Silverstein: When Broken Is Easily Fixed

Recensione di: Taurus , (il 15 maggio 2009 verso mezzogiorno) | Voto: ●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Silverstein When Broken Is Easily Fixed

I più attenti di voi vedendo lo splendido artwork della facciata principale del disco, noteranno una certa somiglianza con la grafica di copertina di un certo "Something To Write About Home" dei Get Up Kids, band emorock di Kansas City...

Dopo due ep ancora acerbi, arriva la firma con la Victory records (label specializzata nel campo e sempre attenta a rimpolpare il già nutrito roster di band hardcore, emocore e metalcore) e il debutto sulla lunga distanza nel 2003 con questo "When Broken Is Easily Fixed".

Nonostante l'ottimo riscontro di vendite che ebbe l'opus, un po' a sorpresa e un po' no, e una qualità buona, rimaniamo abbastanza lontani dai fasti dell'ottimo e secondo lp "Discovering The Waterfront".

Sebbene le sonorità non sono distanti da quella della successiva fatica, qui mancano anthem a profusione e una produzione che non eccelle particolarmente. Produzione che annovera negli arrangiamenti l'aggiunta del violino che costella diverse tracce.

La formula del disco è pressappoco la seguente: arpeggi delicati, voce a tratti calma e soave, a tratti urlata, riff pesanti e non, batteria con tempi medi e a volte alti.

Il miglior pezzo è proprio quello che apre le danze "Smashed into pieces", un vero anthem emocore e un inno dei fan dei cinque di Burlington. Velocità, potenza lasciano spazio a un ritornello lento e solenne, che dire stupendo è poco, capace da solo di far sciogliere anche i cuori più duri.

Gli altri pezzi degni di attenzione scorrendo e che lanciano anche notevoli spunti sul piano del songwriting, successivamente accantonati dal combo sono "Bleeds no more" e "Last days of summer". La prima è senza dubbio alcuno il pezzo più furioso e estremo dell'intera discografia con screaming quasi senza sosta e laceranti, placati solo da un interludio lento in cui si ode il suono di un violino. La seconda strizza l'occhio all'indie-rock di Juliana Theory e Texas Is The Reason, riuscendo a essere nella sua costruzione a dir poco allucinante. Si passa senza nessuna sbavatura da una prima parte lenta e quasi sussurrata a una seconda che sfocia nello screamo più puro e ai limiti del metal.

Gli altri pezzi svolgono il loro lavoro senza eccellere in maniera particolare, tuttavia merita una citazione "November". Mentre è da annoverare la featuring di Kyle Bishop dei Grade (altra band canadese ora sciolta, dedita all'emocore/screamo) nelle urla della conclusiva title-track.

Un discreto debutto che anticipa quella bomba di "Discovering The Waterfront".

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Sommario

Silverstein: When Broken Is Easily Fixed;
Recensione di Taurus per DeBaser
, 5/15/2009 12:49:00 PM (●●●)

Anno: 2003

Generi:

Informazioni nel web: Silverstein

Album collegati: When Broken Is Easily Fixed

Artisti collegati: Silverstein (non è DeFinit_)

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Voti e commenti

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  1. FINNEGAN | il 16 maggio 2009 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    emorrock o emorroid?
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  2. FIQUATA | il 16 maggio 2009 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    emorroid emorroid.
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  3. FIQUATA | il 16 maggio 2009 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Che poi il disco dei Get Up Kids si chiama "Something to Write Home About" e non c'entra un cazzo con 'sti qui, con tutto che e' la mediocrita' fatta "emo" (i Get Up Kids hanno fatto solo il primo buono... buono, poi... discreto). Un robotino in copertina non fa primavera.
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  4. TOBBY | il 16 maggio 2009 verso mezzogiorno | Voto: 3 | Voto al Disco:

    La recensione è buona, anche se non condivido diverse parti: intanto non credo proprio che "Bleeds No More" sia il pezzo più tirato del gruppo, al massimo è il più tirato di questo disco che è in effetti il più "morbido" dei Silverstein. Oltre a "Smashed Into Pieces" io citerei almeno "Giving Up" che forse è il pezzo più bello che hanno scritto, comunque il mio preferito di questo LP. Peccato che hanno abbandonato il violino nei dischi successivi perchè secondo me era un'aggiunta interessante e almeno li distingueva un po' dai colleghi. Ah, e i Get Up Kids non c'entrano niente con i Silverstein.
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  5. FRANCI! | il 16 maggio 2009 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    << La formula del disco è pressappoco la seguente: arpeggi delicati, voce a tratti calma e soave, a tratti urlata, riff pesanti e non, batteria con tempi medi e a volte alti. >> Minkia, che è? Un encefalogramma?
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  6. ASHANTI | il 16 maggio 2009 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    io non parlo
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  7. TAURUS | il 16 maggio 2009 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    evidentemente adorate le polemiche, il riferimento con i get up kids era riferito solo alla copertina tremendamente simile, questo succede quanto non si leggono le recensioni, tobby se mi trovi un altro pezzo dei silverstein che vanti un utilizzo dello scream così prolungato anche sui ritornelli e veloce ti pago una pizza..
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  8. TAURUS | il 16 maggio 2009 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    ulteriore cosa: questo NON è il disco più melodico quello è arrivals and departures.
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  9. TOBBY | il 16 maggio 2009 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    Per me un pezzo non è tirato solo perchè c'è lo screaming (tra l'altro neanche troppo!)...trovo molto più tirati pezzi come "Defend You" o "Your Sword Vs. My Dagger"!
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  10. TAURUS | il 16 maggio 2009 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    your sword è un pezzo melodico, defend you si avvicina si a bleeds ma ha i refrain melodici che quella non ha.
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  11. WORKHORSE | il 16 maggio 2009 in seconda serata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Piaciuta davvero questa rece! Il genere non è roba per me, ma ricordo che anni fa i miei amici mi facevano spesso ascoltare Last Day Of Summer: quanti ricordi!
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