Japan: Quiet Life

Recensione di: egebamyasi , (il 29 agosto 2004 dopo mezzanotte) | Voto: ●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Japan Quiet Life

Terzo capitolo dei Japan, "Quiet Life" rappresenta l'album della metamorfosi del loro sound. Dal glam di "Adolescent Sex" e "Obscure Alternativies" (due lavori onestamente poco trascendentali) si passa a suoni più levigati ed elettronici, si insinuano atmosfere esotiche e rarefatte, insomma si comincia a delineare quello che sarà il loro marchio di fabbrica nel futuro.


In "Quiet Life" sono in gestazione i futuri capolavori della band.
Si inizia con la title-track, appena parte ti sembra di ascoltare "Methods Of Dance", poi invece un ritmo da disco club prende il sopravvento, e trascina il brano per i suoi cinque minuti. Non ci sono trovate geniali, l'andamento è tutto sommato monotono, la sensazione generale che si ha all'ascolto comunque è quella di una certa eleganza.
"Fall In Love With Me" è più incostante, il ritmo è più vario e complesso, la tastire di Barbieri delineano un riff caratterizzante nel "ritonello", comincia ad esserci una parvenza, seppur lieve, di sperimentazione.
Con "Despair" l'atmosfera si fa soffusa e labile, un piano languido evoca paesaggi estivi all' imbrunire, accompagnato superbamente dal sax e dalla voce di un synth malinconico che riecheggia a metà del brano. L' andamanto è volutamente molto rallentato, per enfatizzare la componente ipnotica del suono. Piccolo gioiello.
La successiva "In Vogue" meriterebbe di essere maggiormente ricordata. Degna dei lavori successivi è la vera perla dell' album. Giro di basso fantastico da parte di Karn, cantato Sylvian ambiguo e ammiccante, il brano sembra voler andare da tutte le parti, non scegliendo una direzione precisa, così quando lo ascolti non riesci a decifrarlo se non dopo molto tempo.
Possiede tutte le caratteristiche migliori dei Japan.
"Helloween" è solo un riempitivo, pur non sgradevole. Come dire, c'è sempre il marchio di fabbrica.
"Alien" è la sorella minore di "Swing" (Gentlemen Take Polaroids). Non si scende comunque sotto la sufficienza.
La chiusura è affidata a "The Other Side Of Life", anche questa guidata dal suono del pianoforte. Inutilmente lunga (sette minuti e mezzo), finisce con l'annoiare. Il canto di Sylvian è troppo languido e "new romantic", l'arrangiamento monotono e stucchevole, sembra di ascoltare uno di quei successi estivi tipici degli 80 per coppie in cerca di baci al juke-box. Insufficiente.
"Qiet Life" è per i fan dei Japan. Chi non possiede nulla di questo gruppo è meglio che si orienti sui due album successivi perchè SONO MIGLIORI. Lascia intravedere le meraviglie che si prospettano all'orizzonte ma non convince pienamente. Ancora un pochino incerto ed acerbo, risulta a volte lambiccato. E' il classico album che precede il capolavoro.


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Sommario

Japan: Quiet Life;
Recensione di egebamyasi per DeBaser
, 8/29/2004 12:00:00 AM (●●●)

Anno: 1979

Album collegati: Quiet Life, Quiet Life, Quiet Life

Artisti collegati: Japan (non è DeFinit_)

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Voti e commenti

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  1. VANAMENTE | il 7 settembre 2004 in prima serata | Voto: 3 | Voto al Disco: 5

    .
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  2. FOSCA | il 10 settembre 2004 nel tardo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 4

    Ciao, ben arrivato!
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  3. | il 10 settembre 2004 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    grandissima!!!!!!!!
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  4. EGEBAMYASI | il 12 settembre 2004 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    vanamente la tua mediocrità rasenta la vergogna.
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  5. VANAMENTE | il 12 settembre 2004 nel tardo pomeriggio | Voto: 2 | Voto al Disco:

    ?
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  6. | il 11 ottobre 2004 all'alba | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    In una parola: meraviglioso. Giovanna Nigris info@mobbing-sisu.it
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  7. | il 23 dicembre 2007 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Ciao, ho appena caricato (sulla mia pagina musicale di myspace,indicata sotto la firma) un nuovo brano,"The World Is On Fire",pesantemente ispirato alla new wave anni 80(con riferimenti a Duran Duran,Alphaville,Classix Nouveaux,The Associates,B-Movie,Wim Mertens e The Killers),mentre ancora "imperversano" gli altri due pezzi precedentemente caricati: uno s'intitola "Formerly Known As The King" e potrebbe definirsi un mix tra il post-punk psichedelico e il power-metal sinfonico, vagamente influenzato dai Muse e dai Sonata Arctica, ma con un testo trash ispirato alle notizie di cronaca nera...e l'altro,"Nothing To Believe In",è una specie di ballata prog-jazz con elementi orientaleggianti,classicheggia nti e new wave e ispirata a David Bowie,Arcadia,Furniture,Eyeles s in Gaza,Japan,David Sylvian,Mick Karn,Dolphin Brothers,Nine Horses,Masami Tsuchiya,Yukihiro Takahashi,Melon,The Cure,Metro,John Foxx,etc. Spero vi piacciano! un saluto http://www.myspace.com /sleepdriver1984
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  8. MR.MUSIC | il 6 ottobre 2009 nel primo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 4

    Non sono d'accordo su alcune tue posizioni e giudizi. Per me quest'album non è solo per fans, perché questo è il primo disco maturo dei Japan. Con "Quiet Life" delineano il loro stile innovativo, non è un capolavoro, ma rimane un disco di valore ed importante. Chi vuole capire l'evoluzione della band deve averlo, concordo pienamente sui i primi album, sono trascendentali. Avrei citato anche "Despair". voto 3 1/2
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