Goran Bregovic: Ederlezi

Recensione di: Grasshopper , (il 27 aprile 2005 in mattinata) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Goran Bregovic Ederlezi

Il folk balcanico ? Chissà che palle, con quelle fanfare di tube e tromboni. La tradizione tzigana? Che se l'ascoltino nei campi nomadi. I cori bulgari? Buoni per farci due risate con Elio e le Storie Tese (ma forse i loro cori sono rumeni). Goran Bregovic? Il solito furbastro che approfitta delle disgrazie della sua terra per diventare famoso... eccetera.
Armato di questi pregiudizi (piuttosto fessi, lo ammetto, ma d'altronde se ci sono in giro dei pregiudizi intelligenti qualcuno me li segnali) mi feci prestare questo disco quasi controvoglia, spinto solo da vaga curiosità. Il giorno dopo supplicavo già l'amico donatore di farmene subito una copia. Eppure come classicomane sapevo che l'Est europeo era un enorme serbatoio di melodie popolari, da cui aveva attinto già Brahms nell'Ottocento, per non dire del maniaco Bartok, che girava la pensiola balcanica per registrare quintali di materiale con i mezzi dell'epoca. Ma non immaginavo che nelle condizioni attuali quei disgraziatissimi paesi potessero esprimere una specie di Peter Gabriel slavo, un musicista di ampie vedute in grado di rielaborare con sapienti tocchi di elettronica i canti del suo popolo, facendoli anche incontrare felicemente con le più lontane musiche del mondo.

Goran Bregovic è nato a Sarajevo da padre serbo e madre croata: sembra l'invenzione di un imbonitore per vendere di più, ma è solo un caso. Il sottotitolo di questa bellissima raccolta minimizza: "Musica per matrimoni e funerali". In realtà spesso si tratta di ottima musica da film, quelli dell'amico Emir Kusturica (coautore di alcuni brani) che ci hanno rivelato qualcosa su questi popoli, così vicini e al tempo stesso così misteriosi.
Dunque, cominciamo dalle temute fanfare balcaniche: non solo la loro presenza in "Ederlezi" è marginale, ma là dove appaiono ("Mesecina/Moonlight", "Cajesukarije Cocek") tube, tromboni e trombe assecondano con agilità impensabile ritmi al limite del frenetico, dando al tutto un tono divertente e scoppiettante. I cori bulgari, maestosi ma tutt'altro che pesanti, hanno ben altra importanza. Entrano nei momenti più toccanti delle scene, regalando sonorità da brivido, da antica musica sacra: ne sono preziosi esempi due episodi in crescendo come "La nuit" ed "Ederlezi". Ma all'occorrenza sanno dare un ulteriore tocco di nero ad un rock perentorio e ispirato come "TV Screen", già reso abbastanza oscuro e spettrale dal canto bowieggiante di un Iggy Pop in stato di grazia. "7/8 & 11/8" è magia corale e strumentale, specie dopo l'entrata di una fragorosa batteria, che insieme agli usuali cori sposta il tono decisamente sul tragico. Altri bellissimi strumentali: "Death", diabolica e sulfurea danza macabra, tutt'altro che esorcizzante, e "Dreams", idillio paradisiaco per voce d'angelo solista e coro.
Le contaminazioni sono varie e ben riuscite. La malinconia slava va a nozze con la saudade afro-portoghese di Cesaria Evora in "Ausencia", ma anche con l'eterno lamento mediorientale, la sublime nenia dell'israeliana Ofra Haza in "Elo Hi", e perfino con la sensualità del tango nel lento e intrigante "Underground Tango". E l'America, che dalle parti di Bregovic ha portato un po' di libertà, molte mine e parecchio uranio impoverito, come è vista ? Bè, senza rancore, non molto diversa che da qua: "American Dreamers" è un country parlato, con Johnny Depp in veste di narratore, "Man From Reno" è cantata con voce da crooner da Scott Walker, e nessuno la immaginerebbe in un disco di musica slava.
Ma ormai, arrivati verso la fine del disco, non ci si stupisce più della versatilità di Bregovic, anzi ci si aspetta che da un momento all'altro ci dia prova di destreggiarsi egregiamente anche con il reggae, i sitar indiani o le percussioni africane, e che finora non l'abbia fatto solamente perché gli è mancata l'occasione.

