Copertina di Samurai Samurai
Dr.Adder

• Voto:

Per appassionati di jazz-rock, fan del rock progressivo, collezionisti di musica vintage e amanti della musica d’autore anni '70
 Dividi con...

LA RECENSIONE

In questi anni il mio spirito progressivo si era lentamente assopito a favore di altri generi musicali ma proprio qui in Debaser ultimamente si è prepotentemente risvegliato. In effetti, non saprei se ringraziare o criticare due "mastri" progressivi che mi hanno invogliato nuovamente ad esplorare ed ascoltare questa musica. Perciò eccomi qui a recensire questo unico disco dei Samurai che, fino a qualche giorno fa, non sapevo nemmeno della sua esistenza.

Questo album era stato originariamente registrato nel marzo del 1971 ed ora è stato presentato in una versione rimasterizzata (DDD) dai nastri originali. Ad un primo sguardo la copertina, realizzata da un dipinto di Victor. P. Meara, risulta ben fatta e vagamente "Kamasutriana" come concetto. Il genere rientra in un Jazz-Rock piuttosto marcato nelle sonorità con accenni progressivi. La formazione è composta da Dave Lawson (Keyboards, Vocals), Tony Edwards (Electric and Acoustic Guitars), John Eaton (Drums), Kenny Beveridge (Drums), Lennie Wright (Vibes, Drums and Percussion) con il supporto di altri due musicisti, Tony Roberts (Tenor Sax, Concert and Alto Flutes, Bass Clarinet) e Don Fay (Tenor Sax, Concert Flute). Sette brani per un totale di circa trentasette minuti, tutti composti e arrangiati da D Lawson, senza però nessun bonus track (!?!). I punti di forza di questo gruppo sono la sezione ritmica estremamente agile e convincente delle batterie e della sezione fiati. Tutti i brani sono cantati da Lawson che possiede una voce particolarmente brillante e calibrata nella timbrica e mai sopra le righe. Tutti i brani sono di ottima qualità sia compositiva che creativa. Forse è stata la spiccata originalità sonora della formazione che ha decretato la sua rapida scomparsa dalle scene musicali ma più probabilmente, è stata la solita vecchia storia, quella di sempre... i soldi.

Il primo pezzo "Saving It Up For So Long" chiarisce subito lo stile del gruppo con una musica raffinata ed elegante. La voce di Lawson sembra quasi "filtrata" da qualche strano apparecchio musicale, risulta comunque intrigante e mai invadente. "More Rain" è un piccolo gioiello delicato ed immediato con sonorità soffuse e raffinate. La voce di Lawson è stupenda ma anche tutti gli altri strumenti non sono da meno. Forse questo è il pezzo che preferisco, dato che mi ha provocato un amore musicale immediato. "Maudie James" più Rock, con validi inserti di tastiere e fiati. "Holy Padlock" con partenza lenta e melodica che successivamente assume un ritmo assai marcato con stupendi passaggi di batterie. "Give A Little Love" un discreto brano con una bella intro chitarristica ma che poi risulta a mio avviso un po' troppo ripetitivo. "Face In The Mirror" e "As I Dried The Tears Away" sono composizioni decisamente sopra la media e si dimostrano musicalmente come i brani più progressivi e complessi del disco, sempre comunque in un ambito Jazz-Rock.

Notevole anche il booklet, che contiene alcune immagini mai pubblicate, tra le quali spicca una bella foto nella parte centrale del libretto che ritrae il gruppo in modo non particolarmente nitido su uno sfondo nebbioso. Svariate e dettagliate le note biografiche sul gruppo e su Lawson. Successivamente Lawson si unirà con Dave Greenslade nei... indovinate... Greenslade. In conclusione un ottimo disco, che mette in evidenza dei validi musicisti, anche grazie ad un attento lavoro di "ripulitura" sonora, consigliato quindi a tutti gli appasionati di questo genere musicale.

Voto disco 4 su 5 (stelle o stelline, decidete voi).

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione riscopre l'album Samurai (1971), un raffinato esempio di jazz-rock con venature progressive, rimasterizzato con cura dai nastri originali. Il disco evidenzia una sezione ritmica agile, fiati brillanti e una voce cantante di Dave Lawson particolarmente calibrata. I brani sono creativi e ben strutturati, con una qualità compositiva superiore alla media. L'opera è consigliata agli appassionati di musica progressiva e jazz-rock, valorizzata anche da un booklet dettagliato e immagini esclusive.

Samurai

Gruppo citato nella recensione come autore di un album omonimo registrato nel marzo del 1971 e presentato in versione rimasterizzata (DDD); formazione citata include Dave Lawson (Keyboards, Vocals), Tony Edwards, John Eaton, Kenny Beveridge, Lennie Wright, con supporto di Tony Roberts e Don Fay.
01 Recensioni