Un selvaggio, un ribelle, uno sballato, un pervertito... No, non rendono l'idea.... L'unico aggettivo che riesco a trovare per descrivere brevemente Ted Nugent è inequivocabilmente "Mastino".
In effetti, il chitarrista di Detroit è ben conosciuto nel mondo musicale proprio per il suo squilibrato istrionismo, degno di una vera rock-star : dalle risse sul palco, agli abusi e gli innumerevoli scandali erotici che lo hanno lanciato nell'occhio del ciclone. L'ultimo scheletro che è uscito dal suo armadio risale ad un anno fa, ed è per merito di una telefonata di Courtney Love ad un programma televisivo americano, dove affermava di aver fatto sesso orale per la prima volta alla tenera età di 12 anni col nostro amico Ted, che di anni ne aveva 28!
Tralasciando i particolari più piccanti della questione, parliamo un pò di questo album, il suo primo da solista, il riflesso di ciò che era a quel tempo: una furia cieca ! Già gli anni prima con gli Amboy Dukes aveva dato grande prova di carisma e bravura con la chitarra, che raggiungono l'apice, il climax, il nirvana o quel che è, nel tour-de-force di Stranglehold, otto minuti di puro rock sporco e peso al 100%.
Un riff d'attacco duro come una roccia, condito da assoli grezzi, lunghissimi e molto tecnici; queste sono le cose che più mi hanno colpito in questo torsolissimo e fantastico brano, che, secondo me, rappresenta ciò che dovrebbe essere l'hard rock.
Mi piacciono tantissimo anche le energiche Hey Baby, Motor City Madhouse e Snakeskin Cowboys, anche se la sola Stranglehold vale l'acquisto di uno dei "disconi" dell'hard rock anni '70.
Non lasciatevi sfuggire questo chitarrista, tantomeno questo suo disco, è storia allo stato puro.
Una vera dimostrazione di classe e anche esposizione di un gran bagaglio tecnico, assoli lunghi e una roba da guitar hero davvero ineccepibile.