Copertina di The Merola Matrix The Merola Matrix
NickGhostDrake

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Per appassionati di musica sperimentale e fusion, cultori della tradizione napoletana e siciliana, fan di hugo race e di progetti musicali innovativi.
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LA RECENSIONE

Che cosa hanno in comune un artista di spessore internazionale (Hugo Race), un artista di spessore corporeo e basta (Mario Merola), una regione bella e dannata (la Sicilia) e un film brutto e dannato (Matrix)? Semplice: una minghia. E infatti questa è una recensione della minghia, e l'album in questione, "The Merola Matrix", un album della minghia. E secondo voi un minghione come me poteva lasciarsi fuggire un disco del genere? Naah...

"The Merola Matrix" è ciò che ognuno di voi - nel suo psicolabile inconscio - ha sempre desiderato suonare, e solo uno come Hugo Race poteva realizzarlo. Già, Hugo Race: chitarrista eccentrico e fine nella prima incarnazione dei Bad Seeds di Nick Cave, poi doloroso divulgatore di martiri blues nei "True spirits", quindi sperimentatore eccentrico nel progetto elettro-wave dei "Transfargo" fino ad arrivare all'ultima fatica "Sepiatone", un corpo semi-acustico deforme costruito a fianco della bella Marta Collica. Ed ora... ed ora l'impossibile.

Hugo Race non ha mai dimostrato di avere tutte le rotelle a posto; un giorno se ne accorge anche lui e pensa: bene, secondo me Mario Merola è un grande, Matrix pure e in Sicilia ci sono delle belle figliole, belle musiche e si rimorchia niente male. Quindi telefona a Merola (sul serio) e gli chiede: posso cantare il tutto come in una sceneggiata napoletana? Merola dà il suo consenso, e parte il progetto "The Merola Matrix", che fonda le sue basi su tre pilastri principali: la tecnologia avanguardistica; la tradizione popolare siciliana; la sceneggiata napoletana. Come possano convivere questi tre fattori tra loro così antipodi non si sa, ma Race ci prova.
Quello che ne viene fuori è un calderone scomposto in cui si mescolano loop sintetici, urla disarticolate, paesaggi di elettronica calda, chitarre lamentose. E poi voci dappertutto, cori, balli, canti, fisarmoniche, scetavaiasse, putitù, orchestre di ubriachi, cantanti ubriachi, alcuni spezzoni di film, il tutto inserito in un contesto in cui - fortissimo - pare sembrare il richiamo alla tradizione.

Mondi antipodi, si è detto, eppure mai così vicini. Il merito di Race sta tutto quì, nell'aver osato dove sembrava impossibile. E, in un contesto musicale quale quello odierno, contrassegnato fortemente dalla derivazione e dalla riproposizione di vecchi stilemi del passato, quella tracciata dal Race sembra essere l'unica via d'uscita alla stagnazione, e cioè la sperimentazione ed il mescolamento. Certo manca del tutto un punto focale, attraverso cui tutto ruoti in circolo, ma è un primo passo, e - ne siamo sicuri - altri ne riprenderanno l'ardimentosa lezione.

Io già ho un'idea. Si chiama "The Metal Fantozzi". Si prende Marylin Manson e lo si mischia con Fantozzi, la pastiera napoletana e ci si mette su un bel pennacchio tirolese. Provateci anche voi.

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Riassunto del Bot

The Merola Matrix è un album sperimentale che unisce la tecnologia musicale più avanzata, la tradizione popolare siciliana e la sceneggiata napoletana. Hugo Race, con la collaborazione di Mario Merola, osa creare un mix inedito e audace che sfida la stagnazione musicale odierna. Nonostante la mancanza di un punto focale definito, l'album è un primo passo coraggioso verso nuove strade sonore.

Tracce video

01   Schippa Ciao (03:25)

02   Guappa (03:53)

03   Alias#3 (00:59)

04   La Carusanza (02:45)

05   Resuttano (03:46)

06   Felicità (03:09)

07   La Ruota (01:33)

09   Zappa (03:13)

10   Barranuova (02:33)

11   Illusione (04:04)

12   Vi Ricordate di Me (05:34)

13   Chi è di Voi (02:29)

14   U' Zagarella (01:12)

15   (Love Theme From) Lussuria (06:02)

16   Polvere (01:18)

The Merola Matrix

Progetto/album che mescola elettronica, tradizione siciliana e sceneggiata napoletana; caratterizzato da loop sintetici, cori, fisarmoniche e campionamenti.
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