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Sommario

Goran Bregovic: Ederlezi;
Recensione di Grasshopper per DeBaser
, 4/27/2005 9:56:00 AM (●●●●●)

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Voti e commenti

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L'opera è stata votata validamente 7 volte, ottenendo una media di 4.71

  1. BUZAGAZ | il 29 aprile 2005 dopo mezzanotte | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Bella recensione. Questo disco è un vero burek balcanico.
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  2. UMMAGUMMA72 | il 29 aprile 2005 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Ragazzi, fidatevi di quello che dice Grasshopper, questo disco, e sopratutto Goran, meritano, meritano, meritano, fanculo i pregiudizi!!! Musica eccezionale, energica, carica di tensioni e storie vissute, insomma, MUSICA! Ciao a tutti!
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  3. JUNE | il 29 aprile 2005 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco:

    bella rece Grass... il disco l'ho sentito a pezzi, devo rimediare alla cosa il prima possibile! ma quanto mi piace Kalasnjikov!
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  4. HAL | il 29 aprile 2005 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Brahms e Bartok, ma anche Listz, Debussy, Dvorak, Mahler. L'elenco dei musicisti che si sono dissetati a questa fonte culturale è davvero importante. Gran bel disco questo di Bregovic, vitale, energico. Ho anche visto lo spettacolo : "Musica per matrimoni e funerali", una vera festa. Sempre scelte condivise Grass, fa piacere.
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  5. JOSI_ | il 29 aprile 2005 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Le cose slave ammaliano
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  6. EASYCURE | il 29 aprile 2005 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Bello tutto!
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  7. PEREZ | il 29 aprile 2005 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Voto la tua rece Grass che come sempre è maiuscola e voto più che l'album (che ho sentito veramente poco) il concerto che ho visto la notte del capodanno che ci ha portati nel nuovo millennio in piazza a Modena con i Modena City Rambles dove ho ballato come un forsennato tutta la notte divertendomi come un pazzo. Grande artista Goran, la sua musica ti entra nelle vene e profuma proprio di costumi vecchi ed antichi, la forza dei fiati è pura adrenalina...al suo prossimo concerto in Italia ci sarò perchè sono occasioni da non perdere per snaturarsi e farsi trascinare
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  8. EL GUEVO | il 29 aprile 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: 2 | Voto al Disco: 3

    Bregovic è un musicista di razza e questo si sapeva da tempo...almeno tutti quelli che amano il cinema! Questo può essere un buon inizio per chi non lo conosce, perché è un'antologia piuttosto esauriente dell'opera di Bregovic. Però rimane pur sempre una raccolta e come tutte le raccolte anche questa ha molti difetti, ….forse quest’ancora di più perché si tratta di colonne sonore! Forse per iniziare è meglio ascoltarsi Arizona Dream, la colonna sonora del film americano di Kusturica composta con Iggy Pop...oppure la celeberrima Underground!..o forse è meglio non ascoltare niente e andare a guardare quel magico film che è Il Tempo dei Gitani (Ederlezi è tratta da questo film!)
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  9. | il 9 novembre 2005 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 5

    niente da dire...
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  10. TERESA | il 9 novembre 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    meraviglioso il cd....ed il concerto è ancora più emozionante se è possibile..
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  11. PIBROCH | il 28 agosto 2007 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Spettacolare affresco balcanico (e non). Ma Grass, che fine hai fatto? ;-)
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  12. LILITH86 | il 3 dicembre 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    nn conoscevo bregovic,l'ho scoperto davvero x caso!!studio serbo croato e volevo conoscere oltre alla lingua e alla letteratura la musica di questi paesi,cosi da capire meglio e apprezzare sopratt la loro cultura....sono estasiata da questo artista!!!è magico!!!!
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