusciva a trasmettere attraverso il suono. "Dummy" era un grande disco, ma l'essenza del gruppo è tutta qui dentro: a cominciare da quel piccolo capolavoro che è "Over", introdotta da un accordo di chitarra acustica che resta stampato nella mente, per poi spaziare dentro una ritmica agghiacciante, mentre la Gibbons sussurra in modo non molto tenero e dolce. è una delle poche canzoni lente che parlano di odio e riescono ad essere rabbiose, pur su una melodia dilatata. Sepolcrale. E che dire di "Only You"? Scratches impazziti e Beth che stupisce ancora, rendendo la canzone oscura ed orecchiabile allo stesso tempo, così commuovente e bellissima da metterti le lacrime agli occhi. "Cowboys" è un altro capolavoro, "Mourning Air" pessimista e funerea nel suo intercedere, ma emozionante.

Le altre canzoni altrettanto sensazionali, seppur non come i cinque episodi citati, anche se qui non esistono pezzi, esiste un album, che va ascoltato per intero per capirne la tessitura, le intermittenze e i messaggi... Pessimista ed Oscuro, molto più classicamente del trip hop che il debutto, è questo il Capostipite di un genere tanto fugace, quanto interessante.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'album omonimo di Portishead come un capolavoro oscuro e pessimista che incarna l'essenza del trip hop. Attraverso suoni innovativi e la voce intensa di Beth Gibbons, l'album si presenta come un viaggio emotivo, dove ogni traccia rappresenta una tessitura sonora da esplorare. Elementi come 'Over', 'Only You' e 'Cowboys' vengono descritti come pietre miliari del genere e testimonianze di un periodo creativo e originale a Bristol negli anni '90.

Portishead

Portishead è un trio britannico di Bristol formato da Geoff Barrow, Beth Gibbons e Adrian Utley. Tra i principali artefici del trip hop, hanno esordito con Dummy (1994), seguito da Portishead (1997) e dal più oscuro e industriale Third (2008). Sono celebri per l’estetica cinematografica, l’uso di campionamenti e la voce inconfondibile di Gibbons.
14 Recensioni

